BulletBoys – From Out Of The Skies

 

Frontiers Music Srl – Marzo 2018

Nati dalle ceneri dei King Kobra nel lontano 1986, i BulletBoys hanno conosciuto la fama e la gloria con i primi due album che vendettero piuttosto bene all’epoca e proiettarono la band sotto i riflettori di un successo che alla fine durò poco.
Ancora un paio di dischi, ‘Za-Za’ del 1993 e ‘Acid Monkey’ del 1995 e poi l’inevitabile scioglimento e l’inevitabile reunion. Insomma una storia come tante per una band sicuramente non fondamentale per il genere, ma che ha saputo ritagliarsi un piccolo spazio nel music business.

Con questo nuovo ‘From Out Of The Sky’ i BulletBoys non hanno perso la voglia di divertirsi e di far divertire, anche se…andiamo con ordine.
Registrato presso i 606 Studios dei Foo Fighters, il disco gode di una produzione fresca e moderna ma soffre di un songwriting troppo altalenante e in definitiva il risultato finale è penalizzato da alcuni brani che partono anche abbastanza bene, perdendosi poi in ritornelli e melodie che non convincono e non c’entrano l’obiettivo principale, ossia quello di essere ricordate nel tempo e di rimanere in testa. ‘Apocalypto’, il primo singolo ‘D-Evil’ e la title track, ossia le prime tre tracce soffrono di questi difetti, tanta energia, la voglia di divertirsi c’è e si sente, ma non basta, la band si perde strada facendo confezionando delle songs che in definitiva non lasciano il segno, perdendosi in stanchi e poco efficaci refrain.
Le cose migliorano con le melodiche e piacevoli ‘Hi-Fi Drive By’ e ‘Losing End Again’ brani dove l’irruenza del rock lascia il posto a un’atmosfera più intima e rilassata, quasi insolita e a tratti sorprendente per i BulletBoys.

Ancora note negative con la punkeggiante ‘What Cha Don’t’ che dopo una intro che promette bene risente degli stessi difetti elencati prima (lo so mi ripeto).
Un po’ meglio con la moderna ‘P.R.A.B.’ che se fosse uscita nel periodo d’oro del rap/metal avrebbe raccolto numerosi consensi.
Buona la melodia di ‘Sucker Punch’ e poi ancora un’altra traccia acustica, ‘Switchblade Butterfly’, malinconica e particolarmente riuscita.
Once Upon A Time’ chiude questo disco, il pezzo che mi ha maggiormente colpito per la sua bellezza, una canzone che lascia da parte l’energia irrefrenabile del rock per puntare sui sentimenti e le emozioni, con un’interpretazione di Marq Torien davvero sofferta e intensa che mi ha ricordato in alcuni frangenti Donnie Vie ex cantante degli Enuff Z’Nuff.

From Out Of The Sky’ mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, mi aspettavo i BulletBoys in forma sui pezzi più tirati e irruenti, e invece mi ritrovo a lodare la band per le canzoni più intimiste e soft. Un disco dalla doppia lettura e dalla doppia faccia che mi ha fatto sorgere un dubbio e perché no, fare una proposta alla band. Perché in futuro non realizzare un album acustico, sulla falsariga dei brani migliori citati in questa recensione, potrebbe secondo me regalarci delle sorprese inaspettate. Che sia finito il tempo di rocckeggiare per i BulletBoys e provare nuove strade più mature e inusuali?

www.facebook.com/TheBulletBoys

Tracklist:

1.Apocalypto
2.D-Evil
3.From Out Of The Sky
4.Hi-Fi Drive By
5.Losing End Again
6.What Cha Don’t
7.P.R.A.B.
8.Sucker Punch
9.Switchblade Butterfly
10.Once Upon A Time

Band:

Marq Torien – voce
Nick Rozz – chitarra
Joaquin Revuelta – batteria
Chad MacDonald – basso

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