Ministry + Grave Pleasures @ Villa Ada, Roma – 1 agosto 2018

Onestamente, non mi sarei mai aspettato una data dei Ministry a Roma: l’annuncio del concerto a Villa Ada ha dato un bello smacco al mio scetticismo, quindi un plauso agli organizzatori e al promoter (i quali sono riusciti a risolvere anche delle grane burocratiche dell’ultimo secondo, Roma non si fa mancare mai nulla).

Arrivo sul posto (una delle più belle location in città, secondo me… il laghetto tutto intorno all’area concerti rende l’atmosfera molto suggestiva), e in apertura trovo i finnici Grave Pleasures.

Ammetto di non averli mai ascoltati in precedenza, ma quel che vedo e sento mi ha decisamente convinto: la band non si risparmia e suona con molta energia, anche se purtroppo ho perso una ventina di minuti del loro set per l’inizio anticipato del concerto rispetto agli orari annunciati.
Il genere proposto e le loro influenze pescano a piene mani dalla new wave: The Cure, Television, Killing Joke, Echo And The Bunnymen, Misfits, Joy Division e compagnia cantante… i nomi di riferimento sono quelli. Non inventano nulla, ovviamente, ma svolgono il loro compito decisamente bene. Promossi.
Una curiosità, infine: il loro cantante è conosciuto per aver inciso, con la band norvegese Dødheimsgard, l’album “Supervillain Outcast”.

Mentre viene effettuato il cambio palco e preparato il materiale di scena, in cuor mio spero che la setlist di stasera non venga monopolizzata dal materiale del recente “AmeriKKKant”.
Non ho nulla contro la “svolta metal” della band (avvenuta comunque negli anni novanta, non certo ieri) rispetto agli esordi industrial, ma da diverso tempo sono convinto che Al Jourgensen – musicalmente – non sappia ormai dove andare a parare; non a caso, l’ultimo disco a nome Ministry che ho apprezzato è stato “Rio Grande Blood”, il quale ha ormai dodici anni.
Due scioglimenti temporanei con tanto di annessi e scontati proclami (“non possiamo né vogliamo continuare”, “non ci sarà un altro album in studio”… ) lasciano comprendere come in casa Ministry ci sia qualcosa che non va, andando ben oltre il semplice lato musicale.

Riflessioni personali a parte, non posso comunque negare di aver assistito ad un concerto di buon livello: la band di supporto a Jourgensen (sette elementi in totale) è professionalmente impeccabile, escluso dei volumi fin troppo eccessivi in alcuni frangenti, e delle clean vocals poco percettibili in altri.

Apro ora una parentesi, in quanto la ritengo necessaria.

Come temevo, il materiale post “Rio Grande Blood” (cinque estratti dall’ultimo album, e uno da “From Beer to Eternity”) non mi ha convinto neanche ascoltandolo dal vivo.
Entrando nello specifico, parliamo di un mix tra Slayer e Fear Factory, intervallato da cori che scandiscono slogan anti – fascisti, anarchici, anti – Trump (lo scorso decennio toccò a Bush jr. fare da bersaglio) e quant’altro, con annessi video satirici a riguardo.
Questo però ha scatenato la mia vena polemica: vorrei chiedere al signor Jourgensen dove sia la sua coerenza anti – capitalista, dato che al banco del merchandise una t-shirt della band viene venduta a trenta euro; inoltre, non credo che il contratto con la Nuclear Blast sia stato firmato a titolo gratuito… e qui chiudo con le riflessioni politico – personali, ognuno può farsi la propria idea al riguardo.

Tornando al live vero e proprio, non voglio far credere che tutto questo abbia reso poco gradevole il concerto: “Just One Fix”, “N.W.O.”, “Psalm 69” mi hanno ricordato quanto io abba apprezzato “Psalm 69″ anni fa, mentre sono stato felicissimo dei ripescaggi di”So What” e “Thieves” dal periodo industrial.
Una menzione particolare anche per le canzoni estratte da “Rio Grande Blood”, le quali rendono ottimamente anche nella dimensione live: “LiesLiesLies”, “Señor Peligro” e la title track.

Mentre il concerto termina tra la soddisfazione generale, e un numero di presenze inferiore a quanto credessi (intorno alle 150 persone), mi convinco sempre più di come i Ministry almeno una promessa avrebbero dovuto mantenerla… quella di non fare più album in studio.

Ma tant’è.

 

Setlist:

– Twilight Zone
– Victims of a Clown
– Punch in the Face
– Señor Peligro
– Rio Grande Blood
– LiesLiesLies
– We’re Tired of It
– Wargasm
– Antifa
– Just One Fix
– N.W.O.
– Thieves
– So What
– Psalm 69

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com