Intervista a Tony Fontò dei White Skull e due chiacchiere sul nuovo album “Will of The Strong”

 

Non è la prima volta, ma è sempre un piacere parlare ed intervistare una band che di strada ne ha fatta e si porta alle spalle una carriera trentennale nel panorama Heavy Metal italiano. Stiamo parlando dei White Skull, in procinto di pubblicare il loro decimo album in studio, ci parlano un po’ di loro, ci raccontano del loro nuovo lavoro e non solo…

 

Ciao ragazzi, sono Lucia e bentornati su longliverocknroll.it. grazie per la vostra disponibilità…

“Will of the Strong”, la volontà del forte, un titolo che è un progetto. Sempre molto d’impatto come tutti i lavori dei White Skull. Di cosa parla per voi questo nuovo album, a distanza di 5 anni dal precedente? Qual’è stato il fuoco ispiratore?

Tony: Questo album, come i sui predecessori è un album a tema, ci sono tre canzoni che seguono la saga Vichinga, mentre le rimanenti sette canzoni parlano di donne che hanno lasciato un segno nella storia. Canzoni nelle quali ci siamo impegnati a trasmettere il pensiero di queste guerriere e i loro caratteri. Infine Sacrifice è un omaggio a tutti quelli che non si sono mai piegati ed hanno accettato le sfide fino a perdere la vita ma non il proprio onore.

 In questi ultimi anni, dal ritorno di Federica, voce originale del gruppo, e quindi da una sorta di reunion ufficiale della band, come sono evoluti i White Skull? Ci sono stati dei cambiamenti?

Tony: Il ritorno di Federica è stata la vera e propria evoluzione. Non è stata una reunion il suo rientro in Italia dopo anni vissuti in USA ha coinciso con l’uscita di Elisa… L’evoluzione fa parte del normale processo di maturazione sia come persone sia come artisti, se non hai il para occhi la vita e le esperienze ti portano ad evolverti… Scelte giuste e scelte sbagliate ti portano ad evolverti. Il cambiamento essenziale è stato l’inserimento in pianta stabile del tastierista Alexandros Muscio e di conseguenza la modifica al sound della Band.

Dalla pubblicazione del precedente “Under This Flag” sono passati 5 anni, il fenomeno di internet è sempre più violento, la fruizione della musica è sempre in evoluzione e un po di veridicità sembra perdersi. Siete d’accordo? Come ha affrontato la band, che ha vissuto anche gli anni 80 della musica, questa nuova realtà?

Tony: Hai centrato l’obbiettivo Lucia, il fenomeno di internet è sempre più violento! ormai son rimaste poche le band che scrivono un album all’anno come si faceva nei tempi d’oro… Ora si va più a sentimento, si cerca di prendersi più tempo per i live… 5 anni penso siano stati forse un pochino lunghi, ma con i tempi che corrono nessuno aveva fretta, di conseguenza ci siamo adattati e ognuno di noi ha usato il tempo in più per sistemare alcune faccende personali. Dagli anni 80 ai giorni nostri ci siamo adattati e plasmati con la nuova realtà, ora non si mandano più le cassette alle case discografiche via posta normale…

In quasi tutti i vostri album c’è una sorta di concept story, di filo conduttore che accompagna l’ascoltatore verso una storia. Quale direste che sia per Will Of The Strong?

Tony: Il fuoco ispiratore è nel titolo stesso, Will Of The Strong vuole sottolineare l’integrità ed il coraggio dei guerrieri. Allo stesso tempo rispecchia la volontà della band a continuare a creare Metal in Italia ed a combattere contro tutto e tutti per diffonderlo nel mondo… comunque il consiglio che do è di perdersi un po’ nella lettura dei testi, ci sono storie molto interessanti su questo disco che Federica ha saputo sapientemente portare in musica.

Will of the strong è un album decisamente power, dalle sonorità grintose e avvolgenti grazie anche alla vocalità di Federica che rende il tutto originale, moderno e allo stesso tempo “old school” riprendendo i suoni, le atmosfere e le tematiche del Metal anni 80. Pensate che in Italia questo genere trovi ancora pane per i suoi denti o siete più orientati al mercato estero- almeno per quanto riguarda il futuro imminente della band ?

Tony: Assolutamente Power e molto epico. Noi siamo orientati ovunque, la musica non ha confini e con internet adesso ancora meno, quindi direi orientati verso un mercato Globale, la promozione sta facendo il suo corso e noi la supportiamo con i social media.

Tony, com’è stata la produzione insieme a Luigi Stefanini?

Tony: Come sempre: Molto Bene! Lavorare con Luigi è sempre un piacere e poi noi ai New Sin siamo di casa, ci abbiamo registrato 7 dei nostri 10 album. Quest’anno un grande contributo alla produzione me l’ha dato anche Danilo, abbiamo valutato attentamente assieme molte scelte che riguardavano il sound in generale e in particolar modo i suoni delle chitarre.

Avete aggiunto un sesto teschio alla band, il tastierista Alexandros Muscio, com’è stato il lavoro insieme in questi anni?

Tony: Ottimo.  Alexandros ha capito da subito di cosa aveva bisogno la band, quali tipi di arrangiamenti e quali sonorità, le sue orchestrazioni ci son piaciute da subito. Poi, cosa da non sottovalutare, umanamente è una bella persona con un buon carattere e si è integrato da subito con tutti.

La copertina del nuovo album è molto particolare, da dove avete preso l’ispirazione? Oltretutto, nello sfondo del cerchio riecheggiano delle parole decisamente forti e significative, riguardo alla vita e alla morte. Cosa significano per voi?

Tony: Io e Federica abbiamo lavorato molto su ciò che volevamo sulla copertina, piena di significati, più o meno nascosti. Uno di questi significati è nelle parole che riecheggiano nel cerchio di fuoco, vero sono forti e significative e credo che il significato sia proprio esplicito, noi siamo pronti, il corso delle cose è già scritto dagli Dei. Victory or Valhalla!

Se doveste dare un consiglio a chi vuole fare musica oggi, a chi volesse costruire un futuro nella musica (metal, rock e via dicendo) con la propria band , come avete fatto voi negli anni 80, e che ancora oggi nel 2017 siete forti, uniti e pronti a salire sul palco, forti della vostra esperienza cosa consigliereste ai giovani d’oggi?

Tony: Per prima cosa consiglierei di credere in ciò che fanno, di suonare ovunque e di non scendere a compromessi. Credere però non significa solo suonare, credere significa sacrificio, se volete dei risultati dovete investire prima di tutto su voi stessi.

Il disco uscirà il 9 Giugno su Dragonheart Records, avete o state programmando delle date in Italia e in Europa?

Tony: Assolutamente si, le date sono in via di programmazione da settembre in poi sia in Italia che all’estero, ma già da quest’estate suoneremo a dei Festival italiani tra i quali l’Agglutination e il Wings of Bea.

 Volete concludere voi questa chiacchierata lasciando un saluto ai vostri fan e ai lettori di longliverocknroll.it?

Tony: Ringrazio voi e tutti i lettori per il supporto, affilate le asce e in alto gli scudi!!!!

 

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