Judas Priest – Firepower

Il grande ritorno dei METAL GODS

 

Sony Music – Marzo 2018

Lasciarsi trasportare dal cuore e dai sentimenti, oppure rimanere distaccato e analizzare il disco senza troppi coinvolgimenti personali?
Sono molto legato ai Judas Priest, una delle mie band preferite in assoluto, il simbolo dell’heavy metal mondiale, i veri METAL GODS. Ok ok mi calmo e ritorno più professionale e distaccato. ‘Firepower’ è il diciottesimo disco per la band inglese, il secondo con il giovane chitarrista Richie Faulkner che dal 2011 ha sostituito l’insostituibile K.K.Downing, per il resto nessun cambiamento, Ian Hill e Scott Travis sono sempre al loro posto, una sezione ritmica fenomenale, Rob Halford è sempre Rob Halford e poi Mr. Glenn Tipton alla chitarra, un mito silenzioso e presenza fondamentale nei Judas Priest.
Alla produzione troviamo la coppia Andy Sneap e Tom Allom (storico produttore dei capolavori dei Judas Priest).

Forged by conflagration of molten metal fury in hellion-metallian a warrior for justice and salvation. Ultimate god of firepower: Titanicus.

Dopo aver letto e recitato queste parole (da fare almeno una volta al giorno, possibilmente prima di andare a letto), poste sul retro del booklet, passiamo all’ascolto delle quattordici tracce che compongono ‘Firepower’.
Si parte con la title track, tre minuti e mezzo esplosivi, puro heavy metal alla Judas Priest. Un riff semplice ma tagliente come un bisturi pronto per essere adoperato, quanto basta per capire che questo, signore e signori sarà un grande disco. Brevi strofe che portano al ritornello, efficace e di quelli che da subito ti si stampano in mente.
Lightning Strike’ prosegue questo entusiasmante viaggio nell’heavy metal, musica sopra tutto e tutti. Le molteplici facce del sound che hanno decretato la leggenda Judas Priest, sono presenti, in quello che è uno dei brani migliori del disco, dal mio punto di vista un nuovo classico.
Con ‘Evil Never Dies’ i ragazzi inglesi non vogliono farci riposare affatto, un pezzo che mischia sapientemente il lato più aggressivo della band a quello più melodico, ancora una volta il risultato è di assoluto valore.

Potrei dirvi che basterebbero queste prime tre tracce per acquistare il disco, cosa volere di più? Ma noi andiamo avanti nell’ascolto, abbiamo fame e sete di heavy metal, siamo insaziabili quando il piatto è così ricco e succulento.
L’atmosfera si fa più oscura con ‘Never The Heroes’ roccioso e a tratta cupo mid-tempo (anche se nel refrain intravediamo qualche spiraglio luminoso), dove Rob Halford con il suo inconfondibile e unico timbro riesce ancora a farci venire qualche brivido.
Necromancer’ ha l’ingrato compito di arrivare dopo cinque brani praticamente perfetti. Non parliamo assolutamente di un brutto pezzo, magari meno accattivante si, ma comunque il livello qualitativo è sopra la media.
Children Of The Sun’ la definirei una sorta di tributo ai maestri Black Sabbath, sia per il riff di chitarra che per l’incedere generale e la linea vocale.
La traccia numero sette ‘Guardians’ è un breve intermezzo strumentale con pianoforte e chitarre che introduce ‘Rising From Ruins’ e qui i Judas dimostrano ancora una volta di essere degli abili e raffinati compositori, che lasciano da parte le borchie e il pellame vario per mettersi la giacca e la cravatta (ovviamente di pelle). Questo è un brano che ci riporta alle composizioni più complesse e articolate della band, dove il pathos raggiunge il suo culmine.
Flame Thrower’ è dannatamente rock ‘n’ metal, senza troppe pretese se non quella di divertirsi e sfogarsi con la musica.
Ancora un mid-tempo con ‘Spectre’ che rientra nella categoria dei buoni brani che però inseriti in un contesto di così alto livello non riescono ad emergere pienamente, anche se molte band farebbero carte false per riuscire a scriverli.

Pensavo a un finale un po’ meno entusiasmante, ma invece mi devo ricredere. ‘Traitors Gate’ è ancora grande heavy metal, con le chitarre di Tipton e Faulkner assolute protagoniste, una coppia che sembra ormai perfettamente amalgamata (anche se da inguaribile romantico devo dire che Tipton e Downing rimangono ineguagliabili).
Più sbarazzina e leggera ‘No Surrender’ davvero coinvolgente e, ancora una volta autentica testimonianza della forza di questa band, capace di cambiare pelle ma di essere sempre un gradino sopra gli altri.
Lone Wolf’ è l’unico pezzo bruttino di questo disco, non ha un ritornello da ricordare e le parti strumentali non sembrano ispirate come nelle altre canzoni.

La bellezza dell’heavy metal è quella di saper regalare emozioni autentiche e sincere, quelle che anche dopo anni e anni rimangono inalterate.
Sea Of Red’ è una dolce e malinconica ballata che cresce di intensità dopo pochi minuti e che tocca il cuore e i sentimenti più profondi della nostra anima, desiderosa e bisognosa di nutrirsi di questa musica.

Firepower’ è finito ma prima di concludere questa recensione, mi preme fare alcune considerazioni personali, dettate dal cuore e dalla passione.
Quando qualche tempo fa ho letto la notizia che Glenn Tipton non avrebbe partecipato al tour per via della malattia, ho iniziato a pensare che forse la mia amata musica stava per finire, ogni giorno o quasi sento notizie tristi che riguardano i miei idoli e la musica che più mi appassiona. La vita è crudele e spietata e allo stesso tempo meravigliosa.
Insomma gli anni passano per tutti e inevitabilmente si arriverà a un punto di non ritorno. Quanto dovremo aspettare, dieci, quindici anni?
Lo dico con un pizzico di malinconia, ma quando i vari Judas, Saxon, Iron Maiden smetteranno, il vuoto dentro di noi diventerà incolmabile. Non prendiamoci in giro e siamo sinceri. Le nuove band pur brave che siano, non sono state in grado di raccogliere la pesante eredità lasciata da questi colossi della musica. Purtroppo il ricambio generazionale è finito.

Non so se il futuro ci regalerà un altro disco a nome Judas Priest, so di certo che ‘Firepower’ è il meglio che questa band è riuscita a comporre dai tempi di ‘Painkiller’. Semplicemente immensi.

www.judaspriest.com

Tracklist:

1.Firepower
2.Lightning Strike
3.Evil Never Dies
4.Never The Heroes
5.Necromancer
6.Children Of The Sun
7.Guardians
8.Rising From Ruins
9.Flame Thrower
10.Spectre
11.Traitors Gate
12.No Surrender
13.Lone Wolf
14.Sea Of Red

Band:

Rob Halford – voce
Glenn Tipton – chitarra
Richie Faulkner – chitarra
Ian Hill – basso
Scott Travis – batteria

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2 Commenti su Judas Priest – Firepower

    • Grazie Dani. Ha sorpreso anche me. Ottimo songwriting, e pezzi che spaccano. Band in formissima anche se la mia sensazione è che questo sarà l’ultimo disco.

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