Mastodon – Emperor of Sand

 

Reprise Records – Marzo 2017

Uscito il 31 Marzo, EMPEROR OF SAND è il settimo studio album, su etichetta Reprise, degli americani MASTODON. Ancora un concept album per una band che non smette mai di stupire e che ha il pregio di aver creato un vero trade mark. Un’impronta identificabile sin dalle prime note (e al giorno d’oggi,dove tutto è ormai stato scritto e riscritto, è un fatto assai raro).

Questa volta non si tratta però di balene bianche o esperienze psichedeliche, ma di qualcosa di ben più profondo come l’uomo,la malattia più bastarda dei giorni nostri e il calvario,visti e vissuti in prima persona attraverso occhi amici. E’ il dramma ritratto in musica. Un tiranno e la sua condanna.

SULTAN’S CURSE mette da subito in chiaro come stanno le cose. Potenza, dinamica, contorte melodie. Una trama drammatica, uno sguardo al cielo. SHOW YOURSELF, mostrati, fatti vedere.
La mente è ormai andata. Il delirio. Ritmo incalzante, una corsa contro il tempo. 

“Soon this will all be a distant memory Or could this dream be real at all?” 

PRECIOUS STONES, veloce e amaro come la vita, è un brano di storia vissuta,molto da vicino. Il male che arriva, il tempo che stringe, le occasioni da non perdere. Ansia. L’orologio batte le ore; conto alla rovescia. STEAMBREATHER sono nervi che iniziano a cedere. Rock cupo, malsano, a tratti psichiatrico.

“I wonder where I stand
I’m afraid of myself”.

ROOTS REMAINS è l’eredità di una vita giunta quasi al termine. E’ la bellezza che svanisce, l’anima che si distacca, la memoria che tira le somme. Amarezza. La vita fugge, la rincorsa, il fallimento. WORD TO THE WISE, complessa, affascinante, è firma d’autore. Le lancette scorrono, risuona ANCIENT KINGDOM, articolata e maniacale. Il sultano ha ordinato, vuole la tua testa. E’ cinica CLANDESTINITY, nel suo racconto di vita vissuta. La strada, il percorso, gli ostacoli. Un viaggio lungo, che pare lungo, quanto un battito di ciglia. Si respira aria di opportunità in ANDROMEDA. L’opportunità di una seconda chance. SCORPION BREATH è fiele nei suoni e nelle liriche. E’ un canto straziante. La razionalità che non esiste più. L’ultima porta si è aperta, l’ultimo ostacolo scavalcato. JAGUAR GOD, già dalla sua ballata iniziale, è la consapevolezza del momento.
L’abbandono al destino. 8 minuti di passione,lacrime e sangue.

“It’s right in front of me
The throne of maladies
It’s right in front of me
Your malignancy”

Vuoto.

Lavoro semplicemente perfetto sotto ogni punto di vista. Ancora un centro per una band che pare un cecchino. Come sempre una garanzia.

www.mastodonrocks.com

Tracklist:
1. Sultan’s Curse
2. Show Yourself
3. Precious Stones
4. Steambreather
5. Roots Remain
6. Word to the Wise
7. Ancient Kingdom
8. Clandestiny
9. Andromeda (featuring Kevin Sharp)
10. Scorpion Breath (featuring Scott Kelly)
11. Jaguar God

Band:
Brann Dailor – batteria e voce
Brent Hinds – chitarra solista e cori
Bill Kelliher – chitarra ritmica e cori
Troy Sanders – basso e voce

 

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*