Krokus – Marc Storace / Paul Castell – Intervista 2007

 

In occasione del tour europeo degli Hammerfall, ho l’immenso piacere di incontrare personalmente i Krokus nella persona di Marc Storace e Paul Castell, rispettivamente mitico singer e bassista della band svizzera. Con loro parliamo dell’album “Hellraiser” uscito lo scorso autunno, poi la chiacchierata va avanti perdendo completamente di vista le domande che avevo preparato…

 

Long Live Rock’n’Roll:
E allora, come state? Ma non sapete che piacere mi fa incontrarvi…Come facciamo quest’intervista, in italiano o in inglese?

M. Storace:
Facciamola in inglese, visto che col mio italiano sarebbe un po’ complicato.

Long Live Rock’n’Roll:
Bèh… ma con quel cognome che porti… E’ quasi più italiano del mio… (ridiamo)… Mi parlate del nuovo album “Hellraiser”, perchè questo nome?

M. Storace:
Il nome viene fuori dalla title track che e stata incisa per prima perche siamo stati invitati a partecipare in un film commedia svizzero ed inserita nella colonna sonora e la colonna sonora e arrivata al numero uno delle chart dedicate alle original soundtrack, così come anche il film. Di conseguenza abbiamo pensato che fosse un buon veicolo pubblicitario. “Hellraiser” non vuol dir altro che divertirsi, tutto è positivo.

Long Live Rock’n’Roll:
Caspita, da cattivone quale sono avevo pensato a un ritorno dall’inferno?

M. Storace:
No, no… non siamo mai stati all’inferno… Eravamo in Svizzera… (ridiamo)… magari dopo un periodo di impoverimento musicale… ma la nave e salva e ora stiamo nuovamente navigando i sette mari.

Long Live Rock’n’Roll:
Mi dite la cosa più significativa di quest’album?

M. Storace:
Prima di tutto è il team di musicisti, la scelta dei brani, uno spettro musicale più ampio, un po’ più distante dai boogie normali… ci sono brani che non ti aspetteresti mai dai Krokus, tipo “Angel of my Dreams”, “Hangman”, “Midnight Fantasy”. Siamo entrati in nuovi territori, anche grandi e lunghi our…
Paul Castell:
Anche la composizione. Ognuno di noi è stato libero, il modo di scrivere è stato molto aperto, non solo due compositori e gli altri a ripetere. Questo ha fatto sì che si creasse un miglior feeling fra di noi.

Long Live Rock’n’Roll:
Ho letto in qualche rivista che il vostro album è stato indicato come pieno di energia e potenza, siete d’accordo?

M. Storace:
Sì, completamente.
Paul Castell:
Sicuramente. Più fresco e selvaggio
M. Storace:
Aver lavorato con un produttore, Dennis Ward, che è anche un musicista ci ha anche aiutato molto. Lui suona il basso, canta, compone… insomma è stato grande.

Long Live Rock’n’Roll:
Mi sembra di capire che siete molto entusiasti di questo lavoro.

M. Storace:
Molto. Tutto ruota intorno ad una perfetta armonia

Long Live Rock’n’Roll:
E dopo sei mesi dall’uscita di quest’album, che ne pensate? Avreste potuto fare qualcosa meglio?

Paul Castell:
Secondo me faremmo la stessa cosa di nuovo. E poi i brani anche dal vivo abbiamo trovato il giusto bilanciamento fra brani nuovi e quelli di un catalogo cos vasto. Poi anche suonare in questo tour come special guest per soli 45 minuti le cose potrebbero essere più complicate.

Long Live Rock’n’Roll:
45 minuti? Solo?

M. Storace:
Abbiamo bisogno di passare attraverso questo stadio. Siamo umili abbastanza per accettare questo fatto. La cosa più importante è che gli Hammerfall sono delle ottime persone così come i Poodles e noi ci stiamo divertendo. Può essere frustrante suonare per soli 45 minuti, ma la band ha avuto così tanti problemi nei vari anni che penso dobbiamo pagare qualcosa per i nostri errori…

Long Live Rock’n’Roll:
Posso chiederti di quali problemi parli?

M. Storace:
Brutte canzoni, cattivo management, filosofia sbagliata…
Paul Castell:
Problemi di ego…
M. Storace:
Fin quando tutto si è rimesso in ordine, come accade a un giocatore di calcio che si fa male… e poi ritorna a giocare nei Krokus… (ridiamo)…

Long Live Rock’n’Roll:
Come reagisce il pubblico ascoltando i vostri nuovi brani dal vivo?

Paul Castell:
In modo favoloso. Molti ci dicono che è come se i Krokus fossero un gruppo diverso. I brani sono così ‘freschi’ e pieni di dinamicità, si sente l’energia ed il pubblico dal vivo apprezza molto questo dianmismo e determinazione.

Long Live Rock’n’Roll:
Gli anni ’90 hanno trasformato il modo di fare musica, specialmente nell’ambito dell’hard rock e dell’heavy metal. Come avete vissuto quel periodo?

M. Storace:
E’ stato un periodo per prendere una pausa. Io immagino tutto come se fosse una grande ruota. Ci sono voluti una decina di anni prima che l’hard rock riuscisse a ritornare al top e adesso è di nuovo al vertice. E’ quello che succede alla fine di una rivoluzione. Abbiamo avuto molta incertezza per quel che riguarda il nostro futuro, ma il rock’n’roll è una filosofia di vita. pensa adesso alle varie e grandi reunion. E allora quando vedi tutti questi alti e bassi tutto è normale. Alla fine di tutto, finiti gli anni novanta e terminato il periodo di crisi abbiamo pensato che fosse ora che i èKrokusè si rimettessero in pista di nuovo. Siamo ritornati al momento giusto con “Rock the Block”, immediatamente numero uno in Svizzera, mai accaduto prima. Adesso “Hellraiser”, pubblicato in un periodo dell’anno difficile, settembre e non gennaio… tutto sembra funzionare. Mettiamo molta energia durante i concerti, scrivere delle buone canzoni, tutto sembra funzionare perfettamente.

Long Live Rock’n’Roll:
Quindi un momento di riflessione importante?

M. Storace:
Sì, per me gli anni ’90 sono stati importanti perchè ho cominciato a pensare di più alla mia famiglia, ai miei figli. Gli anni ’90, infondo, sono arrivati al momento giusto altrimenti avrei perso la possibilità di fare quello che ho fatto. E poi altri progetti di cui mi sono occupato rimanendo in Svizzera.

Long Live Rock’n’Roll:
Hai dei rimpianti? (rivolto a Marc)

M. Storace:
No, sono molto contento di avere persone affianco come Paul, Dominique, Mandy, Stefan che credono nello spirito dei Krokus e sono sempre entusiasti anche di suonare i vecchi brani e quando siamo sul palco sento tutto questo. Non c’è solo la tecnica ma è importante anche lo spirito.
Paul Castell:
Sicuramente adesso è un momento importante, speciale. C’è più vitalità, più musica e poi ci divertiamo di più…

Long Live Rock’n’Roll:
Forse perchè avete accumulato una maggiore esperienza?

Paul Castell:
Sì, questo è vero.
M. Storace:
Il livello è migliorato molto. Ci sono stati dei periodi in cui il nostro bassista era in grado di suonare solo una nota… (ridiamo)

Long Live Rock’n’Roll:
Fantastico, così quando Paul deciderà di andare via verrò io a suonare il basso… una nota sola ce la posso fare… (ridiamo)… e questa sera?

M. Storace:
Sono contento perche sono venuto a suonare in Italia se non sbaglio nel 1982. Sono molto eccitato all’idea di stasera… Milano è la citt… del rock.

Long Live Rock’n’Roll:
Non siete un po’ preoccupati che l’audience di questa sera non vi conosca?

M. Storace:
Sono sicuro che c’è molta gente che non conosce i Krokus questa sera, ma è quello che sta succedendo ogni sera ed è probabile che dopo il concerto ci sarà qualche fan dei Krokus in più. E magari vorranno sentire qualche bis che purtroppo non potremo fare a causa della mancanza di tempo.
Paul Castell:
Per me questa sera è un momento speciale perchè sono italiano, gioco in casa. Un fatto importante di questa sera e delle altre date è che c’è una nuova generazione che per noi è molto importante e catturare i nuovi fan. Forse il nome lo avranno già sentito, ma è importante far vedere chi siamo noi. O magari qualcuno conosce qualche nostro brano e si rende conto di chi siamo. Diciamo che tutto il tour è stato così per noi.

Long Live Rock’n’Roll:
Ragazzi, non vi rubo più tempo… concludete lasciando un saluto ai lettori di ww.longliverocknroll.it…

M. Storace:
Non dimenticate di visitare il nostro sito web www.krokusonline.com, forum, newsletter, fanclub e altro. E ci vediamo sotto il palco…

E con questa usuale domanda da parte nostra e usuale risposta da parte di Marc e Paul, lasciamo spazio ad i nostri colleghi scalpitanti fuori del camerino… gran concerto!!!

 

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