Gli A Wilhelm Scream ci raccontano qualcosa di loro in vista di vederli a Luglio in Italia

Non potevamo perdere l’occasione di fare due chiacchiere con gli A Wilhelm Scream, che fra non molto arriveranno nel nostro paese per due imperdibili date il 3 Luglio sul palco del Becky Bay di Igea Marina, e il 4 Luglio al Carroponte di Sesto San Giovanni, a Milano. Insieme a gruppi come Pennywise, Sick Of It All, Iron Reagan e Raw Power, sono pronti ad incendiare l’estate 2018 con il loro punk hardcore, direttamente dal Massachusetts.

 

Siete attivi dal 1996, avete cambiato nome e line-up diverse volte, ma il vostro sound è sempre rimasto fedele al punk hardcore con sfumature melodiche. Quali sono le differenze col passato e sopratutto, come si definirebbero gli A Wilhelm Scream del 2018?

Questa domanda è la prefazione per un romanzo. Accidenti!  Ho incontrato Nick, Nuno e Trevor per la prima volta nel 2002, quando ancora suonavano negli “Smackin ‘Isaiah”. La mia vecchia band (The Fullblast) aprì per loro, in una piccola città universitaria conosciuta come Guelph, nell’Ontario, mettendo su “Freshman 15”, abbiamo amato ogni singolo minuto di esso. Fu un grande spettacolo, veloce e rumoroso, ricordo c’erano ragazzi con pettinature da moicano che ora probabilmente sono diventati ingegneri.

Un paio d’anni fa, ai Fullblast venne chiesto di suonare uno spettacolo nello stesso locale con una band chiamata “A Wilhelm Scream”, nuova per la Nitro Records, che stava promuovendo il loro album “Mute Print”. Entrambe le band arrivarono al club più o meno nello stesso momento, ricordo che io ed i miei vecchi compagni di band avvertimmo subito la stessa strana sensazione, come se “queste persone le avessimo già incontrare prima, come se ci conoscessimo già “.  Il feeling fu istantaneo. Nacque così la nuova band, il nome rimase lo stesso.. quando fu ora di salire sul palco però, la band era già cambiata. Gli arrangiamenti delle canzoni erano pensati brillantemente, i riff di chitarra erano pazzi e le armonie vocali erano in linea con il sound dei Bad Religion.

Era davvero una band diversa, ma con le stesse persone. Questo, nella mia mente, diciamo che riguarda la parte del “passato”, relativo alla storia della band. Il “nuovo” non è così “nuovo” – il 2006 ha segnato la partenza di Jon come bassista / compositore e cantante, e così sono rimasto senza una band per suonare. Il tempismo era quasi troppo perfetto per me per entrare a far parte di questo incredibile  gruppo di musicisti. Da allora, abbiamo pubblicato “Career Suicide”  ed io ho imparato come si evolveva e trasformava  il processo di scrittura della band, ho imparato a farne parte. Ho imparato la metodica follia del cantautorato “percussivo” di Trevor. Dopo tutto ciò, Mike Supina, un musicista di livello superiore, entra a far parte del gruppo, prende tutto ciò che avevamo scritto fino a quel momento e gli dà un impronta alla Van Halen . La sua prima performance con noi è stata inserita nel nostro EP omonimo, in cui lo abbiamo semplicemente spinto fare una vera e propria triturazione musicale del sound.  Quando “Partycrasher” ha iniziato a dare i suoi frutti – Mike e Trevor iniziarono ad avere timone di scrivere e produrre insieme il disco. Erano ossessionati dal rendere questo disco il più bello di sempre. I discorsi quotidiani su “Steven Slate” e il più recente “plug-in”  perseguiteranno i miei ricordi per sempre…  è stato questo il motivo per cui abbiamo scritto e prodotto un full-length tutto per conto nostro. Risposta lunga – Lo so, ma oltre ad andare in tour, quello che ci sorprende sempre è incontrare persone fantastiche ed avere fantastici momenti per suonare la nostra musica. Questo ci ha spinto e motivato ad arrivare fino ad oggi. 

Presto vi vedremo suonare nel nostro paese per ben due date, insieme a Pennywise e Sick of It All. Cosa ne pensate dei festival punk europei? e dell’attuale scena punk hardcore?

I festival europei sono una maratona. Sono una prova di resistenza, spirito e moderazione. Noi arriveremo in tempo, saremo sempre pronti a salire sul palco, a passeggiare per le strade e uscire con le persone …  ma siamo anche una band sulla metà dei 30′ , siamo ben consapevoli del fatto che ogni momento libero è buono per un “pisolino”, specie mentre  i “fest goers” vengono caricati! E’ davvero una buona idea. La nostra principale preoccupazione per le date italiane, in particolare, è Byron dei Pennywise. Non ho ulteriori commenti sulla mia affermazione.

Avete sperimentato appieno l’era del cambiamento digitale grazie alla rivoluzione di Internet, e ora anche dei social network e delle piattaforme di streaming. Come avete affrontato questi cambiamenti per quanto riguarda la musica che fate e l’approccio con i vostri fan?

Occuparci del cambiamento digitale sarà la preoccupazione principale per quanto riguarda la nostra prossima pubblicazione. Internet ha fornito alle band emergenti i mezzi per portare la loro musica ai nuovi ascoltatori (tramite Spotify, Soundcloud, Bandcamp, Tunecore, ecc.). Sento che il problema con queste nuove piattaforme e questo nuova fruizione della musica sia l’affermazione della band stessa, come individui, come band appunto. Gruppi come The Red Chord e Iron Reagan che realizzano  (fantastici) video che si legano alla vera impronta della band , creano un “blitz” multimediale per andare avanti e indietro non solo per darti la musica , ma anche un’immagine che ti fa venir voglia di andare a vedere la band dal vivo. Penso che questo sia il punto. Scrivendo il nuovo disco, quando troveremo il singolo esplosivo che vorremo spingere, lo dovremo fare in modo non solo che soddisfi l’ascoltatore a livello uditivo, ma anche a livello visivo, in modo da fargli venire voglia di venire a vederci dal vivo. 

Quindi avete un nuovo album in programma?

Da quando mi trovo in Canada e il resto della band invece negli Stati Uniti, abbiamo realizzato una bella raccolta di demo, che sono come gli “scheletri” delle nuove canzoni. Ho creato un piccolo progetto studio con cui invio materiale a Trevor e viceversa. Mi piace molto come cosa perché in questo modo lui può apportare le sue modifiche personali al materiale che io gli mando e poi re inviarmelo e viceversa. Non vedo l’ora però di passare un pò di tempo in Massachusetts, prendere tutte le nostre idee e farle diventare qualcosa di concreto, che abbiano un senso non solo dal punto di vista della registrazione ma anche per assicurarci che sia materiale valido per le performance live. Non siamo una band “studio magic”, né lo saremo mai.

C’è stato un momento preferito durante uno dei vostri show?

Hobart, Tasmania, quando abbiamo appreso cos’è un “Shoey”. (Un “Shoey” è quando fai il crowd-surfing con una birra, ti togli una  scarpa, ci versi la birra dentro e poi continui a bere la birra dalle scarpa). Oppure quando il monitor di Nuno non funziona e scollegandolo, lo solleva sulla sua spalla per usarlo  come un “ghetto-blaster”…. falso, questo è il mio momento preferito!

Quali sono le band, sia del passato che del presente, che hanno maggiormente influenzato il vostro sound?

Sono più o meno quello che ti aspetteresti: Rush, Iron Maiden, Propagandhi, Strung Out … Vorrei sottolineare che il mio migliore amico, Andy, che ha partecipato con Mike in un tour canadese, ha capito subito come gli assoli di Trevor di “J Mascis” venissero fuori. Personalmente, ho rivalutato il primo LP “Love Scenes” di Diana Krall, e mi sono anche ricordato di come affrontai l’esame di musica alle superiori, ossia suonando l’assolo di Christian McBride all’inizio  di quel disco, per il brano ” All Or Nothing At All”. 

C’è qualche band emergente che ha catturato la vostra attenzione nell’ultimo periodo e con cui vi piacerebbe magari suonare in futuro?

Bad Cop / Bad Cop è stata una delle mie band preferite dell’ultimo periodo, abbiamo fatto un sacco di show con loro negli ultimi tempi, e sono una band così laboriosa, talentuosa e fantastica da ascoltare, sia su disco che live. I Brutal Youth di Toronto ultimamente stanno spaccando di brutto, sono l’ideale, se ti piacciono i Good Riddance, ma vuoi andare a uno spettacolo e magari farti coprire dal sangue del cantante. Gioventù brutale. A parte questo, l’ultimo disco che ho acquistato è stato la ristampa di “Mingus Ah Um – 50th Anniversary” di Charles Mingus … e l’ultima canzone che ho messo  su YouTube  è “I Want To Be Evil” di Eartha Kitt.

Il paese preferito in cui suonare?

L’Italia. Perchè sto facendo il mezzano. E forse Diego degli Actionmen potrebbe rispondere al mio messaggio dopo aver letto questo.

 

Come nascono i testi delle vostre canzoni? avete dei rituali particolari quando componete?

Trevor è lo scrittore principale. Non sono del tutto sicuro di come assembli i suoi testi e le sue storie. La mia ipotesi “educata” è che possieda una barca segreta,  equipaggiata con un sacco di pellicola di plastica, una pistola arpione e una DAW ( digital audio workplace) abbastanza decente. 

 

Quali sono i piani per il 2018, oltre al tour in programma? Cosa posso aspettarsi i vostri fan?

Stiamo per incidere un nuovo album. È passato molto tempo, e considerando dove siamo come band, come usciremo dal nostro primo tour dal 2017, abbiamo tanto materiale da poter scrivere questo nuovo album finalmente. 

Beh non vediamo l’ora intanto di vedervi live nel nostro paese,  vi ringraziamo per aver fatto quattro chiacchiere con noi, volete dire qualcosa ai vostri fans italiani nel frattempo di vedervi alla date italiane di Rimini e Milano?

Porco Dio? si dice ancora? O è una frase morta come  “Psych!” Sapete, quando si cercava di far sussultare qualcuno, negli anni ’90 …

 

 

About Lucia Blanco 17 Articoli
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