Freight Train – I

Rockshots Records – Luglio 2017

Giovane band melodic rock/AOR formatasi a Rimini nel 2015, questi Freight Train si presentano con il loro album d’esordio, intitolato semplicemente “I”, dopo alcuni anni passati a suonare nei locali di centro e nord d’Italia ed essere riusciti ad attirare l’attenzione dei fan del genere qualche mese fa pubblicando un video azzardato – ma a conti fatti veramente indovinato – in cui coverizzavano in maniera entusiasmante nientemeno che “Anyway You Want It” dei Journey, mettendo in mostra le proprie ottime capacità strumentali e ottenendo anche un buon riscontro su YouTube.

Il gruppo offre un classico sound AOR rivisitato in modo fresco e moderno, come evidente sin a partire dalla paradisiaca intro tastieristica “The Beginning” che apre la strada alla trascinante “You Won’t Fall” (qui il video), bel brano keyboard oriented, caratterizzato dalle ottime armonizzazioni vocali (che, come ci renderemo conto proseguendo nell’ascolto del disco, costituiscono un po’ il trademark della band) ed impreziosito da un bell’assolo di chitarra. Chitarra che apre in maniera baldanzosa la dokkeniana (non solo nel titolo) “Into The Fire”; siamo dalle parti di quello che una volta veniva chiamato Class Metal: ottimamente costruito, a metà strada appunto tra i Dokken e l’Ozzy Osbourne più “americano”, è uno dei brani più incisivi e accattivanti dell’intero album. Ottimo anche in questo caso il solo di chitarra, in emulazione dei maestri George Lynch e Jake E. Lee.

Another Chance” è un classico brano AOR, con le fondamenta ben piantate negli anni 80, ma nel quale si scorgono soluzioni più personali e ricercate, come evidente nel break che precede il solo, nonché nello spiazzante finale in stile quasi prog. “Here I Am” è una cover, davvero ben riuscita  e realizzata in maniera energica, del brano col quale il finlandese Petri si aggiudicò il premio per la migliore audizione allo Swedish Idol nel 2008: il pezzo originale è qui quasi irriconoscibile, stravolto in maniera personalizzata per diventare qualcosa di completamente nuovo e intrigante.

In “Somewhere, Someday” tornano protagoniste le tastiere a disegnare la trama di una delicata semi ballad, in cui la voce dell’ottimo Ivan Mantovani sembra prenderci per mano e accompagnarci lungo un sogno. Le melodie delle linee vocali sono avvincenti, all’interno di un brano ancora una volta costruito davvero bene. Qui dobbiamo necessariamente fermarci per sottolineare le ottime capacità e la maturità compositiva del chitarrista Enrico Testi, autore di tutti i brani originali del gruppo: una prestazione davvero impressionante la sua, soprattutto se teniamo in considerazione la sua giovane età ed il fatto che ci troviamo di fronte alle sue prime composizioni a venir pubblicate. E se come compositore Enrico ci stupisce in maniera positiva, non ci lasciano indifferenti nemmeno le sue lodevoli doti strumentistiche, ben evidenziate nel breve intermezzo di chitarra acustica e classicheggiante a-la Randy Rhoads intitolato “The Prelude”, che fa da apertura a “Reach For The Stars”, in cui le tastiere di Anton Bagdatyev tornano protagoniste all’interno di un brano di AOR moderno, impreziosito da un coro davvero riuscito.

La già apprezzata cover di “Any Way You Want It” e una bella versione acustica di “Into The Fire” chiudono l’album, privandoci della possibilità di ascoltare qualche brano inedito in più: tolti intro, strumentali, cover e l’acoustic version, alla fine sono solo sei i pezzi inediti presentati in questo “I”. Solo sei ma sufficienti a presentare le ottime qualità compositive e tecniche del gruppo.

Peccato solo per la produzione poco dinamica che non esalta i brani come avrebbe dovuto, ma ricordiamo che siamo comunque di fronte praticamente ad un’autoproduzione, utile soprattutto a far conoscere la band al grande pubblico. Resta in ogni caso l’ottima impressione che ci hanno fatto le tracce di questo esordio, nel quale la band ha messo in mostra tanta qualità, arrangiamenti interessanti e qualche idea “prog” che fa presagire interessanti sviluppi per il loro futuro. Bravi.

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Tracklist:

  1. The Beginning
  2. You Won’t Fall
  3. Into The Fire
  4. Another Chance
  5. Here I Am
  6. Somewhere, Someday
  7. The Prelude
  8. Reach For The Stars
  9. Any Way You Want It
  10. Into The Fire (acoustic version)

Band:

Ivan Mantovani – voce

Enrico Testi – chitarra, cori

Anton Bagdatyev – tastiere, cori

Lorenzo Pucci – basso, cori

Andrea Cappelletti – chitarra

Mattia Simoncini – batteria

 

 

 

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