IMAGINE DRAGONS + Maneskin + The Vaccines: Al via MILANO ROCKS 2018

 

COSA E CHI PUÒ FERMARE LA GRANDE MUSICA? Mai questa frase è stata più appropriata per questo evento che ha aperto la tre giorni milanese di grandi appuntamenti musicali. Infatti, dopo il primo dei tre concerti in programma in cui si sono esibiti  “THE VACCINES” (interessante gruppo indie rock con buone sonorità “brit” con qualche deviazione anche verso il punk), sull’area dell’ex expo si scatena l’ira di Giove Pluvio. Abbondantissima pioggia e forte vento bagnano per più di due ore gli oltre Sessantamila occorsi per l’unica tappa italiana degli IMAGINE DRAGONS nel loro tour mondiale per il loro nuovo album “EVOLVE”. Due ore che hanno messo a dura prova la resistenza del pubblico e degli organizzatori e, ad essere sincero, per un attimo, il sottoscritto ha temuto che il concerto potesse saltare in quanto buona parte del placo era sotto la pioggia, compresa parte della strumentazione. LA MUSICA ROCK, IL POPOLO DEL ROCK, GLI ARTISTI DEL ROCK, PERÒ, NON SI POSSONO FERMARE.

Nonostante il diluvio, i MANESKIN, secondo gruppo in scaletta, sono usciti in configurazione “minimale” e senza supporti elettronici, suonando in un angolo più appartato del palco, cominciando a “scaldare” il pubblico del grande evento (seppur infreddolito). 

Poi intorno alle 21, il vento (non la pioggia) è cessato, permettendo così agli organizzatori di asciugare quasi tutto il palco e di dare il via al concerto clou della serata. Già dalle prime note di RADIOACTIVE (brano di apertura), seppur senza ancora la band “on stage”, si è capito che la serata sarebbe diventata MOLTO CALDA.  Dan Reynolds e soci compaiono infatti sul fondo del palcoscenico, sollevati da un piccolo ascensore, tutti suonando il proprio strumento. Perché tutto si può dire di questo gruppo: si potrà storcere il naso sulla qualità del rock che propongono, sui loro testi, sul modo in cui si pongono al pubblico, ma di certo non si può dire che non sono capaci di suonare, a cominciare proprio dal front man, che durante il concerto è passato con disinvoltura dalle percussioni dalle percussioni al pianoforte a coda, mentre Wayne Sermon passa da vari tipi di chitarra alle tastiere. Soprattutto in questi quatto ragazzi di Las Vegas si nota una grande capacità di arrangiamento dei propri pezzi, qualità molto rara oggi nel panorama rock mondiale. Questo lato della loro grande crescita (e del conseguente grande appeal verso un pubblico sempre crescente, compreso il sottoscritto) è perfettamente rilevabile durante il concerto allorchè propongono, uno di seguito all’altro, brani dei vecchi LP e di “EVOLVE”. L’ultimo loro lavoro infatti è fatto di grandi sonorità, buoni arrangiamenti, di testi coinvolgenti e soprattutto di loro esperienze personali.

Comincia lo show e si assapora l’atmosfera di un grande passato rock in cui il cantante, in tenuta MINIMALE (shorts e scarpe da ginnastica – tutto rigorosamente nero) si immerge in un bagno di folla, assolutamente incurante della pioggia battente, sulla passerella predisposta in mezzo al pubblico. DAN oltre ad una grande presenza scenica, ad un grande feeling con il pubblico, possiede uno strumento in più oltre a quelli sopra elencati: la sua grande voce, potente, baritonale, che lui usa con abilità estrema in vari pezzi, primi fra tutti WHATEVER IT TAKES e BELIEVER, oltre ad una grande presenza scenica grazie al suo fisico imponente (è alto 1.93m).

L’atmosfera, nonostante il meteo, è incandescente ed il concerto passa via con la velocità dei momenti in cui il divertimento è vero e assoluto, tant’è che i 90 minuti del concerto sembrano pochissimi e la scaletta (19 brani) troppo breve per essere già stata eseguita completamente. NON c’è ENCORE, nessuno lo chiede in quanti tutti sanno di tornare a casa con qualcosa nuovo e di importante in tasca: la consapevolezza di di essere arrivati in fondo ad una serata “dura” e di avere ricevuto qualcosa (soprattutto RISPETTO) dai musicisti che si sono esibiti per il loro pubblico senza risparmiarsi nonostante le avversità. Per cui chi se ne importa se non c’è stato bis, se la scaletta, rispetto a Lisbona, è stata accorciata di 3 brani. Esserci stati in questa serata magica e particolare è già il più importante premio per tutti.  

Aggiungo solo una nota che ritengo personalmente importante. In mezzo al pubblico non ho potuto non notare la presenza di tantissimi giovani (molti ancora minorenni accompagnati da un genitore, la cui presenza non era solo di sorveglianza). Questo è contemporaneamente il dovere ed il potere della grande e buona musica ROCK: come nel passato, attrarre le giovani generazioni ed insegnare la convivenza fra età diverse, attraverso la quale tutti possono migliorarsi ed imparare gli uni dagli altri. BELLISSIMO!     

 

Setlist:
Radioactive – It’s Time – Whatever It Takes – Yesterday – Natural – Walking the Wire – Next to Me – Shots (Piano version intro) – Every Breath You Take (The Police cover) – I’ll Make It Up to You – Start Over – Rise Up – I Don’t Know Why – Mouth of the River – Demons – Thunder – On Top of the World – Believer

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