Motörhead – Kiss Of Death

SPV / Steamhammer – Agosto 2006

Davvero sorprendente, grandissimo album per un grandissimo gruppo. C’è poco da dire, difficile parlare e ancor di più scrivere di personaggi che hanno influenzato la musica rock come Lemmy & soci, dopo trent’anni di militanza ininterrotta sulla scena mondiale e dopo innumerevoli arene incendiate con la loro ben nota potenza live, i Motörhead riescono ancora a stupire con uscite di questo calibro: c’è chi pensa che ogni loro album sia migliore del precedente, ma personalmente non ne sono convinto: pur essendo un antico fan Motörheadiano fin dai tempi di Overkill, non sono rimasto troppo entusiasta di alcune cose specialmente negli ultimi anni, mentre invece “Kiss of Death” si differenzia abbastanza nettamente dalla linea seguita nei lavori più recenti dal trio, e torna senza troppe mezze misure all’inconfondibile sound degli esordi che impose i Motörhead all’attenzione del mondo metal dell’inizio degli anni ’80 come una vera rivelazione: da allora (lo so, è un luogo comune, ma quando ce vo’…) il Rock’n’Roll non sarebbe più stato lo stesso.

Fin dalle prime note appare evidente che il suono della chitarra di Phil Campbell è cambiato, è diventato più tagliente, più corposo e più simile a quello del suo fenomenale predecessore ‘Fast’ Eddie Clarke, ed anche l’utilizzo del wha-wha contribuisce a ricordarcelo; altro fattore che rende subito piacevole e diretto “Kiss of Death” è la venatura rock-blues che si annuncia sin da “One Night Stand” per poi tornare qua e là più o meno evidente, sfociando in un episodio più decisamente Rock’n’Roll come “Christine” (Lemmy, vecchio marpione! Hehehe!). L’album pare quasi voler ripercorrere l’intera carriera musicale del gruppo a grandi linee, senza però mai diventarne la fotocopia, mantenendo anzi una caratteristica di novità che pervade l’intero lavoro, che in molti brani evidenzia similitudini ad episodi passati della discografia del gruppo, ora sembra di ascoltare “Orgasmatron”, ora “Another Perfect Day” poi ancora “Bomber”; una menzione particolare secondo me merita “God Was Never On your Side”, una ballad che forse farà storcere il naso a qualche purista, ma che invece a mio parere è incredibilmente coinvolgente pur nella sua straordinarietà per i Motörhead, soprattutto se non siete troppo amici del Papa e preferite seguire la voce della ragione piuttosto che quella dei falsi profeti.

A mio parere “Kiss Of Death” ci regala i migliori Motörhead ascoltati da almeno quattro anni a questa parte, classe, stile, tiro, energia a vagonate esplodono da ogni travolgente traccia, Lemmy sfodera un cantato che da molto non si ascoltava, inutile dilungarsi poi sulla precisione del suo basso o della batteria di Mikkey Dee, impeccabile come sempre, oppure della chitarra di Phil Campbell che ho trovato anche più apprezzabile e godibile del solito; in conclusione: avete presente il pezzo ‘Shake your Blood’ che Lemmy interpretò per i Probot di Dave Grohl? Beh, iniziava così: “…Looking for relief in your miserable life, you need some rock’n’roll, and you better get it right…” ecco, secondo me in questo album c’è abbastanza Rock’n’Roll di qualità tale da dare sollievo alla mia assetata e miserevole vita per lungo, lungo tempo… compratevelo, se non l’avete già fatto, e fatemi compagnia!

www.imotorhead.com

Tracklist:
1. Sucker
2. One Night Stand
3. Devil I Know
4. Trigger
5. Under The Gun
6. God Was Never On Your Side
7. Living In The Past
8. Christine
9. Sword Of Glory
10. Be My Baby
11. Kingdom Of The Worm
12. Going Down

Band:
Lemmy – voce, basso
Mikkey Dee – batteria
Phil Campbell – chitarra

 

Motorhea d Band 2006

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