Coiled Around Thy Spine: Anima Death – Intervista a Dan e Sergio

 

Dopo il più che piacevole ascolto dell’ album d’esordio “ SHADES “, rivelatosi un autentico capolavoro, era d’ obbligo fare due parole con gli autori di quest’ opera, Daniele Rosso e Sergio Costa, voce e chitarra, che si sono aperti per noi in questa simpatica e molto interessante chiacchierata.

Ciao Daniele e Sergio e benvenuti tra le righe di LLRNR.

Sono ormai più di dieci anni che calchi la scena Metal, dapprima coi Gotland, ora con i deathsters Unforced e con questa nuova creatura dal nome Coiled Around Thy Spine, raccontami di questa tua evoluzione personale e musicale, chi era Daniele Rosso dieci anni fa e chi è ora.

Sono ormai passati anni da quando iniziai a gridare senza criterio 😉

All’inizio un po’ per gioco e perchè adoravo quel modo di cantare, ascoltando Sepultura, Death e altre band i cui screamer/growler mi hanno ispirato, poi pian piano è diventata una cosa seria passando dai primi progetti di poco conto fino a vedere le prime band fatte e finite.

Diciamo che è stato un sussegguirsi di “sfide” cercando di fare sempre meglio, di crescere e produrre qualcosa di più valido, più impegno più tecnica, etc…

 

Sergio, metallo fuso nelle vene, virtuoso delle chitarra, raccontati tra queste righe. Estrazione musicale, storia, ispirazioni. Il tuo DNA insomma.

Dunque, a parte una parentesi metal-core di un disco e un EP con i Six-Point Lead, ho sempre suonato in gruppi death metal.

Il primo gruppo in cui ho suonato erano gli Art Of Darkness con cui ho fatto un paio di dischi, poi altri gruppi in cui facevamo cover di gruppi storici tipo Entombed, Dismember, Carcass, Pestilence, Dissection, Death… parallelamente però, quando non mi vedeva nessuno, studiavo pezzi di Malmsteen, Ozzy, Paul Gilbert, Cacophony… credo che tutto questo fuso alla mia estrazione death metal abbia contributo a quello che potete sentire ora su Shades.

Rimpianti e rimorsi nella vita e sul palco?

Daniele: Per me senz’altro quello del tempo a cui dedico questa passione, purtroppo essendo molto impegnato in tutti i sensi, ho dovuto da sempre rinunciare a diversi aspetti di questo, a volte non potendo dedicare il giusto tempo ed inoltre, se guardo al passato, certamente anche aver speso tempo per progetti che  sì certamente sono diventati parte del mio “bagaglio culturale musicale” ma dall’altra, a volte,  tante energie spese trasformate in delusioni e magari persino in brutti ricordi.

Sergio: Solo uno, aver venduto una Jackson RR Custom con un fulmine sopra … ancora adesso non capisco perché l’abbia fatto.

Qual è stata la cosa che invece, musicalmente parlando, ricordate con più piacere?

Daniele: sicuramente i primi live nonostante la tensione a 1000, l’emozione di salire sul palco.

Poi gli eventi meglio riusciti dove la gente rispondeva e ti riempiva di gioia vedere che si stava divertendo sotto il palco, sono chiaramente emozioni che ti rimangono impresse.

Altri bei ricordi ovviamente sono gli album e i vari lavori che si riescono a produrre negli anni,  traguardi che raggiungi e che danno soddisfazioni.

Sergio: Un concerto di Halloween in cui avevo suonato con gli Art Of Darkness nel defunto pub ‘i 4 assi’, locale piccolo, strapieno e a mezzanotte in punto toccava a noi. E’ stato davvero figo, giocavamo praticamente in casa essendo di Torino e ci eravamo divertiti parecchio.

E nella vita?

Daniele:  no comment.. 😉 Beh qui entriamo nel personale, ci sono anche qui bei ricordi e pure rimpianti, certo ultimamente posso dire che ci sono molte cose da ricordare con piacere, viaggi che mi hanno segnato particolarmente, partecipando da spettatore a molti fest europei ho molti ricordi piacevoli e divertenti  poi di certo dà soddisfazione ottenere risultati nelle cose a cui tieni  e come dicevo prima, il poco tempo a disposizione un po’ rende difficoltoso il tutto ma quando raggiungi una meta con difficoltà è ancora più soddisfacente.

Sergio: Uhm, onestamente sceglierne uno solo in tutta la vita è un po’ difficile, ci sono una valanga di momenti belli da ricordare, ad esempio essere ancora vivi dopo aver nuotato in mezzo a una corrente fortissima  che non ci sarebbe dovuta essere in una grotta in mezzo al mare… ecco, cose come questa!

La prima cosa che fate quando vi svegliate e l’ultima prima di andare a letto?

Daniele: Penso a te  😉 😀 scherzo 🙂

Credo che vado al cesso come ogni comune mortale e stessa cosa prima di andare a dormire… 😀

S – Io invece penso a te! Non scherzo!

(questo è ammmmore!!! n.d.sbf)

 Birra o vino?

Daniele: Birra 😉 una bionda media grazie 🙂

Sergio: caffè!

 Torniamo seri… L’ attività dell’ underground Metal è fervente e talentuosa, cosa manca, secondo voi, in Italia, per fare il grande salto, per far si che le majors tornino ad interessarsene?

Daniele: Per le majors,  secondo me, mancano già alla base le possibilità, è un tempo di crisi economica di tutti i settori, per quanto riguarda il mercato della musica abbiamo sempre meno gente che acquista. Non è assolutamente fiorente come anni fa, le etichette non possono più investire e credere nei progetti musicali. Nel frattempo nascono band come funghi e ci sono più musicisti che ascoltatori, ciò fa si che tutti sgomitino per ottener qualcosa e magari nel grande calderone delle band ci sono progetti validissimi che vengono ignorati e lasciati nel mucchio. Sicuramente poi,  per l’Italia è maggiormente difficile essendo da sempre una nazione non interessata al genere metal a differenza di altri paesi e non parlo solo del nord Europa, diciamo che la sfida qui è più ardua.

Secondo me l’unica maniera per cui si possa ottenere nuovamente qualcosa  è proprio che il mercato si riapra un po’. Ciò deve partire appunto dagli ascoltatori e dai musicisti stessi, il desiderio di ascoltare nuove band, acquistare e credere nelle band che ci piacciono di più… ho visto una leggera riscoperta nell’heavy , l’uscita e il botto dell’ultimo dei Judas Priest è sintomo che la gente sta cominciando a muoversi un po’ in quel senso, bisogna cercare di cambiare  le cose dal basso, il verbo è supportare gente, supportare 😉

Sergio: I soldi, le etichette non prendono più una lira dalla vendita di dischi perché sostanzialmente le band fanno dischi e li ‘regalano’, mentre un tempo non era affatto così – Napster è riuscito a fregare tutti in questo senso.

Poi c’è la nicchia dei collezionisti, io ad esempio, che continuo a comprare i CD già solo per guardare il booklet!

Con quali band vorreste assolutamente condividere il palco?

Daniele:  io sono sempre stato più  ascoltatore e spettatore, non ho mai avuto un fortissimo interesse nel condividere il palco con grandi band o che comunque che seguo e ammiro.

Sarebbe divertente con alcune, ma ripeto mi diverto di più a stare sotto il palco a fare headbanging o pogare 😉

Sergio: Se potessi scegliere, direi Ihsahn, i Carcass e i tristemente defunti Nevermore.

I vostri sogni nel cassetto?

Daniele: musicalmente parlando, mi piacerebbe un giorno suonare su palchi come Wacken, HellFest o Brutal Assault, dev’essere emozionante, un traguardo per molte band…

Per il resto, nella vita mi accontento di poco, tutto ciò che può farmi star bene e rendermi felice per me è sempre un piccolo sogno che si avvera.

Sergio: Andare a lavorare per Andy Sneap!

 Come hai conosciuto Sergio e come è avvenuto il tuo reclutamento?

Daniele: Durante una delle belle sere passate alla Birreria dei Rubinetti di Alessio e Silvia, tra una birra e l’altra, Alessio mi disse che c’era un chitarrista loro amico che cercava un cantante per la registrazione di un album, dapprima ero un po’ incerto, non ho molta fiducia nelle mie capacità e mi sembrava strano che non avesse già trovato qualcuno, poi conoscendo Sergio, mi disse che appunto ne aveva già trovati diversi ma che non era ancora riuscito ad ottener qualcosa, dunque provai e a quanto pare…  andò bene 😉

Sergio, parlaci della nascita di questo tuo nuovo progetto e di com’è nata la collaborazione italo americana col batterista David Weiss.

Sergio: Ho conosciuto Dave mentre stava registrando con uno dei suoi 189 gruppi, aveva bisogno che qualcuno gli ri-registrasse tutte le chitarre del disco a cui stava lavorando perché il chitarrista della band che le aveva registrate non aveva fatto esattamente un lavoro eccellente… quindi mi ha chiesto di ri-registrare tutto, io ho accettato solo in cambio di avere lui su Shades e il ricatto ha funzionato!

Sergio, personalmente, credo che Shades sia un album assolutamente impeccabile da ogni punto di vista, soddisfatto del risultato? Come avete intenzione di promuoverlo?

Sergio: Grazie! Abbiamo appena trovato un’etichetta giapponese che lo stamperà solo per il mercato Giapponese ad Agosto, nel frattempo è già disponibile nei principali store digitali tipo iTunes, Amazon ecc… Se vi piace il disco, compratelo! Per il resto abbiamo inviato il CD a webzine e magazine per recensioni ecc… faremo qualche video promozionale, qualche playthru….

Come sono nati i pezzi  dell’album e ce n’è uno a cui sei più legato?

Sergio: Lentamente! Una volta sciolti i Six-Point Lead, mi sono messo a scrivere roba più complessa che con loro non avrebbe funzionato, con l’idea di fare un disco death metal come si deve.

Uhm non saprei dirti a quale pezzo sia più legato, sicuramente l’inizio di Shades non è male, l’ho scritto appena tornato da un viaggio in Finlandia, anche il ritornello di God Mode è carino, oppure il solo di Subhumanized…comunque non saprei scegliere una cosa sola.

Indiscrezioni su chi starà dietro le pelli dei Coiled dopo le dimissioni di Weiss?

Nessuna, per ora…

Daniele,  attività live in agenda, sia come Unforced che come Coiled?

Daniele:  con gli Unforced,  live in quel di Maggio, Sabato 12 per esser precisi al Pad14, dopodichè con loro ci avviamo a festeggiare il ventennale di attività musicale, ci sono molte sorprese, seguiteci 😉

Per i Coiled Around Thy Spine ci sarà una promozione di questo disco, la pubblicazione dell’album anche in formato fisico e poi vedremo come procederanno le cose.

 Progetti per il futuro? Qualcos’altro bolle in pentola?

Daniele: Beh di certo si continuerà in questo senso, abbiamo molte idee per il futuro e per nuove registrazioni, io credo che l’ottima intesa che si è creata nei Coiled darà ottimi frutti.

Sergio:  Sto lavorando sul secondo disco, Daniele ed io funzioniamo decisamente bene, secondo me, quindi, sarebbe uno spreco enorme non sfruttare a pieno questa alleanza!

Per le ultime righe vi lascio carta bianca, potete scrivere ciò che volete, ringraziamenti, imprecazioni, poesie ermetiche, andate e scatenatevi.

Daniele: Ringrazio senz’altro te e LongLiveRock’n’Roll per averci dato questo spazio, per la recensione al disco e tutto quanto, ringrazio  Alessio e Silvia perchè è anche grazie a loro che il progetto è nato  (I Rubinetti fucina di bands \m/ )

Ringrazio enormemente chi ci ha supportato e ci supporta tutt’ora, chi ci ha aiutato a credere in tutto quanto e sia per quanto riguarda Coiled che Unforced, chi mi ha aiutato a superare periodi un po’ “neri” credendo nelle mie capacità, grazie di cuore…

In Metal We Trust!  sempre fino alla fine 😉

Sergio: Mi unisco ai ringraziamenti di Daniele e ovviamente, comprate il disco! Non ve ne pentirete!

 

 

www.facebook.com/coiledaroundthyspine

 

 

 

 

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