Aerodyne – Breaking Free

Street Symphonies Records – Dicembre 2017

Nato nel gennaio del 2016 dalla fusione di due delle più interessanti band della fulgida scena underground di Göteborg, il quartetto svedese degli Aerodyne, dopo la pubblicazione lo scorso anno dell’EP “Old Flames Die Hard”, giunge oggi all’album d’esordio “Breaking Free”, in cui mette in mostra un sound riconducibile sì ai classici canoni dello sleaze rock di matrice scandinava, ma anche decisamente arricchito da influenze che richiamano il metal classico degli anni ’80, ossia quello ancora fortemente ispirato dalle sonorità della NWOBHM.

L’album, che esce per la nostrana Street Symphonies (alla quale bisogna dar merito di avere sempre un occhio particolarmente attento nei confronti delle nuove band emergenti nel panorama europeo), si apre con “As Above, So Below”, pezzo diretto dal giusto impatto in cui le chitarre del leader Daniel Almqvist (anche cantante) e di Johan Bergman si ergono prepotentemente a protagoniste. E’ subito evidente come la produzione del disco, curata dalla stessa band, abbia mirato a mantenere il  sound volutamente molto “live” e diretto, senza comprimerne più di tanto i suoni, mantenendo quell’attitudine “straight in your face”, sempre più difficile da riscontrare nelle nuove uscite, a volte fin troppo pompate e levigate.

Il brillante singolo/video uscito lo scorso mese “Comin’ For You” è caratterizzato, oltre che dal testo particolarmente spinto, da un riff massiccio cui fa da contraltare un ritornello semplice che non farà fatica a rimanervi in testa già dopo pochi ascolti: le chitarre la fanno sempre da padrone, supportate da una sezione ritmica quadrata e senza troppi fronzoli ad opera del bassista Timmy Kan e del batterista Christoffer Almqvist.

Il riff che apre la title track sembra uscire dal repertorio degli storici Grim Reaper, ma poi il pezzo si sviluppa su coordinate che ricordano più i primi Crashdïet: l’unica cosa che non riesce a convincerci in pieno è la voce di Daniel, che, in questo ed in altri brani, sembra fin troppo pulita quando potrebbe essere più cattiva e spingere decisamente di più. La successiva “Aerodynamic” è travolgente grazie al suo andamento a-la Airborne, che sfocia in un coro esplosivo da urlare in sede live levando i pugni al cielo, mentre “Pedal To The Floor” si rivela anch’esso uno degli episodi più riusciti, un pezzo veloce e trascinante al punto tale da sconsigliarvene l’ascolto al volante della vostra auto, se non vorrete essere sorpresi dall’autovelox con il piede “a tavoletta” sull’acceleratore, mentre esaltati ne intonerete il coro a squarciagola all’interno del vostro abitacolo, fantasticando di trovarvi su qualche highway americana.

Con “We All Live A Lie” torniamo su territori più prettamente vicini allo sleaze scandinavo, in cui comunque la matrice melodica è sempre ben presente all’interno di cori molto ruffiani. Non c’è spazio per nessuna ballad: qui si va avanti, cazzotti dopo cazzotti, in attesa del colpo da K.O. che, dopo una “Until You’re Gone” dal riff priestiano al limite del plagio, potrebbe essere costituito dalla doppietta messa insieme dall’assalto metal di “Setting Hell On Fire” e dai cori melodicamente irresistibili di “Run Away”, cori ai quali prende parte, in veste di ospite, il cantante dei Crazy Lixx Danny Rexon, pronto a rendere il favore a Daniel che aveva contribuito alle backing vocals in “Kiss Of Judas” sull’ultima prova in studio del quartetto di Malmö.

Un delicato arpeggio di chitarra apre la conclusiva “Back To Back”, in cui i ritmi vengono solo inizialmente rallentati, prima che le due chitarre tornino a colpire con quell’attitudine diretta a non fare prigionieri, in chiusura di un album che, anche senza proporre nulla di particolarmente nuovo, colpisce nel segno entrando in extremis nel novero delle migliori release del 2017, trascinando senza alcuna pausa dalla prima all’ultima canzone e, soprattutto, suonando esattamente come dovrebbe suonare un disco di questo genere.

La band arriverà a suonare in Italia nel 2018: vedete di non perderla nel caso passi vicino a casa vostra, perché abbiamo l’impressione che questi quattro ragazzi dal vivo non facciano prigionieri: siete stati avvisati!

https://www.facebook.com/aerodyneofficial

 

Tracklist:

  1. As Above, So Below
  2. Comin’ For You
  3. Breaking Free
  4. Aerodynamic
  5. Pedal To The Floor
  6. We All Live A Lie
  7. Until You’re Gone
  8. Setting Hell On Fire
  9. Run Away
  10. Back To Back

 

Band:

Daniel Almqvist – voce, chitarra

Timmy Kan – basso

Johan Bergman – chitarra

Christoffer Almqvist – batteria

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