Motörhead – Tra Rock’n’Roll e business, il mondo è vostro!

EMI – UDR Music/Motörhead Music – Settembre 2012

Avvertenza:
Questo articolo doveva riguardare solo la recensione del nuovo DVD dei Motörhead dal titolo “The Wörld is Yours – Vol 2, Anyplace Crazy as Anywhere Else”, ma poi, a causa di un’improvvisa ventata di follia, è stato trasformato in un personale pensiero contro il music business che trasforma la passione in denaro, schiavizza e soddisfa le band e che ci ha rubato la purezza del rock’n’roll… ed eccolo qui… abbiate pazienza se leggete, probabilmente non troverete senso, se non avete voglia di andare aventi nessuno vi biasimerà. Niente contro i Motörhead sia chiaro, o forse no…

Tanto per intenderci, adoro i Motörhead, adoro la loro musica, la loro storia, il loro sound e la loro stronzaggine che da sempre li contraddistingue. Non so quante volte io li abbia visti dal vivo, quanti siano gli album in mio possesso (vinili e cd), singoli, DVD, video clip, rarità e picture disc, raccolte, cofanetti, bootleg ed i cellofan che hanno avvolto le edizioni particolari. Faccio parte di quella schiera di fan accaniti e non me ne vergogno affatto.

Li seguo da una vita e si può dire che io sia cresciuto con loro fin da quando in quel lontano ’79 il fuoco sacro sonoro si impossessò di me quando lasciai andare la manopolina del volume del mio amplificatore di colore nero per ascoltare tutto d’un fiato “Overkill”. Ho seguito e sorriso leggendo ed ascoltando le dichiarazioni dei membri attuali e di allora senza che su di me avessero troppo presa, ho vissuto le diatribe tra fan ‘motorheadofagi’ e accaniti persecutori, ho riso davanti a tutto questo e a volte mi sono anche arrabbiato perdendo la pazienza nel sentire le solite sciocchezze. Quando per la prima volta ho incontrato Lemmy, tanti anni fa, sono riuscito solo a dire “…thanks a lot…” che pirla!

Ebbene, che dire ora? Continuo a seguirli e a buttarmi nella mischia durante i loro concerti, solo per loro e pochi altri confesso, compro gli album e guardo i loro video piuttosto compiaciuto, insomma mi diverto ancora con loro.

Ma oggi sono e voglio essere cattivo, e non ce l’ho con i Motörhead! o ce l’o anche con loro?!!! Perchè? non so perchè, o forse sì. Proprio oggi mi è venuto in mente l’interno dell’album del 1983 “Antother Perfect Day”… Lo ricordate? Una specie di fumetto che li ritraeva alle prese con la solita ed immensa sfiga, senza una sterlina da investire per partire in tour, con Lemmy che giocava con una slot machine per reperire i fondi per andare in concerto, il buon vecchio Philty con le gambe storte e le mosche fra i capelli e l’assurdo se pur bravo Brian Robertson che indossava schifosi pantaloncini di raso (ricordo il colore fucsia degli shorts da lui portati con fierezza al concerto di Roma, novembre 1982 ndr, OMG, per usare una espressione da social network). Ebbene, mi sono tornati in mente quei Motörhead, distrutti dalla critica e da molti fan del rock’n’roll perchè troppo strani, col cantante che non sapeva cantare, nè tantomeno suonare il basso, col batterista che andava fuori tempo e il chitarrista (“Fast” Eddie Clarke, intendo) che lasciava i riff al suo compagno con le quattro corde e che usava male il wah wah…

Quelli sono i Motörhead che ricordo con piacere perché erano miei; quella è la mia visione romantica dei Motörhead e forse sarò invecchiato, ma come mi piacevano quei Motörhead, perché in tutto quel pressappochismo erano capaci di inventare, creare e coinvolgere. Adesso mi piacciono gli album (la maggior parte) e li compro comunque, vado ai concerti comunque, mi arrabbio con chi ne parla male comunque, ma mi sembra che tutto si sia trasformato in un enorme ed ‘esageratissimo’ business.

Sia chiaro, il DVD che sto guardando in questo momento “The Wörld is Ours – Vol 2, Anyplace Crazy as Anywhere Else” è una bomba! Immagini eccezionali, soprattutto di una qualità digitale, che nemmeno i nostri occhi riuscirebbero a riprodurre o potrebbero fotografare meglio, un suono avvolgente, un prodotto splendido davvero e che vi consiglio vivamente. La classica botta sonora sparata e da sparare a tutto volume al top dei decibel, brani fantastici e storia del rock’n’roll. Ma voi conoscete i Motörhead e non c’è bisogno che io vi parli di un loro show, sapete la potenza sonora che sprigiona un loro concerto e soprattutto l’atmosfera da veri duri che c’è durante le loro esibizioni. Mica per ballerini in calzamaglia…
L’intero show al Waken Open Air Festival del 6 agosto 2011, ovviamente in Germania (si sa, i tre la considerano come la loro seconda patria musicale), davanti a 80.000 persone (Italia… ci sei?), poi sei brani dal Sonisphere Festival del 10 luglio 2011 in UK ed altrettanti brani dal Rock in Rio del 25 settembre 2011, ovviamente a Rio de Janeiro. Motörhead al 100% insomma.

Motorhead Band 2008 - 2

Ma meno di un anno fa, anzi dieci mesi fa è uscito il Vol. 1 di “Wörld Is Ours” e poco prima l’album “The Wörld is Yours”, bellissimo, splendido. Ma è necessario separare i prodotti (mi riferisco ai due DVD) gettando ai fan così tanta roba, spesso molto simile, con minime differenze fra i brani di questo e quel concerto, vedendo e ascoltando i protagonisti comunicare con il pubblico sotto il palco dicendo sempre le stesse cose e lasciando che i momenti davvero interessanti siano gli extra bonus con i corpulenti presenti al festival che, per esempio, vanno a zonzo per il parco del Wacken con tanto di bicchierone di biondissima birra ad intervistare personaggi vari ed i sorridenti membri della band? E poi, populismo bieco (va di moda di questi tempi), ma in un periodo economico del genere perché dover strapazzare i fan, poiché è certo che tireranno fuori il denaro per accaparrarsi il nuovo prodotto sul mercato? Non si arrabbi nessuno se poi alla fine si arriva ad usare canali non ufficiali per procurarsi questo o quel determinato lavoro e non me ne voglia nessuno per questa mia affermazione. Troppa roba, troppo sfruttamento e poi ci si lamenta della crisi del mercato discografico. Capisco che ai Motörhead faccia solo piacere e adesso non sia questo il momento per frenare questa vita che finalmente ha portato a qualcosa… però…

Ma riprendo ciò che ho lasciato a metà. I Motörhead sono sempre stati fregati dal music business, o meglio usati e sfruttati. In tempi lontani, quando il trio tirava fuori dei capolavori, manager senza scrupoli gli arraffavano letteralmente quei pochi quattrini guadagnati col sudore della fronte; schifati un po’ da tutti per questioni di vario genere che non voglio affrontare ora, abbandonati da grandi e piccole etichette che hanno succhiato tutto pur di ottenere il massimo, abbandonati spesso anche da chi sta ora al loro fianco. Bah, qualcosa non funziona o sono io che non capisco molto? Un po’ entrambe le cose.

I Motörhead, dopo aver creato album, pietre miliari del rock’n’roll tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, sono stati, ripeto, sfruttati derisi ed abbandonati, negli anni novanta poi non ne parliamo.

Motorhead Band 2008

Allo scoccare del nuovo millennio un giorno mi sveglio e trovo i Motörhead ovunque, su copertine patinate, dentro riviste con pagine lucide, su manifesti, in cartelloni pubblicitari con i volti truccati e ritoccati da Photoshop, ovunque, insomma… Bah… Finalmente, mi dico; era ora; riusciranno a tirar su un po’ di dovuti riconoscimenti e meritate soddisfazioni anche economiche da questo fervore che ruota intorno a loro. Ma poi mi domando: perchè di colpo, dopo così tanti anni, si parla di Motörhead tra libri, riviste, autobiografie, dischi, tazzine, magliette, ciondoli, bottiglie di vino rosé (non ci posso credere), portafogli, pupazzi e cazzate varie? Ma perchè solo ora? Perché proprio ora tutti pronti ad inchinarsi proni ed osannare chi prima era reputato inetto ed inadatto al mondo della musica rock? Lo stupido sono io… il rock’n’roll perde spesso il suo spirito e linfa vitale quando c’è o meno profumo di denaro corrente, e adesso con i Motörhead del nuovo millennio il mondo del business ha (ri)trovato di nuovo come allungare il suo braccio diabolico e piazzare con il suo artiglio malvagio il colpo distruttivo finale… ah… sono davvero troppo sciocco per non capire, troppo romantico…

Lunga vita al rock’n’roll, quello che ci porta ad andare ai concerti, quello che ci fa bere una birra con gli amici e cantare brani a squarciagola; lunga vita al rock’n’roll fatto di risate, di entusiasmi, di sguardi ed intese; lunga vita al rock’n’roll che ci fa trascorrere serate interminabili ed indimenticabili; lunga vita al rock’n’roll che è capace di lascarci stampato in faccia quel sorriso soddisfatto da inebetiti fanciulli dopo aver ascoltato un brano o assistito ad un concerto; lunga vita al rock’n’roll che ci fa venire i brividi e ci consola quando siamo tristi e che ci riscalda quando fuori fa freddo (cit: “Rock’n’Roll”, Motörhead, 1987, ndr), lunga vita ai Motörhead…

Adoro i Motörhead e li amerò e seguirò ancora per tutta la vita!!!!

“…non dimenticateci, noi siamo i Motörhead e noi suoniamo rock’n’roll…”


un saluto è dovuto: ciao Wurzel…

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