Labyrinth – Olaf Thorsen ed Andrea Cantarelli: ‘…tutto quello che facciamo lo facciamo solo se e quando ci diverte…’

ph: Francesco Castaldo (from the web)

 

E’ da poco uscito il primo album dal vivo dei nostri Labyrinth intitolato ‘Return To Live’. Ci sembrava doveroso dedicare un’ulteriore finestra a questa incredibile band Italiana e quindi ecco la nostra chiacchierata con Andrea Cantarelli e Olaf Thorsen

 

Return To Live’ è il primo album dal vivo dopo più di vent’anni di carriera. Come mai questa lunga attesa?

Andrea: Onestamente non credo che ci fossero i presupposti per pubblicare un Live Album, in passato. Avevamo fatto qualcosa del genere ai tempi di Freeman, dove proponemmo a corredo del CD anche il live ripreso a Tokyo. ‘Return To Heaven Denied’ ha un’importanza particolare nella nostra discografia e un Live Album non poteva aver senso se non ripartendo proprio da lì.

Mi sembra che questo live sia riuscito a catturare la vostra voglia di suonare e farlo per bene, il vostro modo di divertirvi e il vostro modo di essere. Siete d’accordo?

Andrea: Assolutamente sì. I presupposti che ci portano a scegliere di accettare una proposta per un concerto o quelli che ci portano a scrivere nuovo materiale non possono prescindere dalla voglia di divertirci.

Olaf: Come appena detto Andrea per noi suonare e soprattutto sinonimo di divertimento. Tutto quello che facciamo lo facciamo solo se e quando ci diverte altrimenti passiamo oltre ed aspettiamo senza alcun problema.

Da quello che ho visto nel video si nota che ci stiamo divertendo e che ridiamo guardandoci uno con l’altro, quindi direi che si, questo live, almeno per quanto mi riguarda, ci rispecchia fedelmente.

Ma che si prova qualche attimo prima di salire sul palco e affrontare il pubblico? Siete ormai rodati? Non ci fate più caso?

Andrea: Si provano emozioni fortissime. Paura, gioia, tensione, stress. E almeno per me non sono cambiate minimamente rispetto a quanto provavo agli inizi.

Olaf: Quella adrenalina che ci scorre nelle vene pochi attimi prima di salire sul palco e mentre si cammina verso quella che poi diventa la nostra postazione rappresenta il momento a cui non rinuncerei mai E sinceramente spero di non abituarmici mai.

Se non erro avevate già riproposto per intero il vostro album capolavoro, ‘Return To Heaven Denied’ facendo un paio di date in Messico. Potete raccontarci le differenze tra il pubblico messicano e quello italiano e le sensazioni provate ad aver suonato in un festival importante come il Frontiers Metal Festival?

Olaf: Le differenze ci sono, come credo sia normale trovarne da Paese a Paese, ma non si trattano di differenze che meritino di essere elencate come se fosse una classifica. Se da un lato è molto appagante suonare dall’altra parte del mondo di fronte a persone che gridano con te e cantano le tue canzoni, lo è altrettanto suonare in casa propria di fronte al proprio pubblico.

Quando riascoltate ‘Return To Live’ immagino vi vengono in mente degli episodi di quel concerto. Come vivete l’ascolto e quando guardate il DVD e quali sono le vostre sensazioni ascoltando un album dal vivo rispetto a uno in studioo.. o non c’è differenza?

Andrea: Non ci crederai ma non ho avuto ancora modo di ascoltarlo / vederlo.

Olaf: Riguardare questo concerto mi ha fatto rivenire in mente, ovviamente, tutte quelle sensazioni provate in quella serata.

Ero un po’ scettico riguardo l’idea di realizzare un live, perché gli standard e i parametri richiesti oggigiorno ad una uscita live mi sembravano alquanto distanti dalla nostra filosofia e dal nostro modo di concepire un concerto, ma devo stringere la mano ad Alessandro Del Vecchio che ha saputo mantenere un sound ed un’atmosfera tipicamente Live, che deve necessariamente avere un sapore diverso rispetto a quello che è un album fatto in studio.

La formazione con i nuovi innesti mi sembra molto ben rodata, come testimonia questo live album. Come è avvenuta la scelta di musicisti del calibro di John Macaluso, Oleg Smirnoff e Nick Mazzucconi?

Olaf: Ne abbiamo già parlato molto all’epoca dell’uscita del nostro ultimo album studio… ognuno dei nuovi arrivati e qua per una serie di eventi che volendo riassumere molto brevemente si concentrano nel fatto di essere musicisti eccezionali, ma anche e soprattutto persone con cui si ha piacere di condividere momenti come quelli di un concerto o di una registrazione in studio.

Nelle nostre pause pre e post concerto abbiamo sempre un clima molto amichevole e per noi è molto importante.

Come ho scritto nella recensione ricordo ancora con emozione la vostra esibizione al Gods Of Metal del 1998. Qualche giorno dopo andai subito da Mariposa Dischi (in Duomo a Milano) a comprare il cd, che nel corso degli anni ho letteralmente consumato. Che ricordi avete di quell’esperienza?

Andrea: Non avevamo la benchè minima idea di cosa stesse succedendo. Eravamo totalmente incoscienti. Rimane una delle più belle esperienze della mia carriera.

 Olaf: Lo dico tutte le volte e lo ripeterò ogni singola volta che mi verrà chiesto: non ho ancora capito cosa abbiamo fatto, come lo abbiamo fatto e perché lo abbiamo fatto… ed è per questo che ogni volta mi stupisco dell’affetto che le persone si dedicano.

Sono passati vent’anni dalla pubblicazione di ‘Return To Heaven Denied’. Rifareste qualcosa (arrangiamenti o altro) di quest’album, o siete soddisfatti di come è venuto?

Andrea: I dischi (tutti i dischi) sono pieni di imperfezioni. E la magia risiede anche in quello. Non ritoccherei una virgola di quell’album, altrimenti rischierei di intaccare la magia di cui parlavo prima.

Olaf: È già un miracolo che sia venuto come è venuto e che tutt’oggi resista alla Prova del tempo! Non solo non toccherei niente ma butterei fuori dal gruppo chiunque osasse anche solo provare a proporre di ritoccarlo o riarrangiarlo!

Siete una delle band italiane più famose ed apprezzate. Quando avete iniziato pensavate o immaginavate di arrivare a questi livelli e quali erano le vostre aspettative?

Olaf: Ti ho risposto poco prima e lo ribadisco: non solo non ci pensavamo né lo immaginavamo, ma a tutt’oggi non capisco, in fondo, cosa possiamo aver fatto di così particolarmente eccezionale.

Eravamo solo ragazzi che facevano quello che gli piaceva, cioè passare interi pomeriggi e serate in sala prove a scrivere musica e poi risuonarla.

 Come è cambiato il power ed in generale il metal secondo voi negli ultimi vent’anni?

Olaf: Non ne ho la minima idea, perché non ho mai considerato i Labyrinth come una band facente parte del cosiddetto movimento Power ed oggi mi sento ancora più lontano da quel movimento, che per me è ottimamente rappresentato da tante altre stupende Band, che però almeno alle mie orecchie suonano molto diverse da quanto non abbiamo mai fatto noi.

Architecture Of God’ rappresenta per voi un nuovo inizio o è la prosecuzione di un discorso interrotto temporaneamente nel 2010 dopo la pubblicazione di ‘Return To Heaven Denied Pt.2’?

Andrea: Per me è semplicemente un nuovo capitolo della nostra storia. La nostra band non è mai stata costante negli anni. Cambi fi Line-Up, cambi di stile musicale, dischi usciti a cadenze non esattamente puntuali. Non c’è un prima, non c’è un dopo già pianificato.

 Olaf: Come dice Andrea anche per me si tratta semplicemente di un altro capitolo della nostra storia, che appartiene al presente e che presto apparterrà al passato, magari lasciando spazio a qualcosa di nuovo. Ogni album, come giusto che sia, rappresenta il quadro di un determinato periodo è di un determinato momento.

Dovendo scegliere quale vostro album inviereste nello spazio perché troppo importante e fondamentale per la vostra vita e quale invece magari, diciamo così, inviereste per ultimo?

Olaf: Questa è una domanda fin troppo telefonata, eheh! Per quanto mi riguarda, nello spazio ci manderei proprio l’ultimo ‘Architecture of a God’, che per me è un album molto importante. Per ultimo ci manderei proprio ‘Return to Heaven Denied’… Se non altro perché sono vent’anni che lo ascoltiamo tutti e quindi credo che possa anche aspettare senza problemi.

La musica rock in generale, metal in particolare, sta cambiando. Non sapresi se in meglio o in peggio. Come si sentono i Labyrinth, in quanto storia di un periodo ben preciso della nostra musica, di fronte a nuove tendenze, incursioni e fusioni di stili…

Andrea: La musica, per come la intendo io è praticamente morta. Anche la musica finendo nel calderone di tutto ciò che è usa-e-getta.

Olaf: Per musica intendiamo forse quel brano o quel disco che gira con un paio di video per qualche settimana tra Facebook e YouTube Per poi venire dimenticato, si parla già di altro? Passo grazie

Adesso c’è la possibilità di farsi apprezzare in tutte la parti del mondo rimanendo a casa, postando un video o un brano e in un secondo dopo mezzo mondo può essere raggiunto dalla musica. Quali pro e quali contro di questa globalizzazione nella musica?

Andrea: La risposta richiederebbe troppo tempo per essere esaustiva. Dal mio punto di vista l’illusione di poter arrivare facilmente a chiunque e dovunque, ha in realtà generato disattenzione legata ad ascolti veloci e superficiali.  Troppa proposta e troppa facilità di arrivare alla gente, equivale a nessuna proposta e nessuna affezione reale da parte del pubblico.

Olaf: I vantaggi che tu elenchi, hanno avuto come rovescio della medaglia il fatto di avere reso la musica totalmente usa e getta, anzi: spesso si ascolta distrattamente una band o un album, mentre cerchiamo già il prossimo brano da scaricare o da ascoltare su YouTube.

Sarò vecchio, ma rimpiango i giorni in cui si andava nel negozio di dischi a sfogliare intere file di album, in cerca del prossimo gioiello.

Ed ora? Dopo questo album live e sodalizio con la Frontiers che succederà? Progetti? Idee?

Olaf: Se fossi in grado di prevedere il futuro, per prima cosa domattina entrerà in un tabacchino e giocherei i sei numeri della prossima estrazione del SuperEnalotto J

Idee e progetti ne abbiamo, Poi tra il dire e il fare a volte c’è di mezzo…

Ragazzi, grazie per la vostra disponibilità. In bocca al lupo ancora una volta e concludete voi con un saluto i vostri fan e i lettori di longliverocknroll.it…

Olaf: Grazie a voi per la bella intervista e a tutti quelli che hanno avuto voglia di ascoltare il nostro album o di leggere questa intervista. Un saluto!

Ciao a tutti!!!

 

 

 

 

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