Kreator – Live Club, Trezzo d’Adda (MI) – 13.11.2012

Nonostante abbia fatto di tutto per arrivare alle 18.30, ora in cui gli organizzatori mi avevano assicurato l’inizio dell’act degli americani “Fueled by Fire”, che mi incuriosivano parecchio, ma, pur entrando nel locale alle 18.40 sono riuscito a non vederli, mi hanno detto che si sono esibiti intorno alle 18. Peccato. Mi sono invece dovuto purtroppo sorbire sia i Nile che i Morbid Angel. Di questi gruppi preferisco non parlare in quanto, nel caso dei Nile, propongono un genere che non apprezzo a prescindere, mentre il gruppo di David Vincent, pur avendone acquistato quando uscirono sul mercato sia “Altar of Madness” che “Blessed are the Sick” (ma mi sono accorto solo io che il primo disco degli svedesi Hexenhaus del 1988 ha lo stesso identico disegno come copertina?!?) non sono mai riuscito a digerirli. Mai. Per questo motivo ho deciso di soprassedere alla descrizione di queste due esibizioni. La trovo una scelta che magari farà infuriare qualcuno ma la reputo la più corretta possibile.

Partiamo quindi dall’unico reale motivo che mi ha spinto a fare tutti questi chilometri, i Kreator e la loro musica che, salvo una variante isolata (che peraltro ho pure apprezzato, unico al mondo), è sempre stata pressoché la medesima ed ho sempre avuto modo di compiacermene. Era da un po’ di tempo che non vedevo Mille e soci e, francamente, non mi hanno deluso ed i chilometri fatti sono valsi lo spettacolo cui ho avuto il piacere di assistere. Davanti ad un Live Club di Trezzo d’Adda stracolmo (posso stimare le presenze in circa 3000 persone) i quattro old school thrasher hanno offerto una prova degna e novanta minuti di pura energia ed adrenalina. Riavvolgiamo il nastro del concerto ed iniziamo dal principio. Un grosso telo si frappone tra il pubblico ed il palco, dove si intravedono i preparativi per lo show che da li a poco andrà ad infiammare i presenti. Si spengono le luci ed un boato vero e proprio accoglie il filmato che viene proiettato sul telo di cui prima. In pratica un sunto dell’evoluzione della band corredato dalle copertine dei loro dischi da “Endless Pain” all’ultimo parto “Phantom Antichrist”. Proprio con l’omonima song inizia lo show ed i nostri occhi sono confusi da fumo e luci ma, poco alla volta, si incomincia ad intravedere la sagoma del “big man with short legs” (il soprannome conferito a Mr. Petrozza negli ’80, e, sincerità per sincerità, piuttosto corretto…). E’ il delirio, un pogo da girone dantesco coinvolge buona parte del pubblico. Sin dalle note iniziali, infatti, i presenti sono stati annichiliti dalla sua presenza nonché dal suo innegabile carisma che sarà il leit motiv di tutto il concerto. Sempre dall’ultima fatica in studio ci viene proposta “From Flood into Fire”.

Non faccio tempo a riprendermi che entrano in pista gli ormai classici “Enemy of God” e “Phobia”. La successiva “Hordes of Chaos”, a caldo ed in diretta, mi è sembrata l’unica pecca. Il lungagnone Ventor, che a mio modesto parere è sempre stato un batterista mediocre, suona sfalsato di qualche decimo di secondo dagli altri ed il pezzo esce un po deficitario. Forse sono stato vittima di allucinazioni audio/visive a causa del tasso etilico o forse è andata proprio così. Ai posteri la sentenza che comunque non potrà macchiare un live di tutto rispetto. La scaletta procede, un’altro estratto da “Phantom”, si tratta di “Civilization Collapse” e dopo una pausa per rifiatare il tedesco più calabrese del mondo ci chiede se siamo pronti ad essere aggressivi e ci sferra la martellante “Extreme Aggression” sempre la solita impareggiabile killer song, a seguire la sorpresa che non mi sarei mai atteso di sentire: “People of the Lie”. Mi è venuta la pelle d’oca a sentirla riproposta in sede live. Semplicemente mitica. Prima di ritagliarci le membra con “Coma of Souls” ancora un nuovo estratto dal catalogo, “Death to the World” (ma ci sarà ancora spazio per un’altra new-comer: “United in Hate”). Come su disco, anche in questa splendida serata da full metal immersion, “Violent Revolution” viene preceduta dalla sua intro (“The Patriarch”) che sa creare la giusta atmosfera di attesa. Il collo fa male e sono sudato come un maiale in amore ma ormai sono in ballo e mi godo le ultime mazzate forniteci dai Kreator riesumando, anche se in maniera abbastanza scontata, “Betrayer” da “Extreme Aggression” ed il finale lasciato al medley “Flag of hate/Tormentor”.

Cosa posso aggiungere se non qualche nota a margine di un’esecuzione tecnica pressoché perfetta ed oliata a dovere in ogni suo particolare. Forse, causa anche l’età non certo verde dei nostri, è mancato un po’ di movimento sul palco, le loro tre figure erano un po’ statiche ma nulla rispetto ai Morbid Angel, autentici pezzi di cera (e qualcuno, forse, tristemente adornato da capelli posticci…). Una piccola personale protesta mi sento però in dovere di farla. Io la classica t-shirt/cimelio del tour non me la sono fatta sfuggire ma i 30 euro necessari per portarsela a casa li ho trovati assolutamente eccessivi, oltretutto il cotone di cui è fatta è molto sottile, quasi inconsistente. Non ho infatti notato ressa al banchetto del merchandising. Sono convinto che a 20 euro ne avrebbero vendute molte di più con un ricavo comunque, in percentuale, notevole. Contenti loro… La location, seppur distante + di 200 km dalla mia magione, è assolutamente il miglior locale (latrinatoi putridi a parte) per concerti che abbia mai visto e l’acustica è ottima. Una serata veramente perfetta conclusa, come da rito, con un panozzo alla salamella dal porcaro vicino a casa. Sono pronto per i birraioli Tankard che mi attendono tra… 2 giorni!!!

Setlist:
1. Phantom Antichrist
2. From Flood Into Fire
3. Enemy of God
4. Phobia
5. Hordes of Chaos (A Necrologue for the Elite)
6. Civilization Collapse
7. Voices of the Dead
8. Extreme Aggression
9. People of the Lie
10. Death to the World
11. Coma of Souls
12. Endless Pain
13. Pleasure to Kill
14. The Patriarch
15. Violent Revolution
16. United in Hate
17. Betrayer
19. Flag of Hate
20. Tormentor

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