Bon Jovi – Il successo planetario di ‘New Jersey’

 

19 settembre 1988: vede la luce “New Jersey”, il quarto album in studio dei Bon Jovi, pubblicato da Mercury Records, a soli due anni da “Slipper When Wet”, uno dei maggiori successi della band. Ad accompagnare il disco, vennero pubblicati anche due home video, “New Jersey: The Video” e “Access All Areas: A Rock & Roll Odyssey”.

Dall’album vennero estratti 5 singoli che raggiunsero la top 10 della Billboard Hot 100, rendendo il disco l’album hard rock con più hit di sempre nella top 10 in classifica.

Una curiosità: “New Jersey” fu il primo album americano nella storia venduto anche in Unione Sovietica.

Ma vediamo qualche curiosità sui singoli estratti.

BAD MEDICINE: l’amore viene visto come una sorta di tossicodipendenza, con numerosi riferimenti al mondo della medicina “Let’s play doctor, baby, cure my disease“; “There ain’t no paramedic gonna save this heart attack“; “I need a respirator cause I’m runnin’ out of breath” (“Giochiamo al dottore, tesoro, cura la mia malattia”; “Non c’è alcun paramedico che possa fermare questo attacco di cuore”; “Ho bisogno di un respiratore perché mi sta mancando il fiato”). Costante è la presenza delle tastiere di David Bryan e gli assoli di chitarra di Richie Sambora. Il brano compare nel film “Jay and Silent Bob Strike Back”, nella scena in cui Jay (Jason Mewes) vede Justice (Shannon Elizabeth) per la prima volta e fantastica su di lei.

E’ un brano che nasce da un’esperienza reale di Sambora.

Esistono due versioni del video che accompagna la canzone, ma entrambe prevedono il coinvolgimento di 250 fan alle riprese dello stesso: sono loro, infatti, che muniti di telecamere riprendono un live dei Bon Jovi e le parti migliori sono state montate nel video finale. Tra la folla, piccola curiosità, cè anche il fratello di Jon, Matt. Il video venne girato al Madison Square Garden di New York. Nel recarvisi a piedi, Jon scorse un fan in procinto di assumere della droga e lo segnalò alla polizia. Tale fatto colpì in modo positivo l’opinione pubblica.

BORN TO BE MY BABY: come in “Livin’ On A Prayer”, anche qui protagonista è una giovane coppia di lavoratori che cercano di condurre a fatica la vita di coppia. Ma emerge un profondo ottimismo, perché i due devono lasciarsi il mondo alle spalle e lottare, dato che hanno qualcosa in cui credere e il loro legame è stato voluto da Dio. Il brano è nato inizialmente in versione acustica, rimaneggiata poi in chiave hard rock ed inclusa nell’album.

Il video è stato realizzato in bianco e nero e vi compare brevemente la futura moglie di Jon, Dorothea.

I’LL BE THERE FOR YOU: oltre a raggiungere il primo posto della Billboard Hot 100, questa power ballad si è classificata quinta nella classifica di VH1 delle “25 più grandi power ballad” e alla posizione 39 delle “100 più grandi canzoni d’amore”. Il brano compare nel film “Sballati d’amore” diretto da Nigel Cole, nella scena in cui il protagonista Oliver, interpretato da Ashton Kutcher, la suona come serenata alla fidanzata Emily (Amanda Peet).

Anche questa canzone si basa su esperienze reali vissute da Sambora.

Il video mostra la band che si esibisce su un palco, con numerosi primi piani, su uno sfondo tendente al blu, a cui vengono alternate immagini in bianco e nero estratti da un concerto alla Wembley Arena di Londra.

LAY YOUR HANDS ON ME: il brano si apre con un lungo intro guidato dalla batteria di Tico Torres e dalle tastiere di David Byrne. Come ha detto lo stesso Jon, è una delle poche canzoni che è stata scritta basandosi direttamente su un riff di chitarra. Durante i live veniva spesso suonata da Sambora con una chitarra a doppio manico e Richie ha anche sostituito diverse volte Jon alla voce nell’interpretazione del brano. Nel 2014 lo stesso è stato rivisitato in chiave gospel dalla cantante country Dolly Parton.

Il video mette insieme spezzoni di due live, tenuti al Tacoma Dome di Tacoma, Washington, e al Memorial Coliseum di Portland, Oregon.

LIVING IN SIN: si caratterizza per un lento e potente ritmo di basso scandito da Alec John Such, parla della convivenza e sostiene che l’amore è più forte di tutto il resto – “I call it love, they call it living in sin” (“Io lo chiamo amore, loro lo chiamano vivere nel peccato”).

Anche questo video è stato registrato in bianco e nero, mostra la storia di una giovane coppia e dei problemi nel portare avanti una relazione che va contro i genitori di lei, la quale decide di scappare per incontrare il proprio fidanzato ma i due vengono scoperti e la riportano a casa. Si conclude con la ragazza affacciata alla finestra e il ragazzo in macchina venuto a prenderla per portarla via. Venne inizialmente bandito da MTV per i contenuti considerati “piccanti”.

Quanto romanticismo con questi Bon Jovi, una delle band più amate del panorama hard rock. Una band che sa come tradurre emozioni in musica, non certo l’unica, ma con quel tocco e quella professionalità che ha sempre saputo distinguerla.

TRACKLIST:

Lay Your Hands on Me – 6:02 (Jon Bon Jovi, Richie Sambora)
Bad Medicine – 5:19 (Bon Jovi, Sambora, Desmond Child)

Born to Be My Baby – 4:40 (Bon Jovi, Sambora, Child)

Living in Sin – 4:39 (Bon Jovi)

Blood on Blood – 6:17 (Bon Jovi, Sambora, Child)

Homebound Train – 5:10 (Bon Jovi, Sambora)

Wild Is the Wind – 5:09 (Bon Jovi, Sambora, Child, Diane Warren)

Ride Cowboy Ride – 1:25 (Captain Kidd, King Of Swing)

Stick to Your Guns – 4:45 (Bon Jovi, Sambora, Holly Knight)

I’ll Be There for You – 5:43 (Bon Jovi, Sambora)

99 in the Shade – 4:29 (Bon Jovi, Sambora)

Love for Sale – 4:00 (Bon Jovi, Sambora)

 

FORMAZIONE:

Jon Bon Jovi – voce, chitarra, acustica, songwriting

Richie Sambora – chitarra solista, cori, voce, songwriting

Alec John Such – basso, cori

David Bryan – tastiere, cori

Tico Torres – batteria, cori (tracce 3, 10)

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