Adrenaline Rush – Tåve Wanning ci parla del nuovo ‘Soul Survivor’

...mi piace la musica e mi piace cantare...

ph: Anders Fastäder

 

Il nuovo album degli Adrenaline Rush, ‘Soul Survivor’, è uscito da pochi giorni e già sta cominciando a far parlare di sé grazie alla sua carica e alla sua fresca energia. Ho la possibilità di chiacchierare con la leader della band svedese, Tåve Wanning, del nuovo lavoro, secondo per il quintetto scandinavo. Mi trovo di fronte, (l’intervista è via mail) una persona molto sicura di sé, simpatica e che ha voglia di dimostrare la sua passione e determinazione…

Ciao Tåve, grazie per esser con noi di LongliveRockNRoll.it, è un vero piacere. Parliamo del nuovo album ‘Soul Survivor’. A mio parere ben equilibrato tra riff duri e chitarre molto massicce, belle linee di voce e un album che immediatamente appare carico di energia. Cosa ne pensi a mente fredda di ‘Soul Survivor’?

Tåve: Ciao Francesco. Grazie a voi e il piacere è mio… Siamo ritornati con un nuovo album, mi piace moltissimo e sono contenta di poterlo condividere con qualcuno. Mi fa piacere che ti piaccia, abbiamo lavorato molto per renderlo al meglio. Credo che mostri la reale crescita della band e un ulteriore passo avanti. Stiamo allargando i nostri confini, parlando di musica, ed è qualcosa che accade in maniera naturale con l’aumentare dell’esperienza, poi anche con il cambio nella line-up c’è stato un cambiamento del processo creativo…

Infatti nella band ci sono due nuovi membri Sam Soderlindh (chitarra, ndr) e Joel Fox (basso, ndr). Come dicevi prima un cambiamento nel processo creativo. Ma quale contributo hanno dato i due nuove musicisti realmente sia al gruppo che all’album?

Tåve: Inizialmente ero molto preoccupata quando abbiamo perso Ludvig and Soufian in così breve tempo, proprio quando avevamo pianificato già tutto e stavamo per iniziare le registrazioni.  E ovvio che auguro loro tutta la fortuna che meritano, ci siamo lasciati in modo amichevole…

E’ stato abbastanza semplice trovare Joel che si è subito adattato a sostituire Soufian in brevissimo tempo. Poi ha deciso di rimanere in pianta stabile con la band. Il suo stile è u n po’ più duro, dritto al punto con durezza e solidità che funziona davvero ben con in nuovi brani.

Per qual che riguarda Sam la situazione è stata leggermente più complessa. Pria di lui abbiamo provato un paio di chitarristi ma nessuno ci è sembrato adatto a ricoprire quel ruolo. Poi improvvisamente ecco Sam ed la scintilla e scoppiata. E’ un chitarrista molto veloce e ha una bella presenza sul palco, un musicista con tanto potenziale ancora da tirar fuori

Tutti e due sono degli ottimi musicisti, ma ancora più importante sono delle persone positive e gentili. Quando hai da svolgere tanto lavoro è sempre importante avere delle persone positive. Sono molto contenta che siano con la band…


Hai di recente detto che non avresti volute ripetere le stesse cose dell’album precedente. Quindi che cosa è cambiato oggi rispetto al vostro album di debutto?

Tåve: Già dall’inizio sapevo di non voler ripetere lo stesso album. Questa volta ho cercato di usare l’istinto anche se a volte ho pensato di recuperare lo stesso feeling dell’album precedente creando dei brani un po’ più leggeri e magri più melodici. Ma alla fine ho deciso di seguire di più il cuore.

Come sai nono sono solita comporre musica da zero, alcuni songwriter collaborano con me. Loro mi portano demo e se ascoltandoli c’è qualcosa che mi piace allora cominciamo a lavorarci su fino a quando non riesco a trovare il brano adatto a me. Pensa che ho passato al setaccio 20 o 30 demo e quando ‘Love Like Poison’ è stata completata ho capito quale direzione doveva prendere l’album.

Probabilmente ‘Soul Survivor’ è un po’ più duro e forse più dark del primo album, probabilmente a causa delle influenze di Fredrik (Fredrik Folkare, dei Firespawn e Unleashed, ndr). Poi ci sono le mie influenze, band come Judas Priest e Accept sono il mio pane quotidiano. Forse i brani sono leggermente più complessi e più profondi, bisogna ascoltarlo più volte per comprendere se si apprezzano davvero i brani o meno. Comunque sono contenta perché abbiamo fatto il massimo possibile.

Pensando ancora al primo album, il nuovo ha sempre le sue basi melodiche in stile AOR, ma più duro e più complesso musicalmente parlando. Ha sempre un sapore anni 80, a mio parere. La produzione non è così più pulita come il precedente ma è perfetta per il sound che volevo ottenere. C’è molto di me in questo lavoro, ho usato il mio cuore più che la mia testa…

In effetti ho davvero apprezzato questo continuo richiamo agli anni 80, sembra che le radici e la tradizione sia proprio quella di quegli anni, suona bene ed è molto fresco, aggressivo e graffiante e tutto procede molto naturalmente…

Tåve: Devo davvero ringraziare Fredrik per il lavoro svolto. Sin dall’inizio non c’è mai stato bisogno di discutere, siamo subito andati d’accordo e siamo riusciti subito a lavorare per bene sugli arrangiamenti e tutto il resto. Tutto è andato davvero bene….

Erik Mårtensson degli Eclipse è stato di nuovo coinvolto nel progetto, co-autore e ha masterizzato le tracce finali e via dicendo. Com’è stato ritornare a lavorare con lui?

Tåve: Il piano originale era quello di lavorare con Erik sin dall’inizio, ma poiché lui aveva trasferito il suo studio fuori Stoccolma ci ha suggerito di lavorare con Fredrik e veder come funzionava  fra noi. E così ho fatto. Di conseguenza Erik è diventato produttore esecutivo, ci ha aiutato a sistemare i brani e poi si occupato del mix durante l’intero processo. Erik ha inoltre co-scritto alcuni brani e masterizzato l’album. Ma per il resto ho lavorato a stretto contatto con Fredrik che si è anche occupato anche dell’arrangiamento, delle registrazioni e della produzione, Poi ci sono anche altri songwriter ma Fredrik è il principale collaboratore e co-ispiratore.

Sia Erik che Fredrik sono davvero delle brave persone. Si somigliano per certi versi e in altri sono invece totalmente diversi. Si conoscono da molto tempo e sono cresciuti nello stesso posto e penso che siano anche andati nella stessa scuola. So che hanno suonato insieme in varie band e sono tutti e due delle persone di enorme talento, compongono, registrano, producono e suonano la chitarra, però Fredrik ha un background più duro a livello musicale (Firespawn e Unleashed) che è tornato utile per la composizione dell’album. Se ho vinto la lotteria avendo incontrato Erk, posso tranquillamente affermare di averla vinta nuovamente avendo incontrato Fredrik, che meraviglia vero?

Perchè il titolo ‘Soul Survivor’?

Tåve: E’ il brano che preferisco nell’album. Ti racconto cos’è successo, Avevamo un paio di canzoni che componevano una lista esigua di brani da inserire nell’album. Non c’erano ballad. A me piace cantare delle ballad e allora abbiamo iniziato a cercare qualcuna, ma non riuscivamo a comporne nessuna. Poi un giorno Fredrik mi dice di aver un brano incompleto che probabilmente non sarebbe stato quello giusto ma comunque voleva farmelo ascoltare. Incredibile. Perfetto subito. Mi è piaciuto immediatamente. E’ dark, heavy e capriccioso, suona quasi come la colonna sonora di un film . Anche la melodia è un po’ differente, davvero bella. E’ un brano che ti coinvolge subito, è formata da vari strati che continuano in un bellissimo crescendo fino alla fine… Anche il testo è molto belli, se sei sempre pronto e credi in te stesso, quando le cose si fanno dure riuscirai sempre ad andare avanti e a risolvere tutto.

E allora ho scelto di riprendere il titolo dell’album da questo brano poiché penso possa rappresentare ciò che sono io. Sono una ‘soul survivor’ e faccio le cose che a me piace fare anche se sono dure e difficili. Credo in me stessa e riuscirò ad andare avanti…

A proposito c’è anche la versione acustica di questo brano . E’ una bonus track nell’edizione giapponese del CD…

Ci sono altri brani che ti piacciono particolarmente in questo album… Qual è il brano più rappresentativo secondo te sia musicalmente e sia pensando ai testi? Uno dei miei brani favoriti è ‘Dont Wake Me Up’, ma poi sai come vanno le cose, domain potrebbe cambiare… domain potrebbe piacermi di più ‘Breaking the Chains’….

Tåve: E’ difficile sceglierne uno singolarmente, anche per me varia giorno dopo giorno. Come ti dicevo mi piace molto ‘Soul Survivor’ anche perché è divertente cantarla. ‘Dont Wake Me Up’ direi che è il brano più strano dell’album. E’ molto divertente e più duro di tutti, mi piacciono molto i testi, parla di qualcuno abbandonato da solo.

Durante le prove mi piaceva particolarmente suonare ‘Sinner’ che mi sembra davvero potente, credo si a splendida dal vivo. Così come anche ‘Break the Silence’. Ma ‘Love Like Poison’ è quella che ha rappresentato  l’inizio di tutto e secondo me è quella più rappresentativa.

Prima mi hai accennato già a come lavori. Ma come avviene realmente il processo. Mi hai parlato di idee che arrivano da demo e poi cosa fate, provate tutti insieme per avere nuove idee?

Tåve: Come ti dicevo io non scrivo canzoni da zero. Alcuni sono capaci di farlo meglio di me. Quindi sono costantemente alla ricerca di idee da demo, da riff e via dicendo che mi possano tirar fuori qualcosa che mi possa piacere. Una volta che trovo ciò che cattura la mia attenzione comincio a lavorare con un compositore e probabilmente alla fine nascerà una canzone. Sono anche abituata a lavorare con mio padre che è un compositore e anche manager della band. Io mi dedico principalmente ai testi, mi piace cantare qualcosa che sento vicino a me.

In origine l’idea che avevo era quella di avere un band da coinvolgere nel processo creativo di quest’album. La prima volta non avevo una band quando l’album era stato concepito, ma questa volta volevo che le cose funzionassero in modo differente. Poi i piani sono comunque cambiati quando abbiamo perso il nostro bassista e chitarrista in un brevissimo periodo di tempo. Il lavoro sull’album era già cominciato e continuavo nel momento in cui eravamo alla ricerca di validi sostituti. Quindi per problemi logistici e per problemi economici abbiamo dovuto procedere come per il primo album.

Il vostro primo album ha avuto ottimi riscontri da parte di critica e fan. Ti sei sentita sotto pressione a causa di tutto questo parlare positivo su Adrenaline Rush.

Tåve: Sì e no. Tutti mi dicevano che il secondo sarebbe stato più difficile, ma con entrambi mi sono molto divertita. Tanto lavoro e spesso qualche frustrazione, ma questo fa parte del gioco. Se guardo dal puto di vista degli affari e del lavoro sono molto contenta di come sia andata con il primo album perché mi ha permesso di realizzare il secondo. Di conseguenza questo secondo crea pressione poiché vorrei fare il terzo. A livello musicale mi sono molto divertita, creare della musica mi piace e sono molto orgogliosa di questo. E’ una bella avventura e mi sto divertendo momento dopo momento.

La copertina del disco ti vede seduta su di un torno o qualcosa del genere. Sei pronta a essere una regina del rock? Un serio avviso o un’ironica premonizione per il futuro?

Tåve: Hahaha, sì… attenzione, c’è una nuova regina in circolazione… No a dire il vero di rivelo un segreto… La fotografia è stata scattata nel soggiorno di casa mia e quella è una mia vecchia poltrona. Mi piace molto e ho pensato che potesse stare bene nella foto.

Parlando seriamente, tutto ciò che faccio è legato al fatto che mi piace la musica e mi piace cantare. Ci sono tante band e tante possibilità in giro, quindi ci possono essere tante regine e tanti re. Mi piace pensare che si sono tante band in grado di aver successo perché vuol dire che il rock è ancora vivo.

Quale voce rock femminile ti ha influenzato maggiormente? E quando hai compreso che volevi far parte del mondo del rock?

Tåve: Ho iniziato a cantare quando avevo solo otto anni in uno spettacolo per bambini quindi sin da bambina era chiaro quello che volevo fare: rock!

Ci sono molte cantanti che io adoro e che mi hanno ispirato. Mi piacciono molto le band degli anni 70 e Steve Nicks dei Fleetwood Mac è la mia preferita in assoluto. Ma anche Ann and Nancy Wilsond delle Heart, Joan Jett, Janet Gardner, Lorraine Lewis, Lee Araon, una lunga lista insomma. E anche Grace Potter, è in grado di cantare in modo incredibile anche Lady Gaga conosce i suoi lavori e potrebbe essere una grande rock singer se solo lo volesse.

Che ne pensi della scena melodica attuale, la scena di cui fai parte?

Tåve: Mi piace che vi sia una scena. Di solito non penso alla musica suddivisa in generi; ascolto qualsiasi cosa sia in grado di colpire la mia attenzione. Ma la musica rock è quello che più mi mantiene viva.

Non è facile dare parte e suonare in una rock band. Pochi soldi per fare tante cose e a volte devi pagare per suonare. Le nuove band come la nostra si trovano a competere con band molto blasonate per gli spazio dal vivo, quindi quando fai parte di una band lo fai proprio perché ti piace e per amore della musica, è una dura battaglia ma se si lavora bene si può arrivare anche a delle ricompense adeguate.

Alla fine del mese, fra qualche giorno, a Milano ci sarà il Frontiers Rock Festival. Quali sono le tue aspettative facendo parte di un importante avvenimento come questo e cosa il pubblico dovrà aspettarsi da voi?

Tåve: Credo sarà un grande spettacolo come la scorsa volta. L’organizzazione è stata fantastica e la gente ci ha supportato alla grande. Il pubblico italiano è fantastico, conosce la musica e supporta tutti vecchi e nuovi allo stesso modo e, poiché noi siamo una band nuova questo è molto importante per noi. Quello scorso è stato uno dei nostri primi concerti e ci ha fatto capire che avemmo potuto creare qualcosa di buono in futuro.

Questa volta arriveremo con una nuova lineup, nuovi brani, e anche novità nella musica, molte più voci che abbiamo inserito nei nuovi brani del nostro album e nuove armonie. Sarà inoltre interessante mettere insieme i brani vecchi e nuovi in una ‘killer set-list’.

Tåve, grazie 1000 per averci concesso parte del tuo tempo. Vorresti salutare i nostri lettori e salutare i tuoi fan italiani?

Tåve: Grazie a voi per questa chiacchierata e stato un piacere e grazie anche ai vostri lettori, non possiamo far niente senza il vostro supporto. Ci vediamo in giro, divertite e ‘ENJOY THE RUSH!!!?

 

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