Kobra and the Lotus – Il Segno della Determinazione e della Perseveranza

 

Nota introduttiva:
Quest’intervista è stata redatta prima della pubblicazione ufficiale del terzo album di Kobra and the Lotus, ‘Prevail’, dello scorso Maggio. Abbiamo contattato l’etichetta e dopo l’ok abbiamo inviato  le domande alla band. Kobra & co. al momento dell’intervista si trovava in tour in USA, di conseguenza ci è stato chiesto di attendere per via della tournee in corso. Ecco a cosa si riferisce ‘la pazienza’ di cui parla Kobra, la lunga attesa delle risposte. Sono cose che capitano e non ci creano alcun problema. Un grande ringraziamento va a Kobra per averci comunque risposto e alla Napalm Records per non essersi dimenticata di noi…

 

Ciao Kobra e benvenuta in Italia, o meglio benvenuta su longliverocknroll.it. Molto lieto, sono Francesco….

Ciao Francesco! Grazie per il tempo che ci dedicate e grazie per la vostra pazienza. Siamo contenti del tempo che ci state offrendo e il supporto alla nostra band.

Prima di tutto complimento per l’album, ‘Prevail I’, molto potente e ricco di energia. Vorrei iniziare dal titolo e chiederti perché ‘Prevail’ e cosa si intende per ‘Prevail’: possiamo tradurre con ‘predominare’, ‘controllare’?

Il titolo è stato scelto dal nostro bassista Brad Kennedy e non poteva essere scelta migliore. ‘Prevail’ rappresenta la determinazione e la perseveranza anche nei momenti in cui le cose diventano difficili e le sfide diventano impegnative

… e perché la decisione di dividerlo in una prima e in una seconda parte?

L’intento iniziale era quello di farlo uscire in un unico blocco, ma poi la Napalm Records ci ha suggerito di dividerlo in due. Le scelta di dividere in due è stata davvero importante, due album ricchi di brani con l’idea di dover soffocare chi ascolta. Un doppio lavoro che  deve essere apprezzato nella sua totalità.

Sonorità profonde e perfette, riff e passaggi di chitarra molto duri, alcune atmosfere  davvero oscure, ottime linee vocali che fungono da giusto bilanciamento. Potenza, melodia, cattiveria… Cosa provi ad ascoltare questo album dopo così tanto tempo dalla sua uscita?

Non abbiamo troppe aspettative. Abbiamo fatto tutto il possibile per creare un album che potesse piacere ed attrarre il pubblico. Ci piacerebbe attrarre nuovo pubblico anche al di fuori della nicchia metal. Sarebbe molto bello.

Ho letto qualcosa a proposito del processo di scrittura e stesura dei brani. Ascoltando i brani dell’album mi sembra che tutto sia così immediato e isitintivo… e cosi?

Hahaah… non è proprio così. Alcuni brani sono arrivate così con molta naturalezza, invece per altri brani abbiamo dovuto lavorare molto di più, una bella sfida insomma. Abbiamo cercato di mettere nei nostri brani tutta la nostra esperienza di musicisti a livello individuale, tutto ciò che abbiamo appreso negli anni e poi abbiamo cercato di applicare i suggerimenti di Jacob e Martin (compositore olandese che ci ha insegnato nuovi modi di guardare alla nostra musica)…

Ci sono un paio di brani che mi sono piaciuti immediatamente. ‘Light Me Up’, ‘Victims’, ‘You don’t Know’, la song strumentale ‘Check The Phyrg’… quale preferisci adesso… lo so che è una domanda difficile da rispondere…

Ah… ottime scelte… I brani che hai appena citato incontrano anche i miei gusti. ‘Light Me Up’ ha un messaggio molto importante, un messaggio da parte di tutti noi, rivolto alla depressione mentale. Mi piace anche ‘Victim’ per come la musica si mescola con i versi con un suono fantastico…

Perchè la scelta di un brano strumentale?

‘Check The Phyrg’ è davvero divertente… sono una fan dei brani strumentali di chitarra e quindi ho chiesto di averne uno nell’album. Uno dei miei brani metal preferiti è ‘Orion’ dei Metallica. I chitarristi posseggono un dono speciale. E’ stato bellissimo vedere la costruzione del brano e vederlo fare a Jasio e Jake.

Kobra scusami, ma vorresti descriverci il tipo di musica che ci proponete… so che non è mai semplice etichettare la propria musica… e poi mi dici se il vostro stile è cambiato in questi anni?

La nostra musica è decisamente cambiata, ma dipende dal fatto che noi siamo cresciuti come persone e come musicisti. Ogni giorno faccio un passo in più, un passo in avanti verso chi sono davvero e quello che rappresento.

Ti dispiacerebbe presentarci gli altri component della band e a proposito approfitto per chiederti quanto sia difficile avere una line up stabile…

Ah!!!! Terribilmente difficile… Spesso nessuno comprende quanto sia frustrante non riuscire a controllare tutto. Abbiamo avuto tantissimi problemi con i nostri musicisti, inaffidabili, abusi di droga e con problemi di alcolismo, le difficoltà di aver i visti per entrare in paesi stranieri oppure non capaci di suonare le nostre canzoni. Abbiamo dovuto confrontarci con una serie di problematiche a volte a causa delle nostre decisioni e a volte no. Poi la carriera del musicista non è poi così semplice e diventa sempre più impegnativa se non ti senti parte di una band. Ad esempio parlando dei chitarristi, è sempre meglio che facciano parte della band dall’inizio altrimenti li vedi passare da un concerto all’altro e da una band all’altra e diventano così poco affidabili.

Kobra and the Lotus hanno un buon feeling con i video. Ne ho visti alcuni: ‘You don’t know’, davvero carino, ‘Forever One’, ‘Welcome To My Funeral’, ’50 Shades Of Evil’, ‘Heaven’s Veins’ molto divertente .. e anche ‘Black Velvet. Perché tutti questi video e non è difficile avere una macchina da presa sempre di fronte? E quanto è importante avere la giusta immagine nel nostro mondo del rock’n’roll?

Sono un’amante dei video. Mi piace guardare così come ascoltare. Credo che alcune persone abbiano bisogno del contatto visivo per essere connessi. In termini di realizzazione è abbastanza duro. A me piace esser me stessa in qualsiasi circostanza e non assomigliare a nessuno e ti assicuro che questo è duro davvero. Quando suoniamo dovremmo apparire più coesi e uniti possibile. Il mio sforzo sullo stage per tenere tutti uniti pur sapendo che l’individualità è fondamentale.

Perdonami se ti confesso che preferisco il video del brano di Alannah Myles (Black Velvet, ndr). Quando ho comprato l’album a fine anni 80 ho amato da morire quel brano. La vostra versione mi sembra molto più blues e con un significato profondo… davvero congratulazioni…

Lei è una grande artista e grazie per il complimento, ma crede che lei sia irraggiungibile.

Ho avuto modo di ascoltare anche un paio di alter cover che avete eseguito e mi riferisco a quella di Ronnie James Dio e Lemmy, due grandi stelle e rocker… Mi dici qualcosa sulle tue influenze musicali come artista e come cantante?

Wow… questa domanda dovrebbe avere una risposta molto dettagliata. La mia prima grande influenza sono stati i Led Zeppelin. Ho capito che volevo fare la cantante nel metaI ascoltando i Judas Priest. Sebastian Bach mi ha fatto capire che volevo cantare metal. I miei gusti sono un po’ cambiati dall’inizio. Mi piace molto il metal, mi piace anche il country e le cantautrici. Ci sono grandiosi musicisti e artisti in tutti i campi.

…adesso siete in tour in USA e Canada… quando in Italia?

Sono così contenta perchè arriveriemo in Italia…. WE’RE COMING TO ITALY!!!!! Il 16 novembre a Roma e il 17 a Milano!!!

Kobra. Grazie 1000 per questa possibilità che ci hai dato. È stato un piacere e un onore per me. Cosa vorresti dire ai lettori di longliverocknroll.it per finire questa nostra chiacchierata

Grazie a voi per avermi fatto chiacchierare con voi. You all rock… e non riusciremo mai a ringraziare tutti  come vorremmo. Date un’occhiata al nostro video ‘Light me Up’ e fatelo girare. Non verdiamo l’ora di essere in Italia con voi e speriamo di incontrare il nostro amico Andrea Martongelli, fantastico chitarrista italiano…

Rock’n’Roll!!!

 

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