Mike LePond e l’arte di far musica

 

Mike LePond è un grande bassista e musicista, conosciuto in tutto il mondo rock per essere il bassista dei Symphony X. Qualche settimana fa è stato pubblicato, dalla Frontiers Music, il suo secondo album solista ‘Pawn and Prophecy‘. E allora perché non fare una chiacchierata con questo talentuoso artista italoamericano?

 

Ciao Mike Benvenuto su longliverocknroll.it e grazie per il tempo che ci stai dedicando.

Innanzi tutto congratulazioni per l’album, il tuo secondo album solista. ‘Pawn and Prophecy‘. Sono rimasto immediatamente stupito positivamente quando ho ascoltato i primi brani. Pieni di intensità con una carica incredibile. Potresti descrivere l’dea principale di questo album?

Ogni brano ha la sua caratteristica e il suo concetto, ma l’idea principale ruota attorno alla title track, un brano di venti minuti che si basa sul Macbeth di Shakespeare. Ho sempre pensato a quest’opera come la più oscura e che sarebbe stata perfetta per un album metal. A dire il vero avrei sempre voluta scriverla con i Symphony X ma non avendo mai avuto l’occasione ho decisa di farla per me.

Hai scritto tutti i brani tu senza il supporto di altri musicisti?

Esatto. Ho scritto la musica, i testi e le melodie della voce. Quindi se fa schifo e tutta colpa mia (hahahaha…)

Quattro anni fa il primo album solista. Quali sono le differenze tra i due album e quali i punti in comune?

Credo che i due album siano simili fra loro. Classico, duro heavy metal. Ci sono due differenze però. In Pawn and Prophecyho provato a scrivere un a folk song. Anche nella title track ho inserito delle cantanti in alcune parti. Mi fa molto piacer che le due idee funzionino. Credo che in ogni progetto sia necessario doversi mettere in gioco.

Un album solista… che vuol dire ‘lavorare da solo’ rispetto ad ‘esser parte di una band’? è meglio essere da solo e cercare di fare la giusta scelta o essere da solo è più difficile?

Faccio parte dei Symphony x dal 1999, quindi ho anni di esperienza e so cosa vuol dire far parte di un gruppo. Per i Silent Assassins volevo imparare cosa significa essere da solo. Dopo aver provato le due esperienze posso dire che è più difficile essere da solo. Ho dovuto prendere ogni decisione che a volte può creare panico, ma alla fine tutto risulta appagante.

Molti musicisti ed amici hanno partecipato a questo progetto, un tributo al tuo talento ed alla tua professionalità, rispetto reciproco… The Assassins…

Sono riconoscente del fatto di avere tutti questi talentuosi e fantastici amici. Tutti loro hanno fatto un gran lavoro nell’album. Il rispetto è reciproco e dura da anni. I miei amici hanno voluto il mio successo e mi hanno supportato al 100%. Sono i migliori musicisti assassini che io potessi volere.

Ci sono un paio di brani che mi piacciono molto: ‘Masters Of The Hall‘, ‘Black Legend‘ e ‘Hordes Of Fire’, ovviamente me ne piacciono anche altri. Quali sono i tuoi preferiti? Lo so che non è facile da rispondere…

Anche a me piace molto Masters Of The Hall. Il chorus mi è venuto in mente mentre ero in aereo. E’ come se il thrash metal si fondesse con il classic rock. Credo che Black Legenddefinisca alla perfezione il mio stile di scrittura, proprio da headbanging, stile riff alla Judas Priest. Qui mi sento a mio agio. Mi piace anche Avengers of EdenE’ il mio pezzo stile Motörhead/Exciter…

Bello il tuo assolo in ‘I’m the Bull’ quanto tempo hai impiegato per comporlo? E quando l’hai registrato, hai letto la partitura o tutto stampato in mente?

Avevo il riff in testa dal 1990 e ho deciso di portarlo a termine. Ho usato un basso a otto corde e uno a 4 che suono insieme. Ho memorizzato tutti i solo prima di registrarli. A volte faccio degli errori durante la registrazione e questi errori rendono meglio il brano rispetto a quello che avevo in mente, quindi li tengo lo stesso. E’ un bel brano divertente fatto proprio per andare fuori di testa e mostrare quello che sono capace di fare… nel brano mi piace molto  la voce di Alan (Alan Tecchio, ndr).

Continuando a parlare di ‘Pawn And Prophecy‘. Precedentemente ti dicevo di essere rimasto molto colpito dall’energia e intensità… che altro… cuore, anima…?

Cerco sempre di fondere energia ed intensità con melodie vocali molto espressive che l’ascoltatore può cantare quando vuole. Mi piace anche scrivere ballad e folk songs. Utilizzo molte sezioni di archi e cori per far innalzare i brani fino ad un certo punto. E poi è impossibile scrivere super heavy riff senza qualcosa che venga fuori dal cuore. Bisogna accompagnare l’ascoltatore lungo un viaggio musicale con ogni brano che viene composto.

Non so se è giusto che io dica che nell’album ci sono molti stili nel suo sviluppo, progressive, hard rock, un p’’ di doom… tutto scorre in modo così naturale,  molto bello.

Per me è molto importante il modo in cui un album scivoli via. Mi piace sapere che ogni brano abbia il proprio feeling e la propria emozione. Di solito prima colpisco l’ascoltatore che heavy riff, poi con qualcosa di più lento e poi velocizzo. Ho imparato questa tecnica grazie ai Symphony X. Bisogna sempre creare l’attenzione di chi ti ascolta.

E’ possibile considerare un secondo album solista come una sfida oppure solo il primo album è l’autentica sfida e il secondo qualcosa di più naturale?

Il secondo per me è stato più difficile a causa dei 20 minuti di brano. Come poter tenere alta la concentrazione dell’ascoltatore per tutto questo tempo. Per ottenere questo ho guardato il brano da direzioni differenti cercando di riproporre ogni tanto il tema principale. Un altro trucco imparato con i Symphony X. Finora le recensioni sul brano sono state positive.

Ma come sarà possibile promuovere quest’album?

Uno dei miei più grandi rimpianti è stato di non aver fatto un tour per promuovere il primo album. Questa volta sto lavorando con il manager dei Symphony X per trovare dei concerti o un tour. Sono molto orgoglioso di questo lavoro e voglio promuoverlo in qualsiasi modo. Sto cercando dei festival e dei metal tour giusti.

…e poi da considerare l’accorda con la nostra Frontiers Music. Come stanno andando le cose con l’etichetta italiana? E come hai incontrato i ragazzi della Frontiers?

Il mio manager mi ha fatto fare quest’accordo e davvero mi ha fatto molto piacere. Nella loro scuderia ci sono moltissime band che adoro quindi mi sento onorato di far parte di questa famiglia. Loro stanno lavorando moltissimo per me. Mi sembra che ogni rivista metal conosce il mio album. Avevo proprio bisogno di tutto questo.

E’ difficile combinare la tua carriera solista con quella nei Symphony X? E come vedi questo album solista rispetto quelli dei Symphony X a cui hai partecipato?

I Symphony X non sono in tour così spesso quindi è abbastanza facile gestire le due band. Gli album dei Symphony X sono dei veri e propri capolavori. I miei album sono dei tributi a tutte le band che mi hanno influenzato. Mi piace l’idea di riuscire a riportare il metal nel modo in cui lo ricordo da ragazzo…

Quando hai veramente compreso di voler diventare un musicista? E c’è un modo reale per capirlo?

Quando avevo 13 anni mio padre mi ha portato a un concerto dei Kiss a New York City. Gene Simmons respirava fuoco e sputava sangue e volava a destra e a sinistra. E’ stato un super eroe per me. Da quel momento in poi ho capito che volevo diventare una rockstar come lui.

Fra un paio di giorni sarà il tuo compleanno (il 17 febbraio, ndr) Auguri… ogni giorno è importante nella vita, ma il compleanno è un momento speciale. Non so se ti capita mai durante i compleanni di pensare alla tua vita di musicista, ma guardando indietro alla tua carriera, cosa vedi? Qualche rimpianto, parliamo solo di musica ovviamente…

Nel momento in cui guardo indietro alla mia carriera e tutto ciò che ottenuto ringrazio Dio perché sto vivendo il mio sogno. Suono in una delle band più accreditate di sempre, ho suonato in album con tantissimi musicisti diversi, sono andato in tour mille volte e quando ci penso è difficile credere che sia capitato proprio a me.

…e se guardi avanti, cosa vedi?

Nel 2018 ci saranno i Silent Assassins in tour e i Symphony X in studio e quest’anno sarò in tour con Ross the Boss…

Mike, grazie per questa chance che ci hai dato… per chiudere quest’intervista cosa vorresti dire ai tuoi fan italiani e ai lettori di longliverocknroll.it?

La mia famiglia è italiana, lo sai? Da parte di mia madre sono palermitani e da parte di mio padre napoletani. Grazie a tutti per il supporto alla mia carriera in tutti questi anni e ci vedremo presto in tour. E ogni volta che mi incontrate venite a salutarmi!!!

 Grazie ancora Mike. In bocca al lupo e buon compleanno…

Grazie…

 

 

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