HAKEN – Report completo del concerto di Bologna

Haken, The Algorithm e Next To None, foto e recensione della data bolognese

Foto di Anna Bechis

 

Haken, The Algorithm, Next To None – Zona Roveri (Bo), 3 Aprile 2017.

Report a cura di Nicolò Cavallaro

Foto a cura di Anna Bechis

 

Preparato dalla prestazione di Giugno scorso, quando ho letto di Haken e The Algorithm assieme, sapevo che sarebbe stata una di quelle serate che da ricordare.

Arriviamo a Zona Roveri alle 20:15 e scopriamo con nostro stupore che le porte non sono ancora aperte (contrariamente a quanto scritto sulle info evento). Alle 20:30 si aprono i cancelli ma mentre entriamo, i Next to None stanno già iniziando.

Attendiamo quindi il nostro turno, con non poco malcontento, per poi scattare all’interno: i volumi sono in effetti decisamente alti qui, ma il posto comincia ad affollarsi da subito, soprattutto il banco del merchandising, che sembra quasi il mercato del pesce al sabato mattina, con gli Haken stessi che strappano autografi e tentano di gestire la folla.

Sarò sincero, non conoscevo i Next to None, a parte per la parentela del batterista con un certo ignoto Mike. I ragazzi propongono, sostanzialmente, una versione dei Dream Theater per ragazzini che vanno in skateboard. Tecnicamente preparatissimi singolarmente (sfido a trovare in Italia una band di loro coetanei con quella preparazione: impossibile.), purtroppo non altrettanto nella scrittura dei pezzi: troppo wannabe qualcuno, troppo carichi di copia e incolla. La nota positiva è che il quartetto è giovanissimo (se fossero maggiorenni sarei sorpreso) e avrà sicuramente l’opportunità di crescere, anche grazie a questo tour.

Al salire sul palco di Remì, in arte The Algorithm, il locale è già sostanzialmente pieno.

Il duo synth/chitarra/basso/pc e batteria per tre quarti d’ora fa scuola su cosa voglia dire essere musicisti preparati. L’esecuzione è chirurgica, i suoni sono perfetti e risistemati ad hoc per ogni pezzo (diversi campioni di batteria direttamente dai pc, un brano suonato con basso piuttosto che chitarra) e allo stesso modo le luci.

Il mood generale è quello di un grosso party techno, però con la complessità del suonato e capacità compositive incredibili. Notare la cover di Machine dei Born of Osiris, eseguita in maniera esemplare e poi chiusura con una gigantesca Access denied.

È il momento poi dei signori della serata: Haken.

Inutile spiegare quanto tutti nel locale, allietati dalle band precedenti, fossero in realtà lì esclusivamente per loro. Il live set di due ore parte con la tripletta Initiate/In memoriam/1985: i piccoli problemi con i suoni all’arrivare della terza sono già risolti. Il live diventa subito tanto denso quanto emozionante e per quanto la complessità dei pezzi sia importante, il pubblico non si stanca, ma anzi in buona parte dimostra conoscere le canzoni e seguirle davvero appassionatamente (effetto Dream Theater o Blind Guardian, ovviamente in scala).

Alla fine questa è una band che sta dimostrando l’importanza di musica ricca di contenuti: una fanbase solida, pienoni del lunedì sera, fila al merch e più gente con in mano i loro dischi che le loro magliette: che poi, non era forse questa la musica?

Setlist:

Affinity.Exe – Initiate – In Memoriam – 1985 – The Mind’s Eye – Portals – Shapeshifter – Red Giant – Aquarius Medley – As Death Embraces – Atlas Stone – Cockroach King – The Architect – The Endless Knot.

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*