Journey: ‘Frontiers’, l’infinito sogno immortale americano

 

Sono anni importanti per il rock americano e l’aor, anni che vedono l’esplosione del fenomeno Journey, una delle band simbolo del sogno americano e dell’arena rock a stelle e strisce.

Nel 1981 il gruppo pubblica ‘Escape’ il loro album di maggior successo, e due anni più tardi, per festeggiare dieci anni dalla nascita della formazione esce ‘Frontiers’ altro best seller da svariati milioni di copie.
La concorrenza è spietata, Foreigner, Survivor e Reo Speedwagon sono sulla cresta dell’onda, ma i Journey sembrano avere una marcia in più e le vendite non fanno altro che confermarlo.

Perry, Schon, Valory, Smith e Chain sono considerati musicisti di assoluto valore, sia per le esperienze passate che per la musica creata con i Journey. Il periodo d’oro iniziato qualche anno prima sembra non volersi interrompere per la band americana, l’ascesa è diventata ormai inarrestabile. Memorabile il loro concerto del 4 giugno 1983 al John F. Kennedy Stadium di Philadelphia davanti a ottantamila persone, e raccontato egregiamente nel documentario ‘Frontiers And Beyond’.

Frontiers’ continua il discorso intrapreso con ‘Escape’ portando al sound della band alcune evoluzioni iniziando così una nuova fase. Le tastiere giocano un ruolo fondamentale nell’economia dei pezzi, Jonathan Chain, entrato nel gruppo solo due anni prima, si conferma come l’autore principale (assieme a Schon e Perry) modellando la creatura Journey e rendendola una scultura da ammirare in tutti i suoi particolari. ‘Don’t Stop Believin’’ dal disco precedente era diventata la canzone simbolo dei Journey, la nuova opener ‘Separate Ways (Worlds Apart)’ non è da meno, anch’essa uno di quei brani rimasti nella storia della musica. Celebre l’inizio di tastiere, dal suono quasi spaziale che ancora oggi funge da immancabile apripista dei loro concerti.

Frontiers’ non è perfetto come ‘Escape’, in particolar modo tutti i classici sono inseriti nel lato A. Ascoltiamo dunque la malinconica ‘Send Her My Love’, ‘Chain Reaction’, ‘After The Fall’ e la ballata per eccellenza ‘Faithfully’ ideale colonna sonora per le coppie di innamorati, scritta dal solo Chain, immancabile presenza nelle compilation tanto in voga in quegli anni.
Nel testo, Chain parla del difficile e a volte frustrante rapporto che un musicista ha con la persona che ama per via della lontananza dovuta ai lunghi tour.

Il lato B presenta delle canzoni un po’ dimenticate anche dalla band stessa, ma di assoluto valore come la morbida ‘Rubicon’, la complessa e “tecnologica” title track, la rockeggiante ‘Edge Of The Blade’.
Un disco, ‘Frontiers’ che vede l’utilizzo di sonorità che oggi possono apparire finte e plasticose, ma che rispecchiano in pieno il gusto e le tendenze dell’epoca, in fondo erano gli anni della musica pop e dei sintetizzatori.

Sono passati trentacinque anni dalla sua pubblicazione ma ‘Frontiers’ non smette di emozionare e rimane uno di quei dischi da avere. Chi si avvicina a queste sonorità deve passare anche da questo album, imprescindibile se si vuole capire in modo completo l’universo Journey.
L’anno successivo iniziano a crearsi le prime crepe, in un meccanismo che sembrava perfetto e funzionante come un orologio svizzero, insomma l’inizio della fine come hanno sentenziato molti.
Steve Perry, definito dalla critica “The Voice” pubblica il suo primo album solista, ‘Street Talk’ che ottiene un ottimo successo, e nel 1985, il cantante partecipa al progetto USA For Africa: We Are The World, risultando uno dei migliori cantanti.
Insomma l’universo Journey inizia a sfaldarsi, per poi ricompattarsi molti anni dopo ma questa è un’altra storia.

Se si vuole conoscere l’America, bisogna passare anche dai Journey è innegabile, una band che per anni ha incarnato il sogno americano e che ha rappresentato il lato più solare e romantico del rock. Rimane un mistero come in Italia, paese attento e culla della melodia, i Journey non abbiano mai spopolato, rimanendo un gruppo sì conosciuto, ma principalmente per chi ascolta hard rock.

L’America ha fatto sognare e fa sognare (pur con tutti i suoi contrasti) molti di noi, e la musica dei Journey continua questo infinito e magico sogno.

 

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