Foo Fighters e la ‘serata perfetta’ alla prima del Firenze Rocks, 14 giugno 2018

 

a cura di Fabrizio Boni

SERATA PERFETTA!

Quella del 14 giugno 2018 alla Visarno arena di Firenze sarà così ricordata dai quasi 60.000 fan accorsi per godersi l’unica data Italiana dei FOO FIGHTERS

Perfetta dal punto di vista meteo. Le piogge della notte passata hanno garantito una serata limpidissima e con una temperatura gradevolissima che ha aiutato a stemperare le paure degli organizzatori di numerosi colpi di sole e di caldo.

Perfetta dal punto di vista sonoro. L’acustica dell’impianto garantisce infatti, anche hai più lontani dal palco, una sensazione sonora eccellente.

Perfetta dal punto di vista dello spettacolo.

La serata si preannuncia infatti molto calda (nonostante la fresca brezza della sera) quando alle 21,00, puntuali come orologi svizzeri e con le luci del tramonto ancora non completamente scomparse all’orizzonte, compaiono LORO sul palco. Già dai pochi passi di Grohl e compagni e dalle prime note dei loro strumenti si capiva già che si sarebbe trattato di una serata memorabile. La loro musica, la capacità di interagire con il pubblico (in particolare con quello Italiano che Dave ama in modo speciale da oltre 40 anni) e la voglia della gente di partecipare allo spettacolo esplode sulle note di RUN, brano di apertura. Una enorme onda sonora travolge il pubblico dell’arena alla quale è impossibile resistere.  Chi balla, chi riprende con il telefonino, chi ascolta in religioso silenzio la musica coinvolgente. Tutto questo sono i Foo Fighters, ma soprattutto è la guida maestra di Grohl a creare una alchimia unica oggi nel panorama Rock attuale. Capacità che esplode letteralmente a circa metà della serata durante la consueta fase di presentazione dei vari componenti del gruppo. Il gruppo infatti utilizza questa parte del concerto per rendere omaggio ai grandi del passato che non ci sono più, ma che hanno permesso a tutti noi (loro compresi) di avere a disposizione questo grande strumento di vita che si chiama Rock’n Roll. Si va infatti da “Jump” dei Van Halen (suonata sulle note di “Imagine” di John Lennon) ad “under pressure” cantata da un Taylor Hawkins in forma più che smagliante con Dave alla batteria (altra dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della versatilità di questo genio della musica moderna e della comunicazione). È però sulla presentazione del bassista che avviene l’ennesima sorpresa al pubblico.

Come sappiamo, accade ormai frequentemente che i Foo Fighters chiamino sul palco a suonare con loro musicisti abbastanza sconosciuti, ma talentuosi, per garantire loro maggiore visibilità. Cosi tutti si aspettano che nel momento in cui Mendel porge il basso invitando qualcuno a suonare al posto suo, appaia un giovane musicista di buone speranze trovato da Grohl, magari tra le nuove promesse del rock italiano. Ed ecco invece la magia! A prendere il basso è un certo Duff McKagan e un 2, 3 secondi la platea passa dal chiedersi “cosa ci fa lui lassù sul palco?” ad esplodere in un boato assordante quando compaiono sul palco anche Axl e Slash ovvero i Guns n’Roses che, quasi a voler dare continuità alla serata con quella prossima intonano, insieme ai Foo FightersIt’ So Easy”. MAGIA che solo Dave Grohl, vero ambasciatore del rock può oggi riuscire a fare.

Da questo momento in poi tutto è un ulteriore crescere di musica, suoni, sensazioni, emozioni alimentato dalla promessa di Grohl di una lunga serata di rock’n roll, dato che avrebbe continuato a suonare fino a quando il pubblico non sarebbe stato stanco. E vi posso garantire che, questa sera, nessuno di noi sarebbe mai stato stanco di questa musica e di questo spettacolo. Ma purtroppo, come tutte le belle cose, anche il concerto finisce (dato anche i segnali che manda la voce di Dave che dopo 2 ore e 30 minuti di grida non è più al massimo come all’inizio). Grande rock, grande spettacolo, grande partecipazione del pubblico. Grohl riesce anche trasformare show anche la pausa tra la fine del concerto e l’inizio del “BIS” con un simpatico siparietto in cui, sul maxi schermo compaiono lui e sua figlia, impegnati a contrattare con il pubblico il numero di canzoni dell’overtime (la figlia spinge ed il pubblico spingono per 4, lui per 2, fino a giungere ad un più che onorevole compromesso di 3 canzoni). E quelli del BIS sono brani di una carica incredibile (“Times like these”, “This is a call” e “Everlong”) che addolciscono non poco la tristezza della fine di un evento UNICO che però tutti, nel proprio cuore, sperano si ripeterà presto, ovvero UN CONCERTO DEI FOO FIGHTERS.

scaletta

  1. Run
  2. All My Life
  3. Learn to Fly
  4. The Pretender
  5. The Sky Is a Neighborhood
  6. Rope
  7. Taylor Hawkins solo di batteria
  8. Sunday Rain
  9. My Hero
  10. These days
  11. Walk
  12. medley: Imagine / Jump / Blitzkrieg Bop
  13. Under Pressure
  14. It’s so easy (con i Guns ‘N Roses)
  15. Monkey Wrench
  16. Wheels
  17. Breakout
  18. Dirty Water
  19. Best of You

Encore:

  1. Times Like These
  2. This Is a Call
  3. Everlong

 

QUESTI I BRANI SUONATI. CHE ALTRO SI PUÒ DIRE SE NON: SERATA PERFETTA!

 

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