Eleventh Hour – Memory Of A Lifetime Journey

Bakerteam Records – Gennaio 2016

Anche in Italia la musica metal è in continuo fermento, nascono nuove band, alcune si sciolgono, i dischi non mancano, insomma un mercato vivo di cui purtroppo si parla solo a livello underground.
Gli Eleventh Hour sono un nuovo gruppo formato nel 2014 dal chitarrista Aldo Turini, raggiunto successivamente da Alessandro Del Vecchio alla voce, Luca Mazzucconi (N.F.D, Lahannya) alla batteria, GianMaria ‘Black Jin’ Godani al basso e Alberto Sonzogni (The Black Phoenix, Timesword) alle tastiere.
Memory Of A Lifetime Journey’ è il primo lavoro di questo interessante progetto dedito a un power symphonic metal.

Sunshine’s Not To Far’ è un opener che sorprende per via degli inserti di tastiere, dal sapore ‘spaziale’ ma anche perché non ci troviamo ad ascoltare l’ennesima cavalcata in doppia cassa fine a se stessa. Un brano dalla struttura articolata che non perde mai di vista la melodia sia nella linea vocale che nelle parti strumentali.
La successiva ‘All I Left Behind’ si avvicina ai Dream Theater di ‘Awake’, una ritmica sincopata e passaggi vicino al prog metal sono il preludio al ritornello decisamente in contrapposizione con il resto, arioso e corale, uno sprazzo di luce in mezzo all’oscurità.
Jerusalem’ si addentra nel power metal anche se questa definizione non rende giustizia al sound complesso e originale degli Eleventh Hour. In questo brano si passa repentinamente dal power al sinfonico, all’hard rock, sempre in modo armonioso.

L’atmosfera si alleggerisce un poco con ‘Back To You’, song emozionante, una sorta di ballata che porta l’ascoltatore nell’universo affascinante creato dagli Eleventh Hour. Quando si è al cospetto di questo tipo di brani il rischio di incappare nel già sentito e nel banale c’è, ma la band dimostra di avere un songwriting sopra la media e di optare per soluzioni mai scontate.
Sleeping In My Dream’ è un altro pezzo davvero emozionante, dove un dolce pianoforte accompagna le voci di Alessandro Del Vecchio e di Susanna Carboni (che ritroviamo anche in ‘Here Alone’), soprano e preziosa ‘guest’.
La musica ora si spoglia dei virtuosismi ascoltati in precedenza, mettendosi a nudo e a servizio delle due voci che ci trasportano per mano facendoci sentire al sicuro.

Si ritorna al power ricco di orchestrazioni con ‘Long Road Home’ un’altra faccia della medaglia e del sound di questo gruppo. Notevole, così come in tutte le altre composizioni il lavoro fatto in fase di arrangiamento.
Requiem For A Prison’ è una scheggia impazzita, che alterna momenti tirati ad altri più contenuti, un brano da riascoltare più volte, non arriva subito, ma quando arriva colpisce nel segno.

Ancora grande musica con ‘Island In The Sun’ difficile da inserire in un genere preciso, ma non importa quando la qualità è così alta.
After All We’ve Been Missing’ è un brano molto ritmico e roccioso, non privo comunque di elementi quasi barocchi e di pregevoli passaggi tecnici che mostrano la notevole tecnica e il gusto che hanno questi musicisti.
Siamo giunti alla fine e ‘Here Alone’ chiude alla perfezione questo disco, un ultimo dolce momento, evocativo e assolutamente personale.

Gli Eleventh Hour hanno fatto centro al primo colpo, ‘Memory Of A Lifetime Journey’ è un disco non facile, ma anche per questo molto affascinante.

Non c’è niente di scontato tra le dieci tracce ascoltate, c’è invece un grande lavoro dietro che emerge e che mi fa dire ancora una volta che in Italia si produce grande musica.

www.eleventh-hour.it

Tracklist:

1.Sunshine’s Not Too Far
2.All I Left Behind
3.Jerusalem
4.Back To You
5.Sleeping In My Dreams
6.Long Road Home
7.Requiem From A Prison
8.Island In The Sun
9.After All We’ve Been Missing
10.Here Alone

Band:

Alessandro Del Vecchio – voce
Aldo Turini – chitarra
Luca Mazzucconi – batteria
GianMaria ‘Black Jin’ Godani – basso
Alberto Sonzogni – tastiere

Eleventh_Hour

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