Enuff Z’Nuff + Venrez + Nastyville + Cream Pie – Dedolor, Rovellasca (CO) – 14 aprile 2017

Fine anni ’80. In America le charts sono dominate da un genere che nella decade successiva verrà battezzato, con un sottile filo di disprezzo, come “Hair Metal” e gruppi come Bon Jovi, Guns N’ Roses e Mötley Crüe la fanno ancora da padrone: solo qualche anno e l’avvento dell’ondata grunge sposterà inesorabilmente altrove l’interesse delle major e del pubblico. Ma prima di questa triste débâcle, nel 1989 una band proveniente dall’Illinois riesce a fare ancora in tempo a piazzare un paio di singoli/video di successo come “New Thing” e, soprattutto, “Fly High Michelle”, facendosi strada grazie ad una proposta musicale originale ed in grado di fondere perfettamente le preziose armonie vocali e i ricercati arrangiamenti a-la Beatles con le chitarre distorte tipiche dell’hard rock e le accattivanti melodie del power pop, abbinando il tutto ad un’immagine glam e coloratissima, perfetta per i canoni dell’epoca: stiamo ovviamente parlando degli Enuff Z’Nuff che, seppur orfani da qualche anno dello storico vocalist Donnie Vie, continuano a sfornare dischi (l’ultimo “Clowns Lounge” è stato pubblicato lo scorso anno per la Frontiers, recuperando materiale d’archivio – qui la recensione) e ad andare in tour grazie alla perseveranza del bassista e leader storico Chip Z’Nuff.

Oggi la band è attesa al Dedolor Music Headquarters di Rovellasca, in provincia di Como, per la prima di tre date previste nel nostro paese (seguiranno la partecipazione al Glam Attakk di Collegno (TO) ed una puntata in quel del Grindhouse di Padova), all’interno di un tour europeo che vede come loro “special guest” i californiani Venrez, i quali questa sera verranno preceduti sul palco da due validissime band nostrane come i Cream Pie ed i Nastyville.

Al nostro arrivo, l’accogliente locale del Dedolor (dotato, occorre sottolinearlo, di un ottimo e spazioso palco) si presenta desolatamente vuoto: davvero pochi i presenti che confermano purtroppo una tendenza generale che vede la gente sempre più restia a muoversi da casa, se non per i grandi eventi di portata nazionale. In barba a tutto ciò, i Cream Pie salgono sul palco decisi a dar fuoco alle polveri e ad incendiare la serata, calamitando l’attenzione dei “pochi ma buoni” (parole del vocalist Rachel O’Neill). Il combo milanese -ma di origine pugliese- conferma l’ottima impressione già fattaci nelle precedenti occasioni in cui li abbiamo incrociati (qui il report del loro show tenuto lo scorso anno a Vercelli in apertura degli L.A. Guns), attaccando subito con “Downtown Pirates”, ottimo singolo apripista del loro nuovo album autoprodotto “No Secrets”, pubblicato lo scorso mese di marzo. Lo sleaze metal proposto dai cinque ragazzi ha tiro ed “appeal” e la band mette in mostra, oltre ad un look esemplare, la gran “pacca” della minuta ma grintosissima batterista Kiki, nonché un frontman come Rachel in grado di tenere il palco con grande disinvoltura. Brani come la “vecchia” “Whore”, l’ormai piccolo classico “Tiger” e le nuove “It’s Gonna Be Alright” (dal gustoso “feel” Rock’n’ Roll), “Friendzoned!” (più vicina alle tipiche sonorità pop punk californiane) e l’ottima “Disasterpiece” non ci mettono molto a scaldare il pubblico presente, che non può restare impassibile davanti agli intriganti riff creati dalle chitarre di Nikki e Phantom, ben coadiuvati dall’efficace sezione ritmica del bassista Daryo e della già citata Kiki. La consueta cover rivisitata di “Fight For Your Right” dei Beastie Boys mette fine alla loro esibizione tra meritati applausi. Ancora una volta pollice verso l’alto per questi ragazzi, in partenza a breve per una serie di date in Germania e nell’Est Europa.

SETLIST CREAM PIE: Downtown Pirates – Givin’ Up – Whore – Tiger – It’s Gonna Be Alright – Friendzoned! – Disasterpiece – Fight For Your Right (Beastie Boys cover)

Dopo quest’ottima partenza, la serata potrebbe continuare sulla stessa falsariga con i Nastyville, le cui sonorità non si discostano molto da quelle proposte da chi li ha preceduti: sfortunatamente però, nonostante la grinta dello scatenato vocalist Mark (impressionanti i suoi vocalizzi sul finale di “Lollyrock”), le cose non vanno proprio nel migliore dei modi, a causa di una serie di problemi tecnici alla chitarra di David e di una scaletta purtroppo ridotta a soli cinque pezzi per via di alcuni ritardi accumulatisi nel corso della serata. Il gruppo di Omegna comunque non si perde d’animo dimostrando di esserci, grazie ad una buona preparazione tecnica (menzione particolare per il veterano Fabian Andrechen al basso) e ad una manciata di brani accattivanti come “Can’t Stop” e “Hollywood Boy”: siamo certi che riusciranno a dimostrare al meglio le loro capacità nelle prossime occasioni. Da sottolineare la grandissima umiltà del chitarrista David che, nonostante gli impedimenti tecnici che ne hanno condizionato la serata, si è detto ugualmente felicissimo di poter vivere serate come questa, condividendo il palco con chi ha scritto alcune tra le pagine più belle del libro del rock’n’roll. Complimenti David, questa si chiama “Attitude”.

SETLIST NASTYVILLE: Can’t Stop – Lollirock – Hollywood Boy – I Can’t Stand – American Dead

Con l’arrivo sul palco dei Venrez giungono anche le note meno liete della serata: oltre a dedicarsi ad un genere musicale palesemente fuori contesto in un bill come quello odierno, il gruppo di Los Angeles si cimenta infatti in un’esibizione talmente priva di mordente da scorrere via senza lasciare alcuna traccia: la loro scaletta appare ricca di brani che potrebbero venire definiti, a seconda dei punti di vista, ipnotici o cloroformizzanti, tant’è che già a metà del loro set gran parte del pubblico cede di schianto e si reca fuori dal locale in cerca di aria fresca. Se la cosa che ci ha colpito di più della loro esibizione è stato il look del vocalist e leader del gruppo Steven Berez, che ci ha ricordato quello degli attori porno dei primi anni ’80, potete avere la misura dell’andamento del loro show. I quattro musicisti si dimostreranno comunque disponibilissimi a fine serata nell’after show in compagnia degli Enuff Z’Nuff a regalare sorrisi, spille e adesivi un po’ a tutti.

SETLIST VENREZ: Karma – Intellectual Drool – The Children Of The Drone – Reflection – Devil’s Due – Yesterday Has Gone – Sell The Lie – Hang The Predator

Già dall’allestimento dello stage per gli headliner Enuff Z’Nuff le cose prendono decisamente una piega migliore: sul palco fanno infatti bella mostra di sé un microfono che riporta lo storico logo di MTV, nonché le coloratissime corde del basso che a breve verrà imbracciato da Chip. La prima cosa a balzare all’occhio, quando la band attacca con “Baby Loves You” ed il vivace rock’n’roll di “Kiss The Clown”, è il contrasto visivo tra lo sgargiante aspetto dell’altissimo bassista/cantante (che sfoggia cappello e scarpe glitteratissime, oltre ad un paio di enormi occhiali dalla montatura rosa decisamente “over the top”) e la sobrietà, financo eccessiva, degli altri tre membri che lo accompagnano sul palco: il chitarrista solista Tory Stoffregen, da poco rientrato nella band, e i due nuovi componenti Tony Fennell (con un passato negli Ultravox) alla seconda chitarra e Daniel B. Hill alla batteria.

Inutile sottolineare il fatto che sia proprio Chip a catalizzare l’attenzione degli occhi di tutto il pubblico, nonostante l’ottimo lavoro dei due chitarristi (Stoffregen avrà anche il suo breve momento di gloria nel finale allungato della coinvolgente “In The Groove”): certo la sua voce non è certo comparabile a quella dell’ottimo Donnie Vie, capace di creare quelle magnifiche armonie che caratterizzavano soprattutto i primi lavori della band, ma il carisma è intatto e la prestazione dietro al microfono, pur senza particolari picchi, è di buon livello. I suoni, inizialmente un pochino impastati, migliorano nel corso della serata, consentendoci di godere appieno di brani come “Heaven Or Hell” (con immancabile citazione degli Ac/Dc nel finale) o come la riuscita cover di “The Jean Genie”, tributo alla memoria di David Bowie, in cui Steven Berez torna sul palco per duettare insieme a Chip.

Tra il consueto panegirico nei confronti del Belpaese – “Son contento di essere ritornato in Italia dopo sette anni (l’ultima volta erano stati da noi in compagnia dei connazionali Faster Pussycat, Ndr), perché da voi ci sono il miglior cibo, il miglior vino e le donne più belle…” – ed un invito a stare lontani dalle droghe rivolto al pubblico ed alle band che li hanno preceduti sul palco, arriviamo in fretta e quasi senza accorgercene al primo grande classico della band, costituito dall’appassionata “Right By Your Side” (tratta dal terzo album “Animals With Human Intelligence”), che fa subito breccia nei cuori delle ragazze in sala. Peccato che ad essa facciano seguito, in rapida sequenza, anche i due maggiori hit del gruppo, quelle “Fly High Michelle” e “New Thing” che, come ci ricorda Chip, rimasero in vetta per settimane alle classifiche di MTV: la gente non si fa pregare per intonarne i cori, ma al contempo sale anche la consapevolezza che ci stiamo già avvicinando alla fine dello show dopo nemmeno un’ora di concerto. Ed in effetti, dopo la proposizione della nuova “Dog On A Bone” (primo singolo estratto dall’ultimo album), la band si ritira temporaneamente nel backstage per fare ritorno sul palco dopo pochi minuti per un unico encore, rappresentato dalla grintosa “The World Is A Gutter” che chiude in bellezza lo show, senza riuscire però a mitigare la delusione per una setlist davvero troppo corta, nella quale non hanno trovato spazio gioielli come “Mother’s Eyes” o “Wheels”.

In conclusione quindi un buon concerto quello degli Enuff Z’Nuff, anche se davvero un po’ troppo corto e giunto in fondo un po’ col pilota automatico inserito: tanta professionalità ma poca emozione. Grazie comunque al buon Chip per aver regalato una serata ricca di ricordi e della grande musica che ha accompagnato gli anni dell’adolescenza di chi oggi ha scelto di passare la serata in sua compagnia.

SETLIST ENUFF Z’NUFF: Baby Loves You – Kiss The Clown – Heaven Or Hell – In The Groove – The Jean Genie (David Bowie cover) – Right By Your Side – Fly High Michelle – New Thing – Dog On A Bone – The World Is A Gutter

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