Meshuggah + High On Fire – Le foto ed il report del concerto di Bologna

Foto di Anna Bechis

Le foto ed il report del concerto del 2 Dicembre 2016 dei Meshuggah sul palco dell’Estragon, in apertura gli High On Fire.

Foto a cura di Anna Bechis

Report a cura di Nicolò Cavallaro

 

Venerdì 02/12 a Bologna c’era un solo grande nome: MESHUGGAH.

Arriviamo ben in orario, prima dell’apertura cancelli. L’evento è stato pubblicizzato nella maniera migliore e temevamo coda all’entrata, ma con nostra grande sorpresa la calca è ancora poca.

Entriamo e decidiamo di prenderci qualche minuto per sistemarci (per i fotografi, quantomeno) ed è impossibile non notare che il set-up Live degli High on Fire è qualcosa di davvero spaventoso.

Ore 19:45, escono dal nulla e partono in quarta senza annunci ne fronzoli.

Il trio guidato da Matt Pike (ovviamente mezzo nudo) sa cosa vuol dire lavorare d’impatto e ad alti volumi. Accordi ciccioni, voci alla Lemmy (RIP) e tanta cafoneria.

Sarò onesto dicendo che non sono mai stato un loro grande fan, ma la potenza e arroganza che il trio ha dal vivo è innegabile e il pubblico presente (circa mezzo Estragon) sembra averla approvata in pieno.

Veloce pausa sigaretta e poi posto centrale per quello che sapevamo tutti (come ogni volta) sarebbe stato memorabile.

Intro. Buio. Poi Meshuggah.

Clockwork e Born in Dissonance sono sicuramente scelte intelligenti per aprire il tour di Violent Sleep of Reason ed il pubblico sembra molto reccettivo da subito.

Inutile dilungarsi in fronzoli: il quintetto suona senza pause per un ora e 15 minuti.

Loro stessi sembrano ombre monumentali, mentre i laser scorrono lungo le siluette e le strobo non mancano un colpo di cassa.

I suoni? Perfetti. Esecuzione? Chirurgica.

Piccola pausa per ringraziare gli High on Fire, il pubblico e poi un rapido “Bleed” e il pezzo incalza senza pietà nel visibilio del pubblico.

A questo punto non sapevano più cosa sperare e il duetto Demurge/Future Breed Machine conclude definitivamente non solo la serata, ma anche lo status di questa band.

Grazie, Meshuggah, per non far mai crollare nessuna certezza ne aspettativa.

Setlist: Clockworks – Born in Dissonance – Sane – Perpetual Black Second – Stengah – The Hurt that Finds You First – Lethargica – Do Not Look Down – Nostrum – Violent Sleep of Reason – Dancers to a Discordant System – Bleed

Encore: Demiurge – Future Breed Machine

 

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