Gods of Metal 2016 – Autodromo Nazionale, Monza – 2 Giugno 2016: il live report

 

Torna, dopo 4 anni di stop, il Gods of Metal, quest’anno per la prima volta all’autodromo di Monza. Questa location era stata usata in passato per concerti, a fine anni ’90 con due edizioni del Monza Rock Festival, la cui prima edizione, con Aerosmith e Litfiba, fu funestata dal maltempo e dalla disorganizzazione. Questa volta, però, il tempo regge, tranne un quarto d’ora di pioggia durante l’esibizione dei Gamma Ray, e l’area resta praticabile, eccetto che per qualche area lievemente fangosa. Prossimamente questa area ospiterà anche I-Days Festival e la doppia data di Ligabue.

Festival ridotto ad una giornata, dopo la defezione dei Kiss, e bill poco metallaro con solo Gamma Ray e Megadeth a rappresentare la categoria, e pubblico quasi tutto presente per gli headliner della serata. Si stimeranno in circa 20.000 le presenze, tra cui si conteranno molti austriaci e alcuni tedeschi.

Parcheggi un pochino distanti (10 euro), che costringono a una breve camminata, un paio di controlli biglietto e zaino, e si entra nell’area destinata al festival. Presenti alcuni stand di ristorazione, beveraggi (birra 5 euro e caffè 2 euro), punti merchandising, stand tabacchi e bibite energetiche. Nell’area pit presenti una truck di burger e patatine, una stand di pizza al taglio e beveraggi. La qualità della ristorazione in quest’area risulta di buon livello, un po’ sottotono, invece a detta dei presenti, quella nell’area normale.

In apertura si sono esibiti  Overtures, Planet Hard, Jeff Angell’s Staticland e The Shrine, ma noi arriviamo quando stanno per esibirsi gli Halestorm, qui in scaletta nel primo pomeriggio, a differenza dei festival americani dove invece nutrono folto seguito. Questa posizione tuttavia non scoraggia la bella Lizzy Hale, che, insieme ai suoi compagni e ad al fratello, sfoggiano grinta ed energia da vendere. Suoni puliti e potenti, si parte con “Apocalyptic”, tratto dall’ultimo album e si prosegue con “Love Bites” e “Mz. Hyde”. La band non prende mai pause, attacca un pezzo dopo l’altro e il pubblico apprezza. Dopo un breve solo drum solo di Arejay Hale, si conclude la performance con il classico “I Miss The Misery” tra gli applausi dei presenti.

Setlist:
Apocalyptic – Love Bites (So Do I) – Mz. Hyde – Amen – Scream – I Am the Fire – Sick Individual – Drum Solo – Mayhem – I Get Off – Freak Like Me – I Miss the Misery

Halestorm - GOM 2016

Si sapeva dell’avvicendamento alla voce nei Gamma Ray, con un Kai Hansen più rilassato ad occuparsi principalmente della chitarra, e Frank Beck, ora nuova voce principale della band. Con suoni un po’ freddi e non sempre chiari, si incomincia con “Heaven Can Wait”, tratto dal primo album della band, seguita da “Fight”, ma il pubblico apprezza di più “I want Out” cover degli Helloween. Si pesca da un po’ tutti gli album dei tedeschi, con le ottime “Dethrone Tyranny” e “Rebellion in Dreamland” suonate sempre col sorriso dal biondo chitarrista. Si chiude con “Send Me a Sign”. Una prestazione di mestiere, e buona anche l’opera del nuovo arrivato, anche se si ha un po’ l’amaro in bocca per il tempo che passa.

Setlist:
Heaven Can Wait – Fight – I Want Out (Helloween cover) – Induction – Dethrone Tyranny – Master of Confusion – Rebellion in Dreamland – Man on a Mission – Send Me a Sign

Gamma Ray - GOM 2016

Tocca ora agli americani Sixx:A.M. calcare il palco, e offrono sicuramente la miglior prestazione del festival. Terza giovinezza per Nikki Sixx, dopo Mötley Crüe e Brides of Destruction, che corre con frenesia sul palco, interagendo spesso col chitarrista DJ Ashba e col cantante James Michael. I tre offrono una performance di gran professionalità, supportati dal batterista Dustin Steinke e da due graziose coriste. Nonostante i 4 album, prima volta della band in Italia e in Europa, e il pubblico apprezza ma non a fondo. Peccato, perché i tre danno il meglio, con vocals graffianti, e una grande energia da parte di Nikki e dell’ex chitarrista di Axl Rose.

Setlist:
This Is Gonna Hurt – Rise – When We Were Gods – Everything Went To Hell – Prayers For The Damned – Lies Of Beautiful People – Stars – Life Is Beautiful

SixxAM - GOM 2016

Una sceneografia minimale, con chiari rimandi dall’ultimo disco, con la batteria incastonata in una plancia futuristica dove spiccano schermi che proiettano immagini per ogni canzone: salgono sul palco i Megadeth. Dave Mustaine è di poche parole e snocciola i primi proiettili: “Hangar 18”, “Wake Up Dead” e “In My Darkest Hour”. La voce del biondo americano è piuttosto bassa, ma non il carisma e la robustezza che sprigiona nel suonare la chitarra, blu e con la grafica di Rust in Peace. Si potrebbe dire che questa lineup sia la migliore del nuovo corso dei Megadeth: il turnista alla batteria, Dirk Verbeuren dei Soilwork, è professionale e solido, e l’ultimo arrivato Kiko Loureiro sembra essersi adattato perfettamente allo stile della band, e supportare perfettamente Mustaine. Dave Ellefson è divertito e preciso come suo solito. 13 pezzi, di cui 5 dall’ultimo Dystopia, ed alcuni classici, come “Sweating Bullets” “Trust” “Symphony of Destruction“. Piccolo momento di raccoglimento per lo scomparso Nick Menza, che viene celebrato con “Peace Sells“. Si conclude con Vic sul palco ed una “Holy Wars… The Punishment Due” acclamata dal pubblico.

Setlist:
Hangar 18 – Wake Up Dead – In My Darkest Hour – Post American World – She-Wolf – Sweating Bullets – Poisonous Shadows – Trust – Fatal Illusion – Dystopia – Symphony of Destruction – Peace Sells – Holy Wars… The Punishment Due

Megadeth - GOM 2016

Korn, forse la band più congeniale al pubblico e più vicina agli headliner. A partire dalla prima “Blind” tutte le canzoni vengono apprezzate e cantante dai presenti. Una band in ottima forma, con una scaletta composta da classici, come “Right Now”, “Here to Stay”, “Somebody Someone” e “Falling Away From Me“. Ray Luzier si diverte e sembra essersi integrato perfettamente, aggiungendo fill e sperimentando ma senza mai stravolgere le canzoni. Jonathan Davis è sempre lui, voce pungente, cornamusa e ossigeno. I due chitarristi non si incrociano quasi mai, ma i suoni sono avvolgenti e pesanti. Head salta e dimena i dread come nei migliori anni ’90. Spettacolo coinvolgente e trascinante con in chiusura una “Freak on a Leash” che fa saltare tutti.

Setlist:
Blind – Right Now – Here to Stay – Somebody Someone – Narcissistic Cannibal – Falling Away From Me – Coming Undone – Shoots and Ladders (con One – Metallica cover) – Twist – Did My Time – Y’All Want a Single – Got the Life – Freak on a Leash

Korn - GOM 2016

Telo azzurro con un otto al centro a scandire il countdown per gli headliner, che si presenteranno sul palco alle ore 22.10: Rammstein. Ritmo marziale, chitarristi che scendono simmetrici ai lati del palco, ed un istrionico Lindemann ad intonare la nuova “Ramm 4”, preludio dell’esibizione dei teutonici e summa di titoli e frasi di precedenti canzoni (riminiscenza di “Victory” dei Megadeth?). Si parte col drumming cadenzato di  “Reise, Reise”, si assiste allo esplodere del cantante in “Zerstören”, si susseguono le gag con il tastierista, prima travestito in tuta arancione ed accessorio sadomaso a chiudere la bocca e poi scintillante in paillettes dopo essere stato cosparso di lacrime pirotecniche dal cantante. I suoni sono incalzanti, potenti. Lo spettacolo è scenico, le luci si modificano ad ogni pezzo come ad intrecciare trame luminose sugli attori. Iniziano le fiamme, come in “Feuer Frei“, e ogni pezzo è suonato a copione. Chiusura con la cover di “Stripped” dei Depeche Mode come voler spiazzare il pubblico. Encore con le ali infiammate di “Engel” e la classica “Sonne”.

Setlist:
Ramm 4 – Reise, Reise – Hallelujah – Zerstören – Keine Lust – Feuer frei! – Seemann – Ich tu dir weh – Du riechst so gut – Mein Herz brennt – Links 2-3-4 – Ich will – Du hast – Stripped (Depeche Mode cover) – Engel – Sonne

Pubblico soddisfatto, un po’ critico per la lunga coda verso l’uscita non perfettamente illuminata e auto mischiate alla folla. Location comunque ottima, meglio delle ultime edizioni del Sonisphere e delle prime edizioni del GOM svoltesi nel parcheggio rovente del Forum e della fiera di Rho. Nonostante la clemenza del tempo, sia poco sole che poca pioggia, non sarebbero guastate alcune zone coperte. Personale cordiale, qualche fila alla ristorazione e ai bagni durante le pause. Bill poco “metallico”, ma ormai, chi potrà sostituire le vecchie glorie?

Galleria Fotografica Gods of Metal 2016

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