Benedictum – Dominion

 

Frontiers Records – Febbraio 2011

Dopo tre anni di silenzio tornano a far sentir la loro voce i Benedictum, gruppo americano di San Diego formatosi nel 2005 e conosciuto inizialmente col nome di “Bound”. Tre anni fa con “Seasons Of Tragedy” avevano convinto addetti ai lavori e media con un lavoro in chiave heavy metal classico, impreziosito e arricchito da vari elementi di modernità, giusto per dimostrare di essere comunque al passo coi tempi. Non si può certo trascurare che questi metallers made in USA, hanno fin da subito, attirato l’attenzione anche per la presenza nel gruppo della dirompente e aggressiva Veronica Freeman, leader e cantante californiana. Quello che ci propongono oggi, invece, è “Dominion”, album sotto etichetta Frontiers Records e prodotto da Ryan Greene (Megadeth).

Un lavoro, questo, che mostra chiaramente quanto i nostri sappiano creare ancora del buon e sano heavy metal, anche se impreziosito da qualche inserto moderno e attuale, come l’uso delle tastiere(sempre più presenti). Ma venendo all’analisi track by track si inizia subito alla grande con la title-track, “Dominion” appunto, che rappresenta a pieno tutte le caratteristiche del quintetto americano: si parte con un inizio puramente elettronico per poi sfociare nei canoni classici del metal anni ’80 fatto di suoni massicci e stridenti. Le chitarre la fanno da padrone nella successiva “At The Gates”, anche se il cantato non risulta molto all’altezza della situazione in quanto risulta un po’ noioso ed anonimo. Un bel po’ hold school of rock suona, invece ”Seer”. Molto intensa ed inaspettata “Grind It” che colpisce per la sua energia e per il gran lavoro fatto agli strumenti da ogni membro del gruppo; inoltre ha un ritornello un po’ tetro che ti entra in testa e non vuol più saperne di uscire. La sezione drumming è in gran spolvero nella seguente “Prodigal Son”, caratterizzata anche da qualche variazione di ritmo che non guasta affatto. Spazio poi a “Shadowlands” e a “Beautiful Pain”, quest’ultima un intramezzo strumentale basato su un gran bel assolo di chitarra. Un mix di suoni non molto armonici tra loro fanno da base a “Dark Heart”, che si impone per la bella esecuzione vocale della “Freeman”. Toni cupi, interessanti e stridenti distorsioni, un ritmo incalzante e trascinante riassumono l’essenza dell’energica “Bang”. Una song senza molta verve, invece, “Loud Silence”. Uno dei migliori momenti di questo lavoro si ha con “Epsilon”, pezzo strano e altalenante a causa delle continue variazioni di ritmo e cantato, una song da ascoltare più volte per capirne effettivamente l’originalità. In chiusura due bonus tracks: la ballad “Sanctuary” e “Overture/The Temples Of Syrinx”(cover dei Rush) dal ritmo tagliente e incalzante.

In conclusione: tutto sommato ancora una buona prova ad opera dei nostri “Benedictum”, anche se forse questo risulta essere un lavoro un po’ meno ispirato del precedente.

www.benedictum.net

Tracklist:
1. Dominion
2. At The Gates
3. Seer
4. Grind It
5. Prodigal Son
6. The Shadowlands
7. Beautiful Pain
8. Dark Heart
9. Bang
10. Loud Silence
11. Epsilon
12. Sanctuary (Bonus Track)
13. Overture/The Temples of Syrinx (Bonus Track)

Band:
Veronica Freeman – voce
Pete Wells – chitarra
Chris Shrum – basso
Paul Courtois – batteria
Tony Diaz – tastiere

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