Lucky Bastardz – Mark & Titian, Intervista 2015

 

 

L’attesissimo nuovo album dei Lucky Bastardz dal titolo  ‘Alwayz on the Run‘ è stato pubblicato nel mese di gennaio 2015. Dopo quattro anni di silenzio discografico ritorna la band di Alessandria con tante novità e tanta esperienze accumulate grazie a una montagna di concerti che li hanno condotti a suonare in luoghi  molto lontani dalla nostra penisola e inoltra a condividere il palco con tantissime band italiane e internazionali. Mi trovo a chiacchierare via mail con il Mark e Titian (all’anagrafe Marco Lazzarini e Tiziano Spigno) rispettivamente batterista e cantante dei Lucky Bastardz

Long Live Rock’n’Roll.it:
Estate tempo di concerti in tutta Italia… come vanno le cose dal vivo in Italia? e quali date vi troverete ad affrontare

Mark:
In Italia più o meno la situazione è sempre la stessa, che l’interesse per la musica dal vivo stia pian piano calando non è certo una novità. Ci sono state serate dove ci siamo esibiti veramente davanti a moltissimi fan, altre meno, la cosa positiva da considerare è che il riscontro ottenuto è sempre stato molto buono, per questo siamo contenti. D’estate si respira aria di Festival, abbiamo appena concluso l’esaltante Langhe Rock, il prossimo 25 luglio saremo co-headliner all’Hard Castle Fest in provincia di Alessandria, ad agosto parteciperemo all’Isola Rock e al Povorock, rispettivamente il 21 ed il 22 agosto.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Avete accumulato una notevole esperienza dal vivo con la montagna di concerti che avete affrontato in Italia e all’estero… quali sono i momenti più belli e quelli meno belli che portate con voi…

Titian:
Per quanto mi riguarda, ovviamente in relazione alla mia esperienza live con i Lucky, il concerto che mi ha dato più emozioni, sia in positivo che in negativo è stata la nostra apertura agli Anthrax, al New Age. Essendo la mia prima data “grossa” l’avevo caricata di aspettative e sono arrivato al limite di rovinarmela per eccesso di ansia… fortunatamente, appena messo piede sul palco, l’adrenalina del pubblico già carico da subito e la voglia di divertirsi hanno preso il sopravvento e ho spento il cervello e iniziato a divertirmi sul serio. Alla fine, la chiave è sempre quella: divertirsi e condividere la propria gioia nel suonare con il pubblico, non esiste veramente energia più grande di quella.
Mark:
La data in apertura agli Anthrax rimane una delle più emozionanti, concordo, personalmente poi ricordo anche con grande emozione l’esordio assoluto nel 2013 sempre al Langhe Rock Festival, la prima con la nuova formazione dopo quasi un anno lontano dai palchi.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Com’è suonare nei paesi Baltici e perchè la scelta di suonare proprio lì…

Titian:
Il minitour nei paesi Baltici ci è stato proposto allora dal nostro management, la Truck Me Hard e abbiamo deciso di andare, anche se in quel momento ero appena entrato nella band e avevamo appena iniziato a lavorare insieme al nuovo disco, quindi fondamentalmente non avevamo nulla di nuovo da presentare ancora, ma abbiamo deciso di prendere al volo l’occasione per farci una vacanza insieme e contemporaneamente rodare l’insieme live sui vecchi brani.
La scelta si è rivelata decisamente felice: sono stati tre giorni divertentissimi e da quell’esperienza è nato poi il testo di “Tiger Hostel”, che è un ostello effettivamente esistente e che si trova nella Old Riga. Abbiamo trovato un pubblico aperto e attento, che ci ha supportato in ogni concerto, pur essendo la prima volta che sentivano parlare di noi, insomma esperienza completamente positiva!

Long Live Rock’n’Roll.it:
…e dove vi piacerebbe andare a suonare?

Mark:
All’estero la musica viene accolta in maniera diversa, c’è più interesse, quindi sarebbe ottimo un giro in Europa nei prossimi mesi. E covo il sogno di portare i nostri brani in Giappone, ci sono già stato in tour con i Secret Sphere, dire che è stata un’esperienza esaltante è riduttivo. Non vedo l’ora di tornarci!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Avete suonato con tante band italiane e straniere, con chi vi siete trovati a vostri agio… non vi chiedo chi chi non vi siete trovati a vostro agio (però se volete dirmelo… hahahah) e, ovviamente, perché…

Mark:
C’è sempre stata una cerchia di band di amici con le quali suoniamo e condividiamo esperienze da molti anni, parliamo di Hell In The Club, Bad Bones, Elvenking, Secret Sphere, Temperance, assieme alle nuove scoperte Overtures e Starsick System. Esperienze negative, ti stupirò, ma fino a questo momento non ne abbiamo riscontrate.
Titian:
E’ vero. Forse sono stato fortunato, ma fino ad ora non abbiamo avuto esperienze particolarmente spiacevoli dividendo il palco con altre band. Gli Anthrax sono stati molto freddi e distaccati, ma è anche vero che noi per primi, più che altro per timore reverenziale, non siamo stati molto propositivi nella ricerca di un contatto e comunque, alla fine del loro concerto, Belladonna si è prestato volentieri a fare due chiacchiere con noi nel momento in cui se ne è presentata l’occasione.
Mi piace anche ricordare i Movida, con cui abbiamo condiviso il palco quest’inverno al Rock’n’Roll Arena, grandi musicisti e persone splendide e vere.

Long Live Rock’n’Roll.it:
…e con chi vorreste suonare di quelli con cui non avete ancora suonato dal vivo? E, sempre, perchè….

Titian:
Non ho dei miti assoluti per quanti riguarda la musica, avendo dei gusti molto eterogenei, quindi ti direi “con chiunque mi dia la possibilità di arricchirmi come musicista e persona”!
Dovendo fare dei nomi, della scena attuale, mi piacerebbe molto condividere il palco con Black Stone Cherry, Alter Bridge e Shinedown.
Mark:
Suonare con uno di questi tre grandi nomi citati sarebbe sicuramente un’esperienza da ricordare a lungo, e ne aggiungerei tanti altri personalmente, ma credo che sia giusto quanto già detto da Titian, alla fine l’importante è condividere esperienze con più band e cercare di apprendere il più possibile dalle stesse.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Siete ‘scomparsi’ a livello discografico per quattro anni… scelta voluta, forzata, riflessione, tempo, soldi…

Mark:
Dopo due anni dall’uscita del nostro secondo ‘Bite Me, Dude’ ci siamo trovati a dover affrontare uno split che non era certo in programma. Cambiare un membro della band è sostenibile, succede spesso di questi tempi, chiaro che quando ci si trova a dover sostituire un cantante carismatico come Geppo bisogna valutare con calma e attenzione i dettagli del nuovo percorso che si vuole intraprendere. L’ingresso di Titian è stato in realtà molto rapido ed immediato, molto più di quanto si pensi: noi volevamo fortemente lui e lui ha voluto noi, c’è stata da subito grande sintonia. E’ stato molto più lungo il processo di re-arrangiamento e scrittura dei nuovi brani. Circa il 70% del materiale era già pronto al momento del suo ingresso, ma la maggior parte dello stesso era stato studiato per essere cantato da Geppo, il cui stile è completamente diverso rispetto a quello del buon Titian: quindi molti brani sono stati rivisitati e variati, altri accantonati, altri scritti proprio da zero. Questo processo, assieme a quello di registrazione, ha portato via parecchi mesi. Ma sono convinto sia stato giusto così, abbiamo preferito non farci prendere dalla fretta, scegliendo di prenderci tutto il tempo necessario per fare le cose al meglio delle nostre possibilità.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Però il rientro è stato col botto. a gennaio ‘Always on the Run’… ascoltandolo ora dopo averlo metabolizzato (di certo suonerete dei brani del nuovo lavoro dal vivo) come vi sembra a sangue freddo e mente lucida?

Titian:
Io sono un ipercritico (in via di guarigione, ahahaha), quindi cambierei sempre qualcosa dei miei lavori alla fine, ma sono ovviamente orgoglioso di questo lavoro, in cui ho riversato veramente ogni goccia del mio impegno e del mio amore per la musica. La lavorazione per me è stata molto sofferta, dato che ha coinciso con un momento della mia vita molto difficile, quindi non mi sono goduto particolarmente la realizzazione, ma credo che parte di quella sofferenza abbia comunque contribuito a rendere le mie interpretazioni ancora più incisive, in qualche maniera.
Sicuramente è ancora un album “di passaggio”, visto che gran parte dei brani erano già stati scritti per la voce di Geppo e mi sono dovuto trovare ad adattarli al mio stile, per questo non vedo l’ora di iniziare a lavorare al prossimo disco con i Lucky, con il quale avrò l’occasione di partecipare al processo creativo fin dall’inizio anche per le parti strumentali e non solo per quanto riguarda le linee vocali.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Miei cari Lucky Bastardz… complimenti per il risultato ottenuto con ‘Always on the Run’… un bel lavoro davvero.. Nella rece l’ho definito uguale al precedente per grinta ed energia, ma chiaramente differente soprattutto grazie a una maggiore maturità e forse a uno stile più concreto… Cos’è cambiato in questi 4 anni?

Mark:
Come hai detto, quattro anni di esperienza non sono pochi per chi vive la Musica al 100% come noi, ritengo sia naturale che in un lasso di tempo del genere ci sia una una maturazione ed una crescita. Abbiamo scelto di ripartire dal filone intrapreso nel precedente album, cercando di migliorarlo e di renderlo più ‘personale’ possibile. Personalmente quando scrivo canzoni seguo il mio gusto ed il mio stile musicale, ma nel frattempo cerco di ‘visualizzare’ già come potrà suonare il brano con tutti gli strumenti. Ricollegandomi al discorso precedente, scrivere una canzone per Geppo e scrivere una canzone per Titian sono processi che hanno due approcci nettamente differenti. Il brano ‘New Era’, per esempio, è stato l’ultimo tassello della tracklist di AOTR, non avrei mai potuto scrivere un brano del genere per il precedente album, non perchè non fosse nelle nostre corde di musicisti, ma perchè il precedente stile vocale non vi si sarebbe mai adattato con naturalezza. In definitiva, noi siamo maturati e cresciuti come musicisti, nel contempo la versatilità di Titian ha fatto sì che potessimo esprimere al meglio le tante idee che aspettavano solo il momento giusto per essere valorizzate.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Mi sono molto piaciuti i suoni dell’album (oltre, ovviamente, ad alcuni brani come ‘Wolf’s Lair’, ‘The sign on the wall’, ‘ Just got paid’, ‘Tiger Hostel’) molto caldi…

Titian:
Mi fa piacere che tu li definisca così, dato che con “Alwayz On The Run”, abbiamo proprio cercato di ottenere dei suoni “americani”, caldi e valvolari, e di lasciare dinamica e respiro al mix finale, senza schiacciarlo troppo come invece è molto in voga ora nel metal, specialmente europeo. Per questo abbiamo scelto di mixare in analogico su un banco SSL ai Green River Studios di Tancredi Barbuscia. Uno dei miei sogni sarebbe quello di sentirlo suonare su vinile, che credo sarebbe la sua dimensione ideale!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Com’è stato lavorare con Federico Pennazzato, Tommy Talamanca, Michele Luppi… tre nomi ricorrenti nel panorama musicale italiano?

Mark:
Federico lo conosco da anni, abbiamo una buona intesa, con lui mi trovo completamente a mio agio. Come musicista mi conosce quasi meglio di me, sa esattamente come tirar fuori il mio drumming, è più che un piacere lavorare con lui. Tommy l’ho conosciuto in occasione delle ultime registrazioni, persona umile e disponibilissima, è stata un esperienza ampiamente positiva.
Titian:
Lavorare con Michele è stato illuminante e mi ha arricchito tantissimo, anche se all’inizio il suo metodo di registrazione mi ha spiazzato e messo decisamente in difficoltà. Michele però è anche un grande vocal coach e motivatore e mi ha saputo far spingere al limite la mia voce senza farmi cadere nelle frustrazioni dei vari momenti difficili che si sono presentati, e per questo gliene sono enormemente grato. Ho scoperto tantissimi aspetti che ancora non conoscevo di me e della mia voce, registrando questo disco, diciamo che è stata quasi una terapia!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Com’è la vostra sensazione di band pensando alla band Lucky Bastardz…

Mark:
Siamo una band con un unico obiettivo, quello di crescere sempre di album in album e di non lasciarci abbattere dagli ostacoli che sicuramente continueremo ad incontrare durante il nostro percorso. Da qui la motivazione di andare avanti nonostante lo split con Geppo, da qui il concetto del titolo “Alwayz On The Run”: nonostante tutto e tutti, noi siamo sempre qui, sempre in pista, sempre in gara, sempre pronti a metterci in discussione per raggiungere il nostro obiettivo.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Quali brani tratti  dal nuovo ‘Always on the Run’ proponete dal vivo? e come il pubblico risponde… anche se oramai non sono così nuovi…

Titian:
Dal vivo proponiamo un buon 60-70% dei brani del disco: oltre all’opener “Fuckinsnow” e ai due singoli “Back On My Feet” e “Tiger Hostel”, non mancano mai “Wolf’s Lair” e “Liar” che sono credo i due brani “live” per eccellenza del disco, e spesso proponiamo “New Era” e “Circles On The Sshore”, che sono poi i due brani che più amo dell’album e che più si avvicinano alla mio modo di intendere il rock. Il pubblico risponde sempre molto bene e inizio a vedere qualcuno cantarsi i brani durante gli ultimi concerti, segno che il disco in qualche maniera si sta facendo ascoltare!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Domanda delle domande… quali sono i punti di forza una band italiana che fa rock’n’roll e quali i punti deboli?

Titian:
Non mi piace ragionare in termini di “italiano o non”, credo che alla fine molti dei problemi che ci troviamo ad affrontare siano gli stessi che incontrano le band di tutto il mondo.
Forse possiamo soffrire di qualche pregiudizio da parte degli ascoltatori e critici di oltreoceano, ma credo anche che molti di questi pregiudizi ce li attiriamo da soli, con la nostra tipica attitudine al lamento facile e alla sindrome di Calimero… spesso agli italiani piace piangersi addosso senza fare nulla per cambiare effettivamente la loro situazione.
Se vali qualcosa, hai talento e lavori bene, senza mai perdere di vista il divertimento e la passione, i risultati arrivano, a prescindere dalla nazionalità. Tanto per farti un esempio recente, Michele Luppi è italianissimo, eppure attualmente è stato scelto come tastierista dei Whitesnake, quindi di cosa stiamo parlando?

Long Live Rock’n’Roll.it:
Ma in Italia ci sarà mai il giusto spazio per il rock’n’roll e per le band che si divertono e lavorano con e grazie al rock’n’roll?

Mark:
Mi piacerebbe tanto dire di sì, la realtà forse la pensa diversamente. Non è tanto questione di Rock e Metal, temo proprio che la valorizzazione dell’arte in questo paese sia sempre più un miraggio. E se la musica può (e deve) essere considerata una forma d’arte, penso ci sia bisogno di ricreare quell’interesse che anno dopo anno si sta affievolendo. E’ compito in primis di noi musicisti: dobbiamo cercare di dare qualcosa di più ad una scena musicale che ha visto il massimo del suo splendore ormai più di vent’anni fa, e possiamo farlo solo sbattendoci tanto sul nostro strumento, andando sempre alla ricerca della perfezione esecutiva, cercando di scrivere canzoni migliori. Dobbiamo partire innanzi tutto da qui, non possiamo continuare a lamentarci o a inviarci a vicenda. Supportiamo le band di amici, andiamo ai loro concerti, compriamo i loro dischi, gioiamo assieme a loro dei successi ottenuti… sono convinto che prima o poi qualcosa cambierà nuovamente, e potremo ancora toglierci delle soddisfazioni.

Long Live Rock’n’Roll.it:
Troppo poco spazio per i concerti o eccessivo spazio per i concerti in Italia?

Titian:
Gli spazi ci sono, spesso però sono sfruttati e gestiti male e non viene fatta l’adeguata promozione agli eventi e questo è un peccato. Ultimamente però stanno nascendo diverse nuove realtà che stanno cercando di organizzare al meglio il circuito rock in Italia per dargli finalmente la giusta visibilità, quindi credo che nei prossimi anni se ne vedranno delle belle!

Long Live Rock’n’Roll.it:
Bene.. siamo giunti alla conclusione… vorreste salutare i lettori di longliverocknroll.it chiudendo voi questa chiacchierata epistolare?

Titian e Mark:
Certo! Grazie per l’occasione e ovviamente vi aspettiamo tutti ai nostri prossimi concerti e ricordiamo ai lettori più pigri e squattrinati che, volendo, possono anche ascoltarci gratuitamente su Spotify, quindi non avete veramente scuse per non dare un’occasione ad “Alwayz On The Run”!

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