Loudness – Thunder in the East

 

Nippon Columbia – Gennaio 1985

Che spettacolo questo album, che bei ricordi, quali magnifiche emozioni riesce ancora a suscitare e che belle sensazioni mi ritornarnano in mente ogni qualvolta lo ascolto…

Sono trascorsi 30 anni dall’uscita di ‘Thunder in the East‘ degli immensi Loudness, giapponesi di Osaka. Un album pietra miliare nella storia dell’heavy metal mondiale, forse primo esempio di globalizzazione metallica, o metallara che dir si voglia, di tutti i tempi, primo album di una band metal proveniente dal paese del sol levante a essere conosciuta negli States prima e ‘worldwide’ poi. L’album che proietta i, così definiti, pionieri del metal nipponico verso l’occidente musicale più strutturato e più preparato da anni di rock’n’roll di quello dei figli di ‘Hinomaru’…

Ma chi erano i Loudness (ラウドネス, tanto per fare della pura cialtroneria) dell’epoca? più o meno quelli di oggi (nel tempo si sono visti diversi protagonisti alternarsi in formazione ad eccezione di Akira Takasaki alla chitarra, sempre lui), ovvero Minoru Niihara il vocalist, dotato di una bella voce aggressiva, tagliente e affilata come la katana di un samurai, che nei primi album cantati in inglese sfoderava una lingua melodica infarcita di inflessioni nipponiche nasali apprezzabili e decisamente simpatiche; il chitarrista Akira Takasaki un mostro della sei corde, un talento, un tuono, un rombo, un artista che all’epoca di ‘Thunder in the East‘ non sfigurava davanti al (già) mostro sacro Edward ‘sono il più bravo di tutti e ti sbeffeggio’ Van Halen (ancora il mio mito) e ai nascenti (all’epoca ripeto) Steve Vai o Yngwie Malmsteen; Masayoshi Yamashita al basso, un esempio di precisione ed esattezza ritmica e sonora, un vero metronomo musicale e una spalla perfetta per le incursioni tecniche durante i solo di Takasaki e per le pressioni ‘segna tempo’ del batterista Munetaka Higuchi, scomparso nel novembre del 2008, drummer aggresivo, selvaggio e appariscente dal vivo e nei video, con una decisa potenza e sapiente velocità…

Una band unica davvero, quattro personaggi inaspettati, quattro samurai armati di doti tecniche molto elevete e della giusta voglia di potersi e volersi imporre nel panorama musicale mondiale. In questo ci sono riusciti in pieno, tanto che ancora oggi sono in piena forma nonostante l’incedere del maledetto tempo…

Thunder in the East‘ è il quinto album dei Loudness pubblicato in origine nel gennaio 1985 per la Nippon Columbia, in America viene distribuito da Atco Records dal novembre 1985, sottoetichetta della major Warner Music Group e approdando in Europa via Music for Nations / Roadrunner. Registrato a Los Angeles presso i Sound City Studios e con, finalmente, un produttore americano, Max Norman che fino a quel momento aveva prodotto band del calibro di Y&T, Savatage, Grim Reaper e il gruppo dell’uomo pipistrello Ozzy Osbourne, per citare dei nomi…

Lo stile di ‘Thunder in the East‘ è decisamente heavy metal con punte melodiche che si avvicinano molto allo stile preferito dal mercato americano più che britannico, più duro, nervoso e metal! Il brano di apertura dell’album, ‘Crazy Nights‘, diventa immediatamente una hit di successo negli States, ritornello orecchiabile, e riff a cavallo fra il classico hard rock e il metal in voga in quegli anni. Una combinazione vicente che fa sì che tutti si innamorino immediatamente di questo manipolo di guerrieri dagli occhi a mandorla. L’altro pezzo che ‘buca il mercato’ americano è il brano conclusivo, quello che chiude la facciata ‘B’ di questo fantastico vinile, sto parlando di ‘Never Change Your Mind‘, con i soffici e ariosi arpeggi iniziali da brivido e una successiva sequenza e pienezza armonica dimenticata.

Ascoltando quest’album con ‘le orecchie di oggi’ di chi per la prima volta si approccia ai Loudness di ‘Thunder in the East’, pensando alle sonorità attuali, ai miscugli stilistici improbabili di oggigiorno, alle potenze contemporanee, si potrebbe rimanere delusi dal risultato del quartetto giapponese, ma noi, giovanotti degli anni ottanta, assetati di nuovo e sempre alla ricerca di sapori forti e speziati, abbiamo goduto con questo suono proveniente dall’estremo ‘est’ del mondo, sorpresi da tale fragranza e stupiti dai bellissimi arrangiamenti armonici, dalla splendida potenza, dalla melodia affermata e dallo stile senza tempo che porta con sè quella ventata di modernità che solo la musica metal degli anni ottanta ha avuto il pregio di avere.

I super riff di ‘Like Hell‘ e ‘Get Away‘ rispecchiano in pieno lo stereotipo dell’heavy stile anni 80. Durezza, struttura completa composta da riffone di chitarra iniziale, attacco in pompa magna di tutti gli strumenti, veloce e cattiva parte cantanta e super solo di chitarra da capogiro. Dosi massicce di energia, ecco cosa volevamo noi rocker metallari degli ottanta, ed eccoci serviti su un piatto dei brani spettacolari come ‘No Way Out‘ e ‘Clockwork Toy‘ alla pari di ‘We Could Be Together‘ con un coretto che ricordava tanto i Van Halen di David Lee Roth e Eddie Van Halen… e poi un’esplosiva ‘The Lines Are Down‘, dura e selvaggia con quel profumo di gioventù e sfrontatezza di una generazione in crescendo. Bello il brano che apre le seconda facciata dell’album ‘Run for Your Life‘ così ricco di passaggi, di note e di quel 6/8 che lo rende magnifico e ‘asimmetrico’ in tutta la sua profumata bellezza e stranezza… Loudness

Ma… il brano che per me ha rappresentato un momento particolare e continua a rappresentare un qualcosa di unico e decisamente irripetibile, e così sarà fino a che ci sarà la ragione e la fantasia, è uno solo: ‘Heavy Chains‘. La song fra le song, uno di quei pochi brani (fra i migliaia che conosco) che verrà sempre con me e mi farà compagnia dall’inizio alla fine, facendomi venire i brividi e facendomi sognare, lasciandomi commuovere e proiettandomi verso un infinito immortale… L’unico dell’album scritto dal bassista Masayoshi Yamashita, che spezza il dominio compositivo di Niihara / Takasaki, di una dolce e amara bellezza, tra potente ballad e ‘headbanging song’, con la strofa iniziale che si scioglie nell’arpeggio di chitarra e funge da preambolo per un una cadenzata potenza differenziata ritmicamente durante l’assolo… che brano… e che solo e che finale troncato!!!

Thunder in the East‘ apre le porte a un nuovo mondo e a una nuova schiera di amanti delle sonorità heavy, tra ottima tecnica e cuore metal pulsante, una nuova cultura e un nuovo modo di leggere il metal, quello nipponico… Splendido album del miglior periodo dei Loudness in cui la vena creativa del duo Niihara / Takasaki è davvero all’apice. Innovazioni stilistiche, songwriting raffinato e dose di melodica aggressività tipica dello stile metal del periodo ma in versione Loudness… se non  conoscete l’album è facile trovarlo nei negozi oppure on line. Nel 2005 è uscita una versione celebrativa in CD con due tracce bonus: ‘Gotta Fight‘ e ‘Odin‘…

A mio parere, lo ricordo spesso nei miei articoli, nell’arte anche l’oggettività è soggettiva…

Ciao Dario, Ciao Iena… è fatta!!!

www.loudness.jp

Tracklist:
1. Crazy Nights
2. Like Hell
3. Heavy Chains
4. Get Away
5. We Could Be Together
6. Run for Your Life
7. Clockwork Toy
8. No Way Out
9. The Lines Are Down
10. Never Change Your Mind

Band:
Minoru Niihara – voce
Akira Takasaki – chitarra
Masayoshi Yamashita – basso
Munetaka Higuchi – batteria

Loudness - Band 1985

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