Crazy Lixx – Ruff Justice

Frontiers Records – Aprile 2017

Attivi sin dal 2002, gli svedesi Crazy Lixx tornano oggi sul mercato discografico con il loro quinto album “Ruff Justice” che, come già anticipato dal cantante e leader Danny Rexon, segna il ritorno della band alle sonorità più classiche di “New Religion”, disco del 2010 che li impose come una delle realtà più interessanti della scena hard rock europea e che a tutt’oggi è da molti ritenuto il loro album migliore, grazie a piccoli gioielli come “Blame It On Love”, “21 ‘til I Die” e “ Lock Up Your Daughters”.

La band, della cui formazione originaria oltre a Danny è rimasto il solo batterista Joél Cirera, confida di aver trovato finalmente il suo definitivo assetto con l’ingresso in line up dei due nuovi chitarristi Jens Lundgren e Chrisse Olsson, i quali, andandosi ad affiancare anche al bassista Jens Sjöholm (con il gruppo dal 2013), hanno dato vita ad un platter che non potrà lasciare indifferenti tutti gli amanti delle sonorità hard rock tipiche degli eighties e di band del calibro di Bon Jovi, Dokken e Danger Danger.

Se infatti le band sopra citate non riescono da anni a pubblicare lavori di livello (fatta eccezione per la band di Bruno Ravel e Ted Poley, il cui ultimo album “Revolve” risale comunque oramai al 2009), questo “Ruff Justice” sembra davvero mettere i Crazy Lixx in condizione di raccoglierne il testimone: rispetto al precedente, seppur molto valido, album omonimo uscito nel 2014, il gruppo di Malmö in questa occasione ha scelto di rinunciare ad arrangiamenti attualizzati ed ai suoni compressi che caratterizzano le ultime produzioni di band come H.e.a.t ed Eclipse, tornando ad affidarsi all’ottima produzione di Chris Laney, guarda caso dietro il banco di regia già ai tempi di “New Religion”.

Le dieci gemme di melodic sleaze rock che compongono quest’album faranno la gioia dei padiglioni auricolari di tutti gli amanti di certe sonorità mai dimenticate, grazie a riff incisivi, refrain immediatamente memorizzabili e cori da cantare a pieni polmoni. Esemplificativi in tal senso i primi quattro pezzi, tutti potenziali singoli che trent’anni fa non avrebbero faticato a scalare le classifiche americane: l’hard rock, melodico ma con le palle, del primo singolo e videoWild Child” apre l’album come meglio non si potrebbe, grazie ad un coro irresistibilmente catchy ed a tematiche che riportano alla mente i classici slasher movies degli anni ’80; i temi horror vengono ripresi con maggior vigore anche nel brano successivo “XIII” – incluso anche nella colonna sonora del videogame “Friday The 13th” – che, per l’andamento a-la Dokken e le situazioni da brivido evocate potrebbe benissimo essere la “Dream Warriors” del 2017. “Walk The Wire” ricorda le semi ballad d’atmosfera dei Danger Danger ed è il terzo colpo vincente di fila, grazie ad un ritornello in chiave AOR che vi colpirà al cuore senza fare prigionieri; ed è bellissima pure “Shot With A Needle Of Love”, nella quale i ritmi salgono e le chitarre vanno a cesellare un brano talmente ben riuscito che i fan del buon Jon Bon Jovi pagherebbero oro per poterlo ascoltare dalla sua voce.

La recensione potrebbe benissimo anche finire qui, invitandovi ad andare a comprare immediatamente l’album. Ma c’è spazio ancora per tanta roba: dalla magnetica power ballad “Killer” alla cadenzata e sbarazzina “Hunter Of The Heart”, sino ad arrivare a quella “Snakes In Paradise” in cui il riff iniziale dalle due chitarre sfocia nell’ennesimo coro ultramelodico che vi ritroverete inevitabilmente a cantare sotto il palco in occasione dei loro prossimi live (appuntamento il 29 di questo mese al Frontiers Rock Festival).

La regola “All Killers–No Fillers” viene rispettata in pieno sino alla chiusura del disco: le chitarre acustiche introducono la testosteronica ballad “If It’s Love”, nella quale i nostri dimostrano di conoscere bene come si costruisce un pezzo di questo tipo evocando i grandi Fifth Angel, mentre “Kiss Of Judas” è un’altra energetica sferzata di hard rock dagli ottimi impasti vocali. La chiusura del disco è affidata all’altro brano composto per il videogame “Friday The 13th”, ossia il coinvolgente midtempo di “Live Before I Die”, al termine del quale, quando si spegneranno le note dell’ennesimo memorabile coro, non vi resterà che ricominciare ad ascoltare l’album dall’inizio per non smettere di godere, grazie a quello che, a nostro parere, è il miglior lavoro di sempre dei Crazy Lixx e che a fine anno risulterà certamente uno dei migliori dischi in ambito hard rock usciti in questo 2017.

May (Ruff) Justice be done!

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Tracklist:

  1. Wild Child
  2. XIII
  3. Walk The Wire
  4. Shot With A Needle Of Love
  5. Killer
  6. Hunter Of The Heart
  7. Snakes In Paradise
  8. If It’s Love
  9. Kiss Of Judas
  10. Live Before I Die

Band:

Danny Rexon – voce

Joél Cirera – batteria

Jens Sjöholm – basso

Chrisse Olsson – chitarra

Jens Lundgren – chitarra

 

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