Krokus – Headhunter

 

Arista Records – Novembre 1983

Il grande rock non arriva solo dagli Stati Uniti o dall’Inghilterra.
Ci sono realtà più piccole dalle quali sono uscite ottime band, magari non seminali, ma di assoluto valore.
La piccola, solitaria e pacifista Svizzera, ha partorito nel corso degli anni una serie di gruppi che ancora oggi sono sulle scene e che hanno rilasciato album bellissimi.
I Krokus arrivano da Soletta, Svizzera tedesca, e partiti con un simil prog rock si sono poi spostati in territori a cavallo tra hard rock e metal.
Certo, non sono mai stati degli innovatori, anzi, spesso sono stati accusati di essere troppo simili agli AC DC (impossibile negarlo), però bisogna ammettere che la band di Marc Storace ispira simpatia e parlando di musica ha saputo produrre della grande e travolgente musica.

Headhunter’ del 1983 si può considerare il loro miglior lavoro in studio, sia in termini di vendite sia soprattutto a livello compositivo.
Dopo sei dischi, i Krokus sono ormai padroni dei propri mezzi e Storace è il fulcro attorno al quale ruotano gli altri membri.
Nove tracce una più coinvolgente dell’altra. Si parte con la title track, ancora oggi un classico che non manca mai nella scaletta dal vivo.
Un killer riff, una doppia cassa e l’urlo disumano di Storace in apertura. Questo era l’heavy metal versione Krokus più di trent’anni fa.

Oggi queste sonorità per chi si addentra nell’universo metal, possono sembrare materiale d’antiquariato (sempre che le giovani levi scoprano i Krokus e altre storiche band), ma riescono ancora ad emozionare e a trasmette qualcosa, altro che iperproduzioni vuote e senz’anima.

Eat The Rich’ è un chiaro riferimento alla band di Angus Young, impossibile stare fermi durante i suoi quattro minuti di durata.
Ma i Krokus sono anche in grado di sorprendere e distaccarsi dalle etichette di band clone degli AC DC.
Screaming In The Night’ è un piccolo gioiello di musica. Un brano più morbido, ricco di pathos e pregno di sentimento, quello vero e puro.
Ottimo Storace in fase di interpretazione e le chitarre di Fernando Von Arb e Mark Kohler, che intrecciano trame e melodie pregevoli.

Le successive ‘Ready To Burn’ e ‘Night Wolf’ sono i classici pezzi da tiro, semplici diretti, tre accordi e la voglia di sbattersi a ritmo di rock.
Arriviamo a ‘Stayed Awake All Night’, cover dei Bachman-Turner Overdrive gruppo canadese che ebbe un buon successo tra i primi anni settanta e metà anni ottanta.
Abbastanza simile all’originale, la versione dei Krokus risulta quasi migliore dell’originale principalmente per ciò che riguarda la voce. Più dinamica e incisiva quella di Storace rispetto al duo canadese.

Si ritorna ai mid-tempo classici dei Krokus con ‘Stand And Be Counted’, brano spensierato e coinvolgente.
White Din’ è una sorta di intro all’ultima traccia, la cavalcata ‘Russian Winter‘, altro grande classico della band svizzera, ottimo esempio di hard & heavy anni ottanta.

Headhunter’ si chiude qui. A distanza di più di trent’anni dalla sua pubblicazione rimane un grande lavoro, davvero ispirato e coinvolgente, uno dei punti più alti della carriera dei Krokus, un disco intenso dall’inizio alla fine.

www.krokusonline.com

Tracklist:

1.Headhunter
2.Eat The Rich
3.Screaming In The Night
4.Ready To Burn
5.Night Wolf
6.Stayed Awake All Night
7.Stand And Be Counted
8.White Din
9.Russian Winter

Band:

Marc Storace – voce
Fernando Von Arb – chitarra
Mark Kohler – chitarra
Chris Von Rohr – basso
Steve Pace – batteria

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