Loudness – 2-0-1-2

 

Tokuma Japan – Agosto 2012

Se non ho contato male, questo “2-0-1-2” è il venticinquesimo (!) album in studio per i Loudness. Io, personalmente, li ho conosciuti, musicalmente, con il loro fragoroso successo “Thunder in the East” che, all’epoca fece un boom di vendite. Era il 1985 e quel chitarrista dagli occhi a mandorla faceva, con i suoi virtuosismi, qualcosa di veramente unico. In fretta e furia mi sono preoccupato di recuperare le loro precedenti uscite (ristampate dall’allora attivissima, ed ottimamente distribuita sul suolo italico, Music For Nations) ed ho continuato ad attendere i loro lavori con una certa trepidazione sino a “On the Prowl” del ’91. A quel punto mi imposi uno stop. La loro musica era sorpassata ed i loro vinili si assomigliavano noiosamente l’un l’altro e non provavo nessuna emozione nel sentirli, anzi…

Detto ciò, anche senza il mio contributo, sono riusciti, miracolosamente, a passare indenni lo scoglio rappresentato dagli infausti anni ’90 in cui il metal classico era un tabù, forte di sole due roccaforti, la Germania e, guardacaso, il Giappone. Hanno infatti continuato, se non erro, a produrre su Major sino al 2001 grazie all’apporto, in termini di vendite, che i fan di casa gli tributavano senza sosta o incertezza alcuna.

Ebbene, trovandomi davanti a questo nuovo capitolo sonoro mi sono emozionato e, inserito il cd nel lettore, ho dovuto combattere un piccolo, ma fastidioso, stato d’ansia, sino a quando non sono fuoriuscite dalle casse le prime note di “The Stronger”. Il grande Akira Takasaki inizia in solitudine il pezzo e la pelle mi si accappona. La song è un robusto e possente power/speed. Non mi attendevo cotanta cattiveria e la cosa, in positivo, ovviamente, mi ha reso felice, e non poco. Il cantato, ad opera di Minoru Niihara è graffiante, sporco e grezzo ma dannatamente convincente. Arriva l’inevitabile assolo del leader, e fondatore del gruppo, sempre capace di affascinare e stupire. Dentro il mio cervello si annida l’idea che questo sarà, visto e considerato l’inizio, un grande album (non sapevo di essere in errore…). La successiva “End of the Age” prosegue nello schiacciarmi contro il muro, un po più cadenzata della precedente, ma efficace e con il buon Minoru capace, data la sua pluriennale esperienza, di prendere le redini del brano e renderlo un accattivante esempio di metallone schiacciasassi. Il laser prosegue il suo lavoro ed ecco il turno di “Break new Ground”, una classica canzone inconfutabilmente Loudness al 100%, buon refrain, ottime, al solito, le parti vocali ma qualcosa scricchiola e, l’arrivo della fine del brano non ti lascia quel qualcosa che ti imponga immediatamente un riascolto.

“Driving Force” dà il via alla discesa qualitativa, noiosa all’inverosimile, con solo pochi secondi memorabili causati dal bassista che si concede uno stacchetto in solitaria armonia. La seguente “Behind the Scene”, nonostante il solito abile armeggiare sulle sei corde in principio di song, è l’esempio stesso dell’inutilità. Passo oltre, ed anche “Bang’em Dead” mi tedia pesantemente nonostante io reputi interessante il “duello” doppiacassa/basso ivi contenuto. “The voice of Metal” e “Who the Hell Cares” sono banali ed inutili, non mi sento di commentarle per rispetto al gruppo. “Spirit from the East” è un intermezzo strumentale dalle sonorità orientali che anticipa “Memento Mori”, song quasi alla AC/DC, basata su un hard rock leggerino condito da partiture tipicamente blues, inudibile. L’outro, anch’essa strumentale, “Out of the Space” si attiene strettamente al titolo ed è composta da una manciata di secondi di musica elettronica e suoni campionati atti a trascinarci la mente verso un’atmosfera surreale…

Capisco che, l’aver scritto e registrato, nell’arco della loro infinita carriera (quest’anno sono 31 anni filati di attività senza alcuno stop o scioglimento) più di 300 brani possa “vagamente” svuotarti di idee, ma perchè non aspettare altri due, tre anni, e non uscire con un prodotto valido nella sua interezza? Non mi sento di sconsigliarne l’acquisto ma solo di ritagliargli i pezzi inutili… rimangono solo due brani? Ok, quelli sono da comprare.

Only for fans.

BRANO TOP: The Stronger
BRANO FLOP: Memento Mori

www.loudness.jp

Tracklist:
1. The Stronger
2. 2012 ~ End of the Age
3. Break New Ground
4. Driving Force
5. Behind the Scene
6. Bang ‘em Dead
7. The Voice of Metal (Song for RJD)
8. Who the Hell Cares
9. Spirit from the East
10. Memento Mor
11. Out of the Space

Band:
Minoru Niihara – voce
Akira Takasaki – chitarra
Masayoshi Yamashita – basso
Masayuki Suzuki – batteria

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