Guns n’Roses al Firenze Rocks: Spettacolo Puro. 15 Giugno 2018

(from the web)

 

Dopo il tanto atteso ritorno in terra italiana avvenuto lo scorso anno nell’affollatissimo concerto di Imola, i Guns n’Roses sono saliti venerdì sera sul palco del Firenze Rocks, anticipati da una veloce ed apprezzatissima apparizione la sera precedente, durante il concerto dei Foo Fighters.

La band dei redivivi Axl e Slash e del sempre in formissima Duff hanno dato vita ad uno show di rarissima intensità che ha entusiasmato i 60.000 accorsi alla Visarno Arena. Saliti sul palco poco dopo le 20, sulle note del classico “It’s so easy”, seguita da “Mr Brownstone”, “Chinese Democracy” e dall’intramontabile “Welcome To The Jungle”, i Guns hanno girato sempre su alti livelli, con un Axl in grande forma, feroce ed urlante per buona parte della lunghissima serata.

Dopo questo inizio scoppiettante si sono alternati brani semistrumentali come “Double Talkin’ Jive”, ad altri iper-prodotti come “Better” (figlia dei controversi Guns anni 2000 del solo Axl) fino alla complessa ma bellissima Estranged, valorizzata dal suono limpido della Les Paul Gold Top di Slash. Il pubblico, dopo la classica cover di “Live and Let Die”, ha mostrato anche di apprezzare la nuova versione di “Slither”, brano dotato di un trascinante riff di chitarra, incluso nell’album di debutto dei Velvet Revolver di Slash, Duff e del compianto Scott Weiland (“Contraband”, 2004). Molto intensa anche la sempreverde “Rocket Queen” ed il nuovo-antico brano “Shadow of your Love”, vecchia b-side destinata a rinverdire i fasti nella ristampa deluxe dell’immortale “Appetite for Destruction”. Tuttavia è nell’immancabile, bellissima “You Could Be Mine” che la band ha esposto ancora una volta il suo spirito combattivo.

La seconda metà del concerto si è caratterizzata per il giusto mix tra ballad (“This I Love”, “Sweet Child O’ Mine” e “November Rain”) e canzoni impegnative e complesse come “Civil War” e “Coma”, dove anche Axl ha mostrato una qualche traccia di stanchezza. Interessante la cover acustica di “Wichita Lineman” (di Glenn Campbell) e sempre di grande fascino la versione strumentale di “Wish You Were Here” (intro di “November Rain”) e di “Black Hole Sun” (omaggio all’indimenticato Chris Cornell). Sempre coreografica il grande classico “Knockin’in On Heaven’s Door” mentre particolarmente indiavolate e rumorosissime sono risultate “I Used to Love Her” e la travolgente “Nightrain”.

Dopo una breve pausa, il grande finale, con la bellissima versione acustica di “Patience” seguita da “Yesterdays” e da “The Seeker” (cover degli Who). A chiudere, dopo 3 ore e 20 minuti di eccezionale calore e puro rock n’ roll, non poteva mancare la vera canzone icona del rock losangelino: “Paradise City”.

I Guns N’ Roses mantengono un’impressionante capacità di sviluppare un sound caldo e tagliente, mai banale. A questo si aggiunge una solidità ed una costanza encomiabili, frutto dell’ormai lunghissimo praticantato a servizio del rock. Solo ogni tanto si avverte il rischio di un certo manierismo, soprattutto chitarristico, ovviamente giustificato dalle mostruose capacità tecniche ed espressive delle Gibson di Slash. Per questo motivo, dopo ormai due anni di tour, in molti sperano di rivedere Axl e soci al lavoro su di un nuovo album, il vero successore del doppio “Use Your Illusion” di inizio anni Novanta. Nel frattempo, non ci resta che continuare ad ammirarli così, indiavolati e trionfanti nelle notti infuocate dell’estate italiana.

Guns setlist:
Intro (Introduction Presentation) – It’s So Easy – Mr. Brownstone – Chinese Democracy – Welcome to the Jungle – Double Talkin’ Jive – Better – Estranged – Live and Let Die
(Wings cover) – Slither (Velvet Revolver cover) – Rocket Queen – Shadow of Your Love – You Could Be Mine – New Rose (The Damned cover) – This I Love – Civil War – Coma – Slash Guitar Solo (incl. “Johnny B. Goode”) – Speak Softly Love (Love Theme From The Godfather) (Nino Rota cover) – Sweet Child O’ Mine – Wichita Lineman (Jimmy Webb cover) – Used to Love Her – Yesterdays – Wish You Were Here (Pink Floyd cover) (Slash and Richard Fortus guitar duet) – November Rain (“Layla” instrumental intro) – Black Hole Sun
(Soundgarden cover) – Knockin’ on Heaven’s Door – (Bob Dylan cover) – Nightrain

Encore:
Sorry – Don’t Cry – The Seeker (The Who cover) (Happy Birthday Dizzy Reed) – Paradise City

 

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