Motörhead – ‘Born to Lose, Live to Win’: La fine di un’era, il viaggio verso l’infinito

 

Quando ci si rende conto che un’era è finita, a volte può nascere uno stato di confusione e un senso di solitudine, un momento di forzato abbandono mentale dettato dallo stupore che deriva da un evento così particolare e significativo. Realizzare e svegliarsi dal torpore prodotto da amnesie quotidiane e accorgersi che l’incedere penoso del tempo e dalla vita vissuta sono inarrestabili, a volte è un momento pungente e infinitamente doloroso. Per fortuna rimangono intatti emozioni, ricordi e sapori, paesaggi indelebili di atmosfere fluttuanti che galleggiano nella memoria come la nebbia in una giornata d’inverno su di un mare dal colore opaco.  Oggi è un momento del genere, un senso di crudele impotenza pervade l’aria intrisa di tristezza e solitudine da una parte, mentre dall’altra la percezione di essere parte, o di aver fatto parte, dell’immenso attenua la sensazione di smarrimento.

Oggi si chiude un’era, si scrive a caratteri cubitali la parola FINE su un periodo unico e magico che ha caratterizzato la vita di tanti. La scomparsa di ‘Fast’ Eddie Clarke, ultima stella brillante degli anni d’oro dei Motörhead (‘The Golden Years‘ come recita il titolo l’EP dal vivo pubblicato nel 1980), sancisce il termine, la chiusura definitiva di una storia, di questa storia, di un racconto, di questo racconto affascinante e sensazionale che ha caratterizzato l’epoca del grande rock’n’roll, quello a cavallo fra fine anni settanta e primi anni ottanta.

Indimenticabili quei Motörhead che dal 1976 al 1982 ne combinano di ogni. Motörhead, quanto di più rumoroso, fragoroso, esplosivo e potente sia mai esistito sulla faccia della terra in quel periodo e probabilmente anche in questo. Unico di certo, inimitabile di sicuro, divertente senza ombra di dubbio.

Prima ‘Philty Animal’ Taylor, l’11 novembre 2015, poi, circa un mese dopo, il 28 dicembre 2015, Lemmy Kilmister sono venuti a mancare pronti ad affrontare l’infinito viaggio; oggi, 11 gennaio 2018, Eddie ha deciso di riunirsi ai suoi compagni di musica lasciando un vuoto immenso e gettando tutti i fan, amici, musicisti nello sconforto più totale. Poco più di due anni sono bastati a chiudere un cerchio potente, arrogante e sfacciato. Una linea circolare fatta di esagerazione e divertimento, di rock’n’roll e di eccessi infiniti. 

Ognuno di questi tre grandi personaggi della storia della musica rock ha contribuito a disegnare un progetto unico nel suo genere e anello di congiunzione tra ciò che era e ciò che è diventato, ponte fra la concezione di ciò che apparteneva all’idea artistica di ieri e il moderno che in quel momento storico scalpitava per diventare realtà, chiave di accesso alla cultura moderna e alle tendenze musicali di un mondo in evoluzione.

Si chiude la porta dietro la band peggiore al mondo, così erano definiti i Motörhead del tempo. ‘The worst band in the world‘ ha terminato la propria esistenza terrena, adesso sarà solo gloria, meritata di certo, saranno solo onori, sarà per sempre infinito…

E’ giunto il momento di lasciare spazio ai ricordi…

 

 

 

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