Moris Fosco, la voce dei Godwatt, e gli istanti finali della nostra esistenza

 

Dopo l’ascolto dell’album ‘Necropolis‘ decido di contattare i Godwatt per intavolare una lugubre chiacchierata con loro a proposito dell’album e delle loro sensazioni ed emozioni a proposito. Parlo con Moris Fosco chitarra e voce del trio di Frosinone che ci spiega un po’ di cose…

 

Di dove siete esattamente, Isola del Liri, Frosinone, Alatri…? Conosco qualcosa di quella zona: Anagni e anche Alatri… ci sono stato… c’era un bel ponentino quel giorno, belle mura massicce e imponenti nella parte alta della cittadina… zona medievale, sai… ci capito spesso…
E’ anche dal territorio, dall’ambiente che vi circonda che traete anche ispirazione?

Ciao Francesco! Allora io sono Moris Fosco chitarra e voce e sono di Frosinone come il nostro batterista Andrea Vozza mentre Mauro Passeri  il bassista è di Isola del Liri! Per quanto riguarda l’ispirazione non penso che il territorio che ci circonda possa in qualche modo ispirarci poichè i testi e musica quasi sempre provengono da pensieri (negativi!) personali maturati magari ascoltando un bel disco d’annata!!

Atmosfere cupe, ritmi acidi e acida la voce di Moris, momenti soffocanti che lasciano senza fiato. E’ una caratteristica dei Godwatt, non solo di questo ultimo lavoro. Però ‘Necropolis‘ è davvero diretto e schietto anche nei testi… Ho ascoltato molte volte ‘Necropolis‘ prima di scrivere la recensione e ogni volta ho provato sempre lo stesso  senso  di offuscamento  mentale, ma  con diverse sensazioni  e  stati d’animo… a voi  che effetto fa riascoltare questo album?

Sono contento che l’ascolto di ‘Necropolis’ in qualche modo ti abbia provocato delle emozioni negative e di offuscamento che siano perchè significa che il connubio musica e testi funziona bene… Personalmente riascoltare ‘Necropolis’ mi da una sensazione di potenza e di negatività allo stesso tempo. 

Necropolis‘ bel titolo, ma a cosa vi riferite in particolare?

In generale posso dire che abbiamo scelto questo nome perchè volevamo parlare della morte osservandola da tutte le prospettive possibili… volevamo immaginare come potessero essere gli istanti finali della nostra esistenza. Sia per chi è in procinto di morire e sia per chi gli sta vicino… quindi una visione della morte a 360 gradi.

Dal 2013 avete scelto di cantare in italiano, proprio quando la band ha deciso di abbreviare il nome in Godwatt da Godwatt Redemption. Perchè la scelta di abbreviare il nome e perchè la scelta di cantare in italiano?

Il nome lo abbiamo tagliato volutamente per rimarcare in modo più deciso il cambiamento che era in corso e la scelta dell’italiano è dovuta al fatto che volevamo essere veri fino in fondo e con l’inglese sentivamo che non potevamo riuscirci. Infatti con l’italiano riesco a esprimere al meglio le sensazioni che vogliamo trasmettere, insomma il connubio testi musica secondo noi funziona meglio con l’italiano per quanto riguarda i Godwatt naturalmente.

E questa scelta (a mio parere vincente) è stata apprezzata dai vostri fan della prima ora o a causa dei testi così espliciti, diretti e ‘comprensibili’ avete trovato delle chiusure?

Come prevedevamo qualcuno parte col pregiudizio anche senza aver ascoltato… ma chi ascolta con attenzione capisce che con l’italiano i Godwatt hanno una marcia in più in quanto come dicevo prima riusciamo ad esprimerci al meglio. Qualche vecchio fan ha storto un po’ il naso ma molti hanno apprezzato la nostra scelta.

Siete insieme dal 2006… sempre gli stessi… vi sopportate ancora? A parte la musica, cosa vi lega e cosa vi fa stare insieme? Ma com’è nata l’idea di suonare insieme?

Io e il bassista Mauro suonavamo insieme già in precedenza con altri progetti che pero’ non ci diedero le soddisfazioni sperate.. nel 2006 decidemmo di provarci con un nuovo progetto chiamato inizialmente Godwatt Redemption che vedeva l’ingresso nella band dell’allora diciottenne Andrea “Junkie” Vozza alla batteria… ci univa la passione per generi più o meno comuni e oggi siamo ancora qua dopo dodici lunghi anni… Di sicuro oltre la passione per la musica ormai c’e’ anche una forte amicizia che ci ha permesso di superare anche momenti difficili.. in tutti questi anni è normale che ci sono stati discussioni anche forti ma se stiamo ancora insieme significa che l’amicizia e la passione per i Godwatt e la musica ha prevalso su tutto.

Ho visto il video di ‘Tenebre‘, lo sfondo rosso, molto soffocante. Che rapporto avete con i video?

Mah… diciamo che per i Godwatt i video e le foto non sono il primo pensiero… per noi e’ importante per prima cosa la musica e la resa live il resto serve per farci conoscere ma non ci entusiasma più di tanto anche se cerchiamo di fare tutto  al meglio delle nostre possibilità perchè comunque anche i video devono rispecchiare la personalità della band.

Come considerate i Godwatt e cosa si potrebbe dire di questa band che ancora non è stato detto?

Posso solo dire che siamo una band vera e sincera senza fronzoli e forzature di qualsiasi tipo… L’unica cosa che ci fa andare avanti e’ la vera passione per la nostra musica…

Qualche rimpianto?

Per quanto mi riguarda avrei voluto iniziare con i Godwatt molti anni prima… Mi sento vecchio ma non mollo!

Ma rispetto ai vostri lavori precedenti, cosa c’è di diverso e cosa è rimasto inalterato in ‘Necropolis‘? 

Diciamo che come impegno e voglia di migliorarci non è cambiato nulla rispetto ai lavori precedenti mentre per quanto riguarda il risultato ottenuto sembra che ‘Necropolis’ ci darà più soddisfazioni dei lavori precedenti almeno valutando i primi riscontri…

L’Italia è sempre un po’ in ritardo con le tendenze musicali specialmente nel rock. Come funziona per voi? 

Mah… non penso sia un problema di ritardo, secondo me il rock in italia arranca, è un genere di nicchia seguito da pochi… La maggior parte dei giovani non lo ama e non lo segue! Sono rimasti i “vecchiacci” a seguirlo… se vai ad un concerto metal tra il pubblico avrai una età media di 35/40 anni!! Purtroppo è così anche per noi… raramente vedo ragazzini ai nostri live.

Grazie ragazzi per il tempo che ci avete dedicato. A proposito dei Godwatt e di ‘Necropolis‘ cosa vorreste dire per concludere ai lettori di longliverocknroll.it?

Ai lettori di Longliverocknroll voglio solo consigliare di ascoltare il nostro ‘Necropolis’ per iniziare a conoscere i Godwatt  nel migliore dei modi. Un saluto crepuscolare a tutti voi!

…quando capiti da queste parti fischia che se possiamo ci becchiamo!! Ciao!!

 

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