Gotthard – Domino Effect

 

Nuclear Blast – Aprile 2007

Tornano alla ribalta i nostri cari ‘vicini’ ticinesi, i Gotthard, alle prese con il loro ottavo lavoro in studio. Stiam parlando di “Domino Effect”, uscito a distanza di due anni dall’album che li ha fatti conoscere meglio al pubblico e che gli ha fatto vendere un bel po’ di copie in giro per il mondo. L’album in questione è “Lipservice” (uscito nel 2005), un album che potremmo definire più delicato e alla Bon Jovi rispetto ai vecchi lavori di buon sano hard rock dei nostri, che non a caso li ha fatti apprezzare/notare per il suono più orecchiabile e melodico.

Ma oggi i nostri svizzeri preferiti son tornati più in forma che mai e dimostrano comunque di discostarsi, in parte, dal suono del precedente lavoro. Il titolo “Domino Effect” sta a testimoniare una sorta di reazione a catena provocata dalla musica, un tributo alla loro vitale passione musicale. Si parte subito alla grande con il mid tempo, “Master Of Illusion”, non si poteva sperare in un inizio migliore: riff pesanti, ritmo ipnotico, buon connubio chitarre-batteria. L’ipnosi continua anche con “Gone Too Far”, un sound che ti entra in testa e al quale è impossibile resistere. Coinvolgente la title-track, “Domino Effect”, che sprigiona energia live da ogni singolo suono e con un ritornello molto accattivante. Dopo 3 pezzi carichi di energia pura, spazio alle 2 grandi ballad dell’album: la prima è “Falling” che inizia con note soavi e una calorosa voce struggente, la seconda è “The Call” che evidenzia un buon uso della voce da parte di Steve Lee, il singer. La sezione ritmica la fa di nuovo da padrone in “The Oscar Goes To You” accompagnata da un bel suono delle chitarre. La successiva “The Cruiser (Judgement Day)”, invece, rappresenta una leggera caduta di tono, niente di eccezionale, insomma. Sonorità, ma anche uso della voce, molto alla AC/DC in “Heal Me”, che si apre con un mastodontico muro sonoro, grande lavoro alle chitarre di Leo Leoni e Freddy Scherer, impeccabili. Un altro mid-tempo che dalle note iniziali fa pensare ad una semi-ballad è “Letter To A Friend”, una traccia che definirei un po’ anonima rispetto al resto. “Tomorrow’s Just Begun” è introdotta da dolci note di chitarre, ma, a dirla tutta, questa ricorda molto da vicino il ‘buon vecchio e caro Bon Jovi’, anche se la voce del singer, in questo caso, è molto più roca. “Come Alive” attira subito l’attenzione perchè ‘leggermente’ diversa da tutte le altre tracce di questo lavoro: ha un buon sound, una voce molto più tirata rispetto al solito e un gran bel assolo, ascoltare per credere. Puro hard rock in trasposizione moderna in “Bad To Bone”, poi spazio a “Now” caratterizzata da un ritmo molto cadenzato e a “Where’s Love When It’s Go” che chiude l’album in modo abbastanza rilassato, una specie di semi-ballad.

Insomma, “Domino Effect” sembra proprio un album che non può mancare nella collezione dei fans del buon sano hard rock.

www.gotthard.com

Tracklist:
1. Master Of Illusion
2. Gone To Far
3. Domino Effect
4. Falling
5. The Call
6. The Oscar Goes To You
5. The Cruiser (Judgement Day)
6. Heal Me
7. Letter To A Friend
8. Tomorrow‹s Just Begun
9. Come Alive
10. Bad To The Bone
11. Now
12. Where Is The Love When It’s Gone

Band:
Steve Lee – voce
Leo Leoni – chitarra
Marc Lynn – basso
Hena Habegger – batteria
Freddy Scherer – chitarra

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