Armageddon – The Tears of a King Bird

 

Seorabul Records – 1990

Questa volta ho deciso di proporvi una gemma dal sapore esotico. Questi Armageddon giungono infatti da Supan, in Corea del Sud. Sorpresi? Spero di sì. Questo quintetto, decisamente sconosciuto, si è reso autore di quest’unica uscita discografica, accolta, ai tempi ed entro i patrii confini, con discreto clamore.

L’iniziale “Sun Rise” è un tipico heavy metal classico con l’unico neo rappresentato dalla voce un po nasale di Bak Sin-Jeo che è evidente nelle parti un po più soft. La seguente “No Need To Lament” è del tutto diversa. Ritmo incalzante ed un chitarrista in vena di applausi, che infatti si odono a fine pezzo, una piccola ingenuinità. The “Lost City” prosegue sulla falsariga della canzone precedente, un power metal abbastanza gradevole, niente di eclatante ma abbondantemente sopra la linea della sufficienza. Durante l’assolo sarebbe stato utile aggiungere una seconda chitarra ma non è stato fatto con il risultato che sembra quasi un saggio di bravura registrato in sala prove. In ogni caso, promosso a pieni voti. Il finale del primo lato è affidato a “Rainy Day”, introdotta dalle tastiere. E’ una ballad. E’ talmente triste e penosa che magari l’avrete già sentita in qualche ristorante cinese, in sottofondo ai ravioli al vapore. Ironia a parte, nelle tracce più veloci si riescono a nascondere molte ingenuità che altrimenti saltano fuori come funghi. Onestamente, per intenderci, non riesco a capire se cantino in madrelingua o in coreano, per esempio… Poi i lenti rappresentano sempre un rischio in quanto, se la voce non è perfetta, tutto il brano stride. Nello specifico di questo “Rainy Day” si stride assai e le stecche vocali sono frequenti e costanti. Insopportabile nenia sonora. La titletrack ci accoglie all’inizio del secondo lato. Nei suoi quasi cinque minuti provoca reazioni in netto contrasto tra loro. Dal gioioso giro di chitarre iniziale si passa ad una specie di prog, il tutto rovinato dal solito singer che si lagna addosso e continua nell’andare, bellamente, fuori registro rovinando quanto di buono prodotto dai suoi compagni d’arme. No!!! Ancora un lento. “The Kid’s Dream” dove il beneamato singer osa anche il falsetto con il risultato che ben si può immaginare. In corner debbo registrare un ottimo intervento di Kim Jeong-Tae, il guitar hero. Non è un supereroe ma ha gusto ed i suoi solos sono piacevoli. “The Murmur” inizia in stile Survivor con tastiera e chitarra a svettare su tutto il resto. Un brano piuttosto scontato e dal sapore Usa oriented, al limitar dell’Aor. Si distingue solo l’indomito Kim con l’ennesimo preziosismo. Con “Mirage” si conclude questo viaggio tra i misteri dell’oriente. Trattasi di una song strumentale tutta basso e chitarra. Incredibilmente mi piace, la trovo piacevole e ben strutturata. L’atmosfera che si viene a creare è molto intensa.

Aggiungo che il vinile si sente abbastanza male e che il suo reperimento risulta, a meno che non si bazzichi in qualche mercatino della zona, difficilino. Forse non varrà i soldi che vi verranno richiesti dai soliti venditori specializzati in metal rarità ma, esclusa qualche ingenuità perdonabile, un ascolto di questo “The Tears of a King Bird” è quantomeno consigliato.

Quotazione: Armageddon – The Tears of a King Bird 150/180 euro

Tracklist:
Side A
1. Sun Rise (해돋이)
2. No Need To Lament (슬퍼할 필요는 없네)
3. The Lost City (사라진 도시)
4. Rainy Day (비오는 날에)
Side B
5. The Tears of a King Bird (극낙조의 눈물)
6. The Kid’s Dream (소년의 꿈)
7. The Murmur (넋두리)
8. Mirage [신기루 [연주곡] (연주곡)]

Band:
Bak Jin-Seo – voce
Gu Jae-Ok – basso
Bak Cheol-Woo – batteria
Kim Jeong-Tae – chitarra
Jeong Hong-Jae – tastiere

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