Avantasia – Moonglow

 

Nuclear Blast Records – Febbraio 2019

Introduzione:

‘Moonglow’ – The Narratives Of A Misplaced Entity –

Il nuovo disco degli Avantasia è finalmente uscito. Tre anni sono passati da ‘Ghostlight’ e ci ritroviamo nuovamente a parlare della nuova musica del progetto di Tobias Sammet. Come sempre è davvero succosa la lista dei cantanti ospiti in questo album. Ad affiancare i veterani di questo progetto troviamo i “nuovi” Hansi Kursch (Blind Guardian), Mille Petrozza (Kreator) e Candice Night (Blackmore’s Night). Ronnie Atkins (Pretty Maids), Jorn Lande, Geoff Tate (Queensryche), Eric Martin (Mr. Big), Bob Catley (Magnum) e Michael Kiske (Helloween) hanno già partecipato agli album precedenti. Infine per quanto riguarda il lato strumentale ci sono sempre i fidi Sascha Paeth alla chitarra, Michael Rodenberg alle tastiere e Felix Bohnke (Edguy) alla batteria.

Le canzoni:

Dieci tracce, una cover e una bonus track. Non ci rimane che passare all’analisi dei pezzi.
C’è sempre una certa curiosità quando ci si appresta ad ascoltare lavori così importanti e attesi. ‘Ghost In The Moon’ è il primo brano, nessun ospite alla voce solo Toby e la sua musica dal forte impatto teatrale, lo stile inconfondibile degli Avantasia emerge dopo poche note. La successiva ‘Book Of Shallows’ è decisamente metal con una ritmica che si avvicina al thrash, cucita su misura principalmente per la voce incazzosa di Mille Petrozza, che come sempre senza troppi fronzoli sputa fuori tutta la sua rabbia.

Arriviamo alla title track, con la magica interpretazione di Candice Night, un pezzo molto melodico e accattivante, una melodia suadente e sognante che colpisce per la sua bellezza.
The Raven Child’, il primo singolo estratto è semplicemente fantastica, undici minuti tra atmosfere medioevali, rock e melodie epiche dove Hansi Kürsch è l’assoluto protagonista e Jorn Lande e Tobias dei comprimari di lusso.

Altro duetto questa volta con il caro leone danese Ronnie Atkins. ‘Starlight’ è abbastanza standard, buona la melodia, nel complesso un brano non tra i migliori del disco ma comunque sopra la sufficienza.
La doppietta costituita da ‘Invincible’ (atmosfera tenue ed intima) e ‘Alchemy’ (sembra di tornare ai tempi migliori dei Queensryche) ci riporta un Geoff Tate in ottima forma, che lontano dalle nebbie e dalla noia dei suoi Operation: Mindcrime torna ad emozionare con la sua inconfondibile voce.

The Piper At The Gates Of Dawn’ è un pezzo decisamente corale dove Atkins, Lande, Catley e Tate assieme a Toby si dividono la scena ognuno con il giusto spazio.

Come da tradizione del progetto Avantasia arriva il duetto tra l’immortale Bob Catley e Tobias. ‘Lavender’ è il punto di incontro tra i Magnum e gli Avantasia, la melodia portante è sublime e le due voci funzionano a meraviglia.
E’ il turno di Michael Kiske in questo disco poco presente. ‘Requiem For A Dream’ è un brano power metal, gli Helloween sono inevitabilmente dietro l’angolo, ma pur risultando godibile, rispetto agli album precedenti, questa volta la presenza di Kiske mi è sembrata forzata e la canzone a mio parere ne risente.
Avrei preferito sentire il cantante tedesco alle prese con qualcosa di diverso e meno prevedibile.

Maniac’, cover di Michael Sembello e classico degli anni ottanta (colonna sonora del film ‘Flashdance’) può sembrare un pesce fuor d’acqua inserita nel disco, ma invece si inserisce alla perfezione nello stile degli Avantasia grazie anche al feeling tra Tobias e Eric Martin.
La bonus track ‘Heart’ è un brano leggero e allegro, non tra i migliori ma comunque ci può stare.

Considerazioni:

Moonglow’ è un disco molto vario che testimonia la grande capacità di Tobias Sammet di saper scrivere canzoni di assoluto valore abbracciando diversi generi musicali.
Moonglow’ non è il capolavoro che forse mi aspettavo, ma rimane certamente un ottimo disco. Per quanto riguarda gli ospiti, la vera sorpresa è stata Candice Night, che alle prese con un brano più rock rispetto alla sua band madre, ha dimostrato di essere una grandissima cantante e in futuro mi piacerebbe sentirla magari in un progetto lontano dalle atmosfere medioevali e folk dei Blackmore’s Night. La title track è una grande canzone con quello che definisco il duetto dell’anno.

L’altra gemma di ‘Moonglow’ è ‘The Raven Child’, dimostrazione che anche oggigiorno si possono scrivere delle canzoni lunghe come una volta (mi vengono in mente ‘The Rime Of The Ancient Mariner’ o ‘Halloween’) e riuscire a emozionare l’ascoltatore.

In conclusione questo nuovo capitolo degli Avantasia dimostra come l’heavy metal sia una musica assolutamente completa e di livello superiore.
In ‘Moonglow’ c’è tanta carne al fuoco e salvo qualche episodio non proprio riuscitissimo, possiamo tranquillamente dire che ancora una volta l’attesa è stata ripagata con la moneta migliore che potessimo ricevere: la MUSICA.

www.avantasia.net

Tracklist:

1.Ghost In The Moon
2.Book Of Shallows
3.Moonglow
4.The Raven Child
5.Starlight
6.Invincible
7.Alchemy
8.The Piper At The Gates Of Dawn
9.Lavender
10.Requiem For A Dream
11.Maniac
12.Heart (Bonus Track)

Band:

Tobias Sammet – voce, tastiere, basso
Hansi Kürsch – voce
Ronnie Atkins – voce
Jorn Lande – voce
Mille Petrozza – voce
Candice Night – voce
Geoff Tate – voce
Eric Martin – voce
Bob Catley – voce
Michael Kiske – voce
Sascha Paeth – chitarra, basso
Michael Rodenberg – tastiere
Nadia Birkenstock – arpa celtica
Oliver Hartmann – chitarra solista in ‘The Raven Child’, cori
Herbie Langhans – cori
Billy King – cori
Bridget Fogle – cori
Lerato Sebele – cori
Alvin Le-Bass – cori
Stokely Van Daal – cori
Felix Bohnke – batteria

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