Necrodeath – Il Primo Oscuro Sigillo: ‘Into the Macabre’

 

La musica metal italiana e la scena metal italiana negli anni 80 vivono un momento davvero ispirato e florido. Tante influenze, tanta energia e tanta passione fanno sì che questo fenomeno britannico-americano-europeo possa influenzare anche la nostra penisola che vede frotte di ragazzi  influenzati dalle tendenze più in voga e di tutti i tipi provenienti al di là delle montagne e degli oceani. Anche se il pubblico di casa nostra non ha mai amato schierarsi con le band del nostro bel paese, rendendo il movimento metal italico sempre più di nicchia e al tempo molto underground, fortunatamente le band di casa nostra sono molte e in alcuni casi fondamentali per lo sviluppo del metal dei giorni nostri, non solo al livello italiano. Strana Officina, Vanadium, Bulldozer, Sabotage, Fil di Ferro, Death SS, Halloween, Necrodeath, Gow, Extrema, Schizo e centinaia di altre, nel vero senso della parola, hanno lasciato una forte impronta da nord a sud, da est a ovest da un mare all’altro. Per fortuna quel movimento, forse un po’ snobbato agli esordi, in questi ultimi anni è diventato movimento fondamentale per la storia dell’heavy metal italiano, in alcuni casi movimento di culto e apprezzato non solo sul suolo che calpestiamo ogni giorno ma riconosciuto di valore anche a livello internazionale e inteso come parte integrante della grande famiglia mondiale del metal di tutti i tempi…

Peso, Claudio, Ingo e Paolo (i nostri quattro protagonisti di questa storia) sono giovani, i Ghostiders sono stati messi da parte per far nascere un nuovo, longevo e cattivissimo progetto: Necrodeath.

Era il 1987, gennaio del 1987, quando ‘Into the Macabre‘ dei Necrodeath, veniva pubblicato. Un album incredibile, uno degli album fondamentali per la nascente scena estrema in Italia, duro, violento, arrabbiato e oscuro. Potenza e velocità, cattiveria e sfrontatezza, dinamicità e ritmi ossessivi e quanto di più moderno possa essere rappresentato dopo 30 anni dall’uscita. Un autentico gioiello e riconosciuto nella sua importanza e grandezza da moltissimi musicisti, italiani e non. Darktrhone, Cradle of Filth, Venom Inc., Pantera, Cannibal Corpse, Bulldozer hanno usato parole considerevoli per descrivere l’importanza e il ruolo centrale di questo album nella rivoluzione metal di sempre.

Phil Anslemo durante un’intervista dirà:

Necrodeath? Fottuto black metal estremo! Voi italiani dovreste esserne fieri, perché sono uno dei migliori gruppi estremi di sempre!

E se non dovessero  bastare le parole di Phil Anselmo oserei aggiungere anche quanto sottolineato da Demolition Man, Tony Dolan, dei Venom Inc.:

Hanno spostato i confini del metal italiano, combinando la magia dei film italiani con la loro musica ottenendo come risultato un eccezionale ed elegante tenebroso metal…

Continuo?  George “Corpsegrinder” Fisher, cantante dei Cannibal Corpse, nel libro di Jason Netherton ‘PROFONDO ESTREMO, Storie Vere dal Death Metal Underground’ (luglio 2016, Tsunami Edizioni, ndr) dice:

Mi ricordo che acquistai il primo album dei Necrodeath perchè attratto dalla copertina. Si chiamava ‘Into the Macabre‘ ed era fottutamente GRANDIOSO!!!!

A.C. Wild dei Bulldozer:

Gran bel periodo e grande album. Sarà anche un giudizio “di parte”, ma penso che siano in molti a pensarla così. Onore ai Necrodeath!

Ma non saranno di certo solo le parole di questi pezzi e pazzi da novanta del metal estremo a farci appassionare a un album e ad una band di tale importanza… I Necrodeath sono i Necrodeath, la loro bravura, la loro grinta e la loro professionalità è un qualcosa di importante e di impossibile da non considerare…

La band comincia a registrare ‘Into the Macabre‘ durante l’estate del 1986… ma Peso, ci parli un po’ di quel momento così unico…

PESO: Il nostro vero debutto discografico se cosi vogliamo chiamarlo, fu nel 1985 con il primo demo-tape THE SHINING PENTAGRAM. In quei tempi quello era l’iter, seguito a ruota dalla catena di tape trader in tutto il mondo che la scena heavy-metal poteva vantare… Del resto è sempre stato così e lo è tutt’ora per il metal… ovvero un genere musicale supportato dalla nicchia di appassionati esistenti in tutto il globo che fanno sì che il genere sia una cosa sì di nicchia, ma assolutamente indipendente da logiche di mercato, media e mode. Noi Necrodeath ne siamo anche l’esempio esistente da ben 32 anni. E’ questa la grossa differenza con tutto cio che invece la televisione o i media pro-music ti propongono quotidianamente. Il metal è un genere indipendente e sempre lo sarà. Comunque tornando a noi, fu grazie al demo che un produttore locale si accorse di noi e ci propose di debuttare su vinile. Come vedi siam ben lontani dai meccanismi imposti dai talent-show che ci propinano ora. Un tempo c’era una cosa che ora i giovani musicisti non conoscono: la “gavetta” ma questo e’ un altro discorso…

The Shining Pentagram di cui parlava Peso è già all’epoca dell’uscita un pezzo da collezione. Funzionava così. Si vendevano queste cassette registrate in casa durante i concerti e spesso ci si accorgeva subito della potenzialità della band che si stava ascoltando. Nella maggior parte dei casi si acquistava la cassetta durante il concerto e magari ti trovavi a parlare con i protagonisti della serata, quindi c’ era una sorta di legame che si stabiliva con il gruppo e per questo lo si supportava con fedeltà e passione.

PESO: …vorrei dirti che per Necrodeath vale ancora la stessa cosa… per i cd e le magliette…

Confermo… ricordo che nel 2005 alla fine di un’intervista ci siamo fermati a parlare davanti allo stand che vendeva i vostri gadget e cd, e siamo rimasti  per ore… e ti fermavi a salutare i tuoi vecchi amici e fan… mi ero dimenticato delle tante giornate trascorse inseme durante i vari festival… wow…

Claudio che ricordi hai di quel periodo della vostra vita musicale?

CLAUDIO: Non passava giorno senza andare in un negozio di dischi a cercare qualche nuovo gruppo da ascoltare, comprare fanzines che, all’epoca, giravano solo in copia cartacea, da ordinare rigorosamente via posta, come le magliette dei gruppi. Gli albori del movimento thrash metal, soprattutto in Italia, dove tutto era ancora più underground del dovuto e dove gruppi che suonassero in maniera così veloce e “cattiva” come sembrava a noi di fare, non esistevano.

Era davvero un momento di grandissima passione per questo genere musicale nuovo, brutale ed esaltante… volevamo assolutamente dimostrare di essere in grado di stare alla pari con i nostri idoli stranieri. Abbiamo trovato un produttore che non sapeva nulla di metal, ma dopo la pubblicazione del demotape ‘THE SHINING PENTAGRAM e mostrandogli anche tutte le lettere che ricevevamo da tutte le parti del mondo riuscimmo a convincerlo… Siamo entrati in uno studio molto professionale, ma dove il pezzo più violento che fosse mai stato registrato era, probabilmente, una canzone di Mina. quel periodo è stato davvero entusiasmante: nessuno di noi aveva idea di come si potesse ottenere in registrazione un suono giusto per i nostri pezzi, è stato tutto veramente pionieristico. Se ripenso alla registrazione di ‘Mater of All Evil’, fatta 13 anni dopo in Svezia, quando ci siamo ritrovati per cominciare la seconda fase dell’avventura Necrodeath, la differenza è abissale. Nonostante tutto, ‘Into the Macabre‘ rimane un disco cult: ho avuto mille volte la voglia di registrarlo di nuovo, con i suoni e le tecnologie di oggi… sono convinto che spaccherebbe ancora.

… e non solo tu. Quando siete entrati in studio quali difficoltà avete avuto e come era organizzato il vostro lavoro, all’epoca poi non eravate così esperti come lo siete adesso e ovviamente anche le attrezzature erano diverse da quelle di oggi…

PESO: Avevamo composto quei 4 pezzi finiti su nastro ma uno in particolare volevamo tenerci ben stretto perchè pensammo ci rappresentasse al cento per cento: ‘Mater Tenebrarum’ che finì con qualche modifica sul riff portante iniziale su quello che poi sarebbe diventato il nostro album di debutto vero e proprio, appunto ‘Into the Macabre‘. Il demo ci aveva aperto le porte, a tanti era piaciuto in particolare alla rivista nazionale Rockerilla che ci fece un articolo straordinario firmato da Adriano Bosone, ma la stampa straniera in particolare quella Inglese non fu altrettanto generosa. In parte devo dire che aveva ragione, in particolare sula produzione che era veramente sgonfia e senza la giusta potenza che meritava. Iniziammo dunque, dopo il demo, a comporre nuove canzoni ma anche ad ascoltare le band straniere che stavano uscendo in quel periodo e il lavoro che ci colpì di più, di tutti fu il fantastico ‘Pleassure to Kill’ dei Kreator. Quella produzione tedesca spazzava via come una piuma il nostro demo e anche un po’ del nostro entusiasmo iniziale. Ma dopo un primo momento di sconforto capimmo che dovevamo reagire prendendo appunto spunto da band più esperte di noi!

CLAUDIO: I pezzi di ‘Into the Macabre‘ erano piuttosto complessi nella struttura, ma nonostante tutto, non era difficile seguirne lo sviluppo. L’ispirazione veniva dai gruppi culto del genere, ovviamente… Slayer, Kreator, Venom su tutti, per quanto mi riguarda, ma anche Exodus e i Metallica di ‘Kill ‘em All’. Volevamo suonare veloce ma, contemporaneamente, proporre atmosfere più cupe rispetto al thrash tradizionale: è nato così quella sorta di black/thrash che ha caratterizzato sino dagli esordi.

PESO: ...concordo… la composizione era a volte, se vogliamo vederlo anche sotto quest’ottica, in stile progressive senti ‘Mater Tenebrarum’ o ‘The Undead’ non ci limitavamo a strofa e ritornello… e i riff si alternavano uno dietro l altro senza economia e laddove rallentavamo il tiro… entrava un aurea sulfurea che forse ci ha sempre rappresentato.

 PESO: Registrammo ‘Into the Macabre‘ nell’estate del 1986, nell’allora famoso studio di Mulinetti dove i grandi artisti della musica pop italiana si alternavano con grande frequenza. Noi ci infilammo al termine delle registrazioni di Paolo Conte. Avremmo dovuto concludere tutto in un paio di settimane, riprese e missaggi, il budget era quello, prendere o lasciare. Entrammo in studio più preparati che mai… a nostro avviso, ma in realtà eravamo lontani anni luce dalla perfezione… ma forse anche questa è la magia di ‘Into the Macabre‘. La rabbia, questa rabbia incontrollata e scaraventata fuori a mille all’ora fecero di noi in Italia i pionieri del genere, insieme ai Bulldozer di Milano e agli Schizo di Catania tanto da meritarci insieme la nomina di Sacra triade… (che tra l’altro si riunirà presto a Parma per un grande festival tutto made in italy! sabato 8 luglio, ndr)

Alla consolle dello studio c’erano due professionisti: Aldo de Scalzi assistito da Claudio Guidetti, due nomi importanti della musica italiana. La mia stima va soprattutto ad Aldo che nel tempo ha scritto grandi colonne sonore, nonchè vincitore del David di Donatello e del Nastro d’Argento. Loro, però, non avevano mai sentito nulla del genere, per cui tra una ripresa e l’altra gli facemmo sentire gente come Kreator, Slayer, Venom, Celtic Frost etc… in modo da immergerli in quello che doveva poi risultare il nostro sound reale e che doveva spazzare via il demo dell’anno precedente. Loro entrarono nella parte e passammo insieme 15 giorni pieni di entusiasmo, adrenalina e anche grosse risate devo dire. Il clima era veramente piacevole e ricorderò per sempre quelle sessioni come una grande esperienza dove due persone che ne sapevamo molto più di noi ci davano consigli utili tutti i giorni.

Ho saputo che avete fatto dei bei disastri…

PESO: La nostra entrata in effetti all’Obi-Wan studio di Mulinetti, sala d’incisione dove i grandi nomi della musica italiana (Branduardi, Rossana Casale, New Trolls etc… ma anche star straniere) avevano già inciso i loro successi fu abbastanza tragicomica. Quattro giovani metallari che volevano spaccare il mondo iniziarono subito a far partire le casse audio della consolle. Questo fu il buongiorno. A quei tempi il banco mixer aveva dei led luminosi che segnalavano, salendo e scendendo, l’impulso del suono ricevuto. Non dimenticherò mai la faccia che fece l’assistente, il primo giorno che vide i due led della cassa e del rullante impazziti andar su e giù a mille all’ora mentre Aldo se ne stava ad ascoltare in cuffia circondato dal silenzio in sala. Ricordo che stavamo provando il primo blast beat di ‘The Flag of the Inverded Cross’, quello che noi chiamavamo ‘ritmo schiacciasassi’… ahahhaa. Una sorta di primordiale blast per intenderci, Ventor docet (Jürgen “Ventor” Reil, batterista dei Kreator 1982-1994 e dal 1996 fino ai giorni nostri, ndr). L’atmosfera comunque fu sempre molto divertente e non ci fu stress da parte di nessuno. Noi avevamo troppo entusiasmo e adrenalina per rovinare quel traguardo che avevamo raggiunto (entrare in studio professionale per registrare un album, una volta era già un traguardo… non come oggi che i dischi li fanno anche gli scappati di casa). Ricordo sempre la professionalità incredibile dei due fonici alla consolle anche con noi che non eravamo davvero dei professionisti all’epoca…

E allora contatto Aldo de Scalzi produttore dei suoni, dietro la consolle, di ‘Into the Macabre‘ e chiedo conferma… Aldo grazie per il tuo cordiale intervento… certo aver a che fare con quattro giovinastri metallari non è stato poi così semplice… Il loro ingresso in studio è stato devastante…

ALDO DE SCALZI: Praticamente mi hanno sfondato le “povere” casse Yamaha NS10, dopodichè abbiamo acquistato delle Genelec superconsigliate con una forma strana tipo le 1022. Le chiamavo “le casse sciolte” per la forma. Il problema e’ che tutto lo studio era tarato su quelle precedenti, quindi, una volta finiti i Mix sulle Genelec e riascoltati su diversi ascolti suonava tutto uno schifo!! Per fortuna abbiamo ripristinato le Yamaha e…. abbiamo rifatto i Mix da capo.

Ma come si sono comportati i ragazzacci in studio?

ALDO DE SCALZIMa dai, erano ragazzotti che dietro agli strumenti sembravano seguaci di Charles Manson ma, una volta “posate le armi di distruzione” si sono comportati fin troppo bene. Certo qualche battibecco tra “l’anziano” e le “giovani teste calde” ci sara’ anche stato ma, visto, o meglio sentito il risultato chiunque abbia ceduto ha avuto ragione.

Se potessi ritornare indietro cosa cambieresti di quella esperienza?

ALDO DE SCALZI: Parliamo di 30 anni fa, è difficile trarre conclusioni. Di certo cambierei le casse e la fidanzata di allora. Ma quella è già un bel po’ che l’ho cambiata !! Ah ah… Ecco, parliamo di quello che terrei di quella esperienza. Tutto! Mi è stato molto utile confrontarmi con un genere che, fino ad allora mi era sconosciuto. Quella maledetta doppia cassa suonata a 200 di metronomo rompeva i coglioni a tutto il resto dei suoni. Però era fondamentale per la caratterizzazione del Sound del gruppo e così impari a fare selezione nell’oceano delle frequenze per trovare spazio a tutti i suoni. Penso di avercela fatta e mi è sicuramente servito per usare bene le orecchie. Se usi bene quelle non c’e’ Plug-in che tenga.

Sai Aldo, molti artisti italiani e internazionali considerano ‘Into the Macabre‘ come un album fondamentale nella storia del metal estremo…

ALDO DE SCALZI: Sono contento e spero egoisticamente che oltre al grande lavoro della band abbiano anche apprezzato il risultato tecnico…

Ti ringrazio ancora per il tuo intervento e prima di lasciarci cosa vorresti dire a Peso?

ALDO DE SCALZI: Peso, sei una furia, il giorno che molli te mollo anch’io!!!

Peso, mi associo, se molli, mollo anche io!!! Però vorrei fare anche a te la domanda che ho rivolta ad Aldo, ovvero cosa vorresti cambiare o modificare di ‘Into the Macabre‘ ?

PESO: Se dovessi tornare indietro nello studio di registrazione non toccherei neanche una virgola… inclusi errori e sbavature varie… la magia di quei tempi era racchiusa a mio avviso nella non precisione delle esecuzioni di questo genere allora nuovo… Se ascolti i dischi di quell’epoca di band come i Kreator, i Sodom, Possessed, Voivod, Destruction  ti rendi conto di come la rabbia e l’adrenalina  avevano il sopravvento sulla tecnica  e di quante imperfezioni ci sono racchiuse in quei solchi magici… Le produzioni attuali aiutati sia dalla tecnologia  e sia dalla tecnica che si e’ evoluta nei musicisti metal  in questi 30 anni ,hanno perso  tutta la magia di quell’epoca…. ecco perchè  ‘Into the Macabre‘ è INTOCCABILE… con i suoi pregi e i suoi difetti, e ad onor del vero devo dire la stessa cosa di ‘Main Frame Collapse’ degli Schizo e ‘The Day of Wrath’ dei Bulldozer…

Ma perchè ‘Into the Macabre‘ è così importante per la storia del metal italiano e non solo?

CLAUDIO: Into the Macabre‘ è stato il risultato di un periodo in cui vivevamo i Necrodeath e la nostra passione per il black e thrash metal in maniera pressoché totale. La musica occupava il 100% dei miei pensieri, all’epoca. Passavo il tempo a pensare ai riff ed alla composizione dei pezzi, a cantare mentalmente i brani, ad immaginare come sarebbe stato suonarli dal vivo.

PESO: L’importanza che ha avuto ‘Into the Macabre‘ e le sue caratteristiche….. bhe credo che la cosa fondamentale di ‘Into‘ sia il fatto che in quell’anno avevamo spostato i limiti…  è come se avessimo abbattuto un portone, l’avessimo sfondato con tutta quella violenza e iniziato un nuovo trade-mark. La cosa forse curiosa a livello mondiale è che alla fine ‘Into the Macabre‘ era un lavoro made in Italy… chi l averebbe mai immaginato?

Ma lo chiedo a Vincenzo Barone, fondatore e mente della più grande rivista metal italiana di sempre H/M

VINCENZO ‘VINZ’ BARONE: Un punto fermo, una pietra miliare. Lieto di aver vissuto quel momento in prima linea. Buon compleanno ad un must assoluto!

Sì, ‘Into the Macabre‘ è un must assoluto, un urlo nelle tenebre, un oscuro presagio, un potente atto estremo di una band che è storia e parte del metal di tutti i tempi: Necrodeath

I miei più sentiti ringraziamenti vanno a: Peso, per aver condiviso questo momento importante assieme a me che ammiro da anni e sono fiero di far parte dei suoi amici; Claudio, che non conosco di persona ma che ringrazio per aver partecipato; Aldo de Scalzi che ha sopportato le mie mille richieste; Luca ‘Esa’ Fiume che ha partecipato aiutandomi a contattare alcuni amici; Tony Dolan sempre disponibile, amichevole e appassionato di musica più che mai; Vincenzo Barone, che ogni tanto coinvolgo nelle cose importanti poichè storico appassionato ed esperto di metal… e a voi fan e appassionati che avete avuto la pazienza di leggere tutto questo lungo articolo…

Ma non finisce così…

Molti dei nostri amici hanno voluto inviarci un pensiero a proposito di questo album e noi sentitamente ringraziamo tutti, davvero tutti…

 

TONY DOLAN: VENOM INC.
30 years ago…30!!!!!! Wow, think about that for a moment…30 years ago INTO THE MACABRE. came into our lives from an Italian band called Necrodeath… and here we are 30years later… and so are they…still relevant, powerful, intense and producing some of the best Metal in Italy and beyond…still doing superb lives shows and kicking serious ass AND I am fortunate to call them ALL my friends and brothers… amazing…

Never relenting on brutality or imagery in the lyrics to lead you into another world but all delivered with intense and super talented delivery….they are close to my heart and one of THE best….then…and now…Long Live Necrodeath and ALL Hail their debut….thank fuck they started…and we must praise them and hail them for 30years of no compromise and a superb Italian legacy…!! AVE

CRISTINA SCABBIA: LACUNA COIL
Auguri ai miei amici Necrodeath per i primi 30 anni del loro Into the Macabre! KEEP ON KICKIN ASS!!!

A.C. WILD: BILLDOZER
Due anni fa con Mantas, Flegias e due ancelle di Steve Sylvester avevamo celebrato i 30 anni di “the Day of Wrath”. Ora partecipo con piacere e nostalgia al 30° anniversario di “Into the Macabre”, un grande album di importanza storica.
Mi ricordo quando fui invitato a partecipare come cantante-ospite alla registrazione di un brano. Mi proposero la cover di Bloodlust. Ho chiesto invece di partecipare alla re-incisione di Mater Tenebrarum perché lo reputo uno dei brani più tosti in assoluto di quel periodo. Gran bel periodo e grande album. Sarà anche un giudizio “di parte”, ma penso che siano in molti a pensarla così. Onore ai Necrodeath!

TREVOR: SINGER SADIST
Ricordo molto bene quando uscì “Into the Macabre”. Si tratta di un album di culto, un disco di cui tutti noi italiani dobbiamo essere fieri e orgogliosi. Adoro quell’album, custodito gelosamente nella colonna sonora della mia vita. Lunga vita ai Necrodeath. 

JOHN: EX BASSISTA NECRODEATH, KILLERS LODGE
Ricordo che ogni volta che, durante un concerto, Claudio suonava l’intro di Mater Tenebrarum, mi veniva la pelle d’oca e sulle prime note di basso e batteria l’adrenalina mi saliva a mille e avrei voluto spaccare tutto!

CARMELO ORLANDO: CANTANTE NOVEMBRE
Questo e’ uno dei 10 top album di musica estrema di sempre. Posso dire con orgoglio di possedere non una bensì due copie dell originale. Questa opera infernale ha influenzato centinaia di death metal band nate alla fine degli anni ottanta e diventate successivamente delle stars.

ZANNA: EX SADIST, RAZA DE ODIO
INTO THE MACABRE ! Dopo aver ascoltato sto disco per me nulla è stato più come prima! L’inferno sonoro si è impossessato di me, tutto il resto addio.

MANUEL TOGNI: BATTERISTA ALEPH + Graham oliver (ex Saxon), Uli john roth (Scorpions), Kee Marcello (Europe), Doogie White (Malmsteen, Rainbow)
‘Into the Macabre’ un’immortale pietra miliare del metal estremo, feroce, sinistro, oscuro.Quando uscì fu come un fulmine a ciel sereno di una violenza mai sentita al tempo.Nella mia top ten del genere…

DANIELE ARMANINI: CANTANTE SEPTEM
Ci sono stati dischi che hanno segnato la mia vita di fan e sono stati autentiche rivelazioni che mi hanno spinto a diventare musicista. Into The Macabre dei Necrodeath è uno di questi. Il primo album italiano che insieme ai miei fratelli abbiamo acquistato quando uscì, rigorosamente in cassetta! Ricordo ancora il brivido che provai quando il carillon infernale aprì questo che ritengo un maelstrom musicale di potenza assoluta che ti coinvolge e ti segna per sempre. Una pietra miliare nella storia del metal riconosciuta in tutto il mondo che ha fatto scuola e dato ispirazione a tante grandi band . Un gioiello in Musica di prima grandezza.

ALESSANDRO POZZA: CANTANTE DEATH MECHANISM, BASSISTA BULLDOZER
Into-the macabre rimane uno dei dischi thrash-metal più violenti che abbia mai ascoltato…fonte di ispirazione fin dal primo ascolto.Il mid-tempo in flag of the inverted cross per me rimane uno dei più malvagi e violenti in assoluto. Into the macabre rimarrà sempre motivo d’orgoglio per la scena metal italiana”

DARIO CASABONA: BATTERISTA SCHIZO
Si sa, le etichette in musica sono solo flatus vocis. Auguri a questo gioiello unico e super personale che ha influenzato parecchie vite. Non per ultima, la mia…

ALBERTO PENZIN: BASSISTA CO2, EX BASSISTA SCHIZO
Miglior album di thrash-death-black etc etc.. italiano di sempre. Inconfutabilmente…

GIUSEPPE ORLANDO: EX BATTERISTA NOVEMBRE E ING.SUONO OUTER SOUND STUDIOS
Into The Macabre segna una svolta nel panorama estremo mondiale sia per il songwriting che per il suono che influenzerà la scena blackmetal moderna. Quando i Necrodeath vennero a registrare “Tone(s) Of Hate”, che comprendeva la riedizione di “The Flag Of the Inverted Cross” nei miei Outersound studios non ci volevo credere. Ricordo ancora che abbiamo riversato l’intro direttamente dal vinile originale, è stato un vero onore!

 

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