Metallica – Dutch Forum, Assago (MI) – 22 Giugno 2009

In questi ultimi anni devo avere una specie di genio che esaudisce i miei desideri musicali più tormentati… ebbene sì; è successo che lo scorso anno ho visto gli Avantasia, ho avuto la possibilità di intervistare Andre Matos, la reunion dei Faith No More e, non ultima, la grande chance di vedere i Metaliica dal vivo, cosa che, alla pari degli AC/DC ritenevo ormai molto improbabile…

Comunque, sentimentalismi a parte, sono circa le 18:45 quando riesco a accedere al Forum, già abbastanza colmo di gente impegnata nell’acquisto di magliette o a farsi una birra in compagnia. L’atmosfera che si respira è quella del mega evento, di qualcosa di attesissimo da tempi immemori… la curiosità è accresciuta anche dalla presenza del palco posto al centro del palazzetto e non al lato, simbolo che i Metallica vogliono evocare in tutto e per tutto (vedi anche riutilizzo del vecchio logo) i tempi d’oro.

Ma procediamo con ordine:

Alle 19 in punto salgono sul palco, preceduti da un intro, i Mastodon… ammetto di essere molto ignorante della loro produzione discografica ma in questa sede e con un pubblico discreto davanti al lato destro dello stage, sanno catturare l’attenzione. Il loro show è maggiormente incentrato sul materiale del nuovo platter “Crack The Skye” e lo stile personalissimo passa dal death al thrash con tinte progressive e una certa acidità nella scelta dei suoni. La loro resa live è assolutamente impeccabile e con un tiro pauroso (ottima performance di Brann dietro alle pelli, una macchina da guerra inarrestabile) ma il tutto viene reso impastato e poco curato da parte dell’addetto al mixer, assolutamente da bocciare… il pubblico comunque reagisce bene al doloroso impatto sonoro e i Mastodon dopo poco più di mezz’ora salutano Milano tra gli applausi, dando appuntamento al Gods Of Metal che li vedrà ancora protagonisti.

Circa venti minuti per smontare l’attrezzatura dei Mastodon e per settare i suoni degli strumenti e le luci si spengono e con il boato del pubblico entramo i Lamb Of God, band statunitense attiva ormai da circa vent’anni e con ben sei studio album alle spalle… pur non attirando la mia simpatia, i nostri si rendono capaci di uno show di poco meno di cinquanta minuti nei quali mettono a ferro e fuoco il pubblico del Forum, godendo anche di un certo assenso dai fans delle prime file. La band pesca principalmente dalla loro ultima fatica “Wrath”, concedendosi di inserire anche qualche hit del loro sudato groove thrash metal… la performance è buona anche se non riescono a tenere l’enorme palco sotto il loro controllo, apparendo a tratti un po’ spaesati dall’immensa distesa di gente che ha popolato il palazzetto. La gente inizia a saltare e a pogare sulle accelerazioni e sui riffoni metal, sostenuti e invocati dal mai statico vocalist che con il suo pseudo growl è apparso come il migliore della serata… benchè precisi, a mio parere han mancato un po’ di tiro durante la performance, forse dovuto anche alle difficili trame delle song proposte, comunque tutto sommato mi sento di promuoverli.

L’atmosfera cambia radicalmente quando, una volta smontata la strumentazione dei Lamb Of God, i roadie iniziano a sistemare lo stage per il main event… sopra le loro teste, quattro set luci disposti su delle bare gigantesche iniziano a giocare, mentre sullo stage viene mostrata la mitica batteria di Lars Ulrich… passeranno trentadue interminabili minuti prima che il servizio di sicurezza inizi a sistemare le transenne per permettere al quartetto di Frisco di entrare sullo stage; fotografi e fan si accalcano per vederli passare muniti di fotocamera o cellulari… finchè non si spengono le luci e sulle note di “The Ectasy Of Gold” (completamente subissata dalle urla dei presenti) i nostri si avviano verso lo stage, protetti da body guard e security… ci siamo! La band apre con “This Was Just Your Life” e “The End Of The Line”, tratte direttamente dall’ultimo platter “Death Magnetic” e due cose appaiono subito chiare: che i pezzi nuovi, tanto criticati, dal vivo sono dei sassi violenti e che la band ha una compattezza degna dei mitici tour anni 80! Senza troppi preamboli (in effetti per la prima metà dello show Hetfield non parlerà moltissimo) arrivano “Disponsable Heroes”, “The Memory Remains” e “One”, tutte più o meno inaspettate ma che aizzano il pubblico. Ai tre lati del palco (il quarto è un po’ meno popolato, quello a ridosso dei mixer) il pogo è continuo, mentre Ulrich legna sui tamburi come se avesse vent’anni (ci fornirà moltissimo della sua maestria nelle entrate in controtempo e in quelle mitiche terzine di doppia cassa che l’hanno reso celebre), Trujillo sostiene lo scheletro delle song con il suo basso effettato, Hammett è dinamicamente preciso e sottile negli assolo e Hetfield governa le ritmiche vantando ancora una voce davvero invidiabile. La scaletta passa da nuove song come “Broken, Beaten And Scarred” e “The Day That Never Comes” a momenti più retrodatati come “Sad But True”, “Turn The Page” e “Fight Fire With Fire”, passando attraverso hit come “Master Of Puppets”, “Nothing Else Matters” (con il pubblico che ha cantato tutta la prima strofa sovrastando la chitarra di Hetfield) e la conclusiva “Enter Sandman” che ha messo la parola fine alla prima parte dello show… il tutto condito a dovere da una potenza di suono degna del nome della band (limpidissimi i suoni, al punto che si poteva distinguere ogni singolo elemento), giochi di luci, laser, ombre e effetti che ambientavano le song e grandi fiamme che sparivano e ricomparivano in mezzo alle file delle casse on stage… i nostri rientrano e concedono come bis la cover dei Misfitz, “Die, Die My Darling”, la superchicca “Trapped Under” Ice direttamente dal celebratissimo Ride The Lightning e come conclusione la selvaggia “Seek And Destroy”, unita al lancio di palloni gonfiati con il logo direttamente sul pubblico… dopo aver emanato l’ultima nota, i nostri si sono fermati per più di cinque minuti a ringraziare il pubblico, a giocare lanciando plettri, palloni e bacchette all’audience che sembra non averne ancora a sufficienza nonostante i nostri abbiano suonato per quasi due ore e un quarto…

E’ stata una grande festa… Mastodon e  Lamb Of God ineccepibili, come ci si aspettava, ma soprattutto i Metallica sono riusciti a comunicare molto ai fan che hanno risposto con un sold out di afflusso; uscendo qualcuno malignava sui pezzi della scaletta dove magari avrebbero potuto sacrificare qualche pezzo nuovo o qualche chicca in favore di qualche hit in più, ma sento di poter dire che la band di Hetfield e Ulrich ha studiato lo show apposta per far capire che i Metallica credono molto in tutto quello che hanno fatto in quasi trent’anni di carriera, specie nella loro ultima uscita. E a dimostrazione di questo, hanno preferito rischiare… vincendo.

Setlist:
1. That Was Just Your Life
2. The End Of The Line
3. Disposable Heroes
4. The Memory Remains
5. One
6. Broken, Beat And Scarred
7. My Apocalypse
8. Sad But True
9. Turn the Page
10. All Nightmare Long
11. The Day That Never Comes
12. Master Of Puppets
13. Fight Fire With Fire
14. Nothing Else Matters
15. Enter Sandman
16. Die, Die My Darling
17. Trapped Under Ice
18. Seek and Destroy

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