Necrodeath – The 7 Deadly Sins

Scarlett Records – Giugno 2014

Quando ascolto e parlo di Necrodeath credo, penso, so e sono certo di non essere obiettivo, di non essere adatto a controbattere e discutere, di essere proprio il meno indicato. Il perchè è semplice e credo di averlo detto mille altre volte. Ho una stima infinita per questo manipolo di assassini nati, di questi musicisti che combattono a suon di metallo pesante e con la loro professionalità acquisita in anni di esperienza, idee e mille progetti, le reticenze di un popolo barbaro come quello italiano che vive di una inutile forma di snobbismo culturale non sapendo distinguere la capacità e la dote artistica da un piatto di lasagne riscaldate e ammuffite da anni…

I Necrodeath sono un pezzo di storia del rock italiano, del rock estremo e graffiante, di quel rock potente e privo di compromessi, di quel rock che gioca a carte scoperte senza aver nulla da nascondere, di quel rock che si rinnova giorno dopo giorno. E quindi tanto di rispetto e passione.

The 7 Deadly Sins’ rappresenta un altro passo della vita infinita e intramontabile dei Necrodeath, un ennesimo malefico rinnovamento, un’ulteriore azione creativa.

E sì, rinnovamento. Questa è una parola chiave per la band che viene dal mare. L’ennesima scelta positiva e vincente. Freschezza di idee e di contenuti in una continua ricerca spiazzante. Concordo con Flejas quando afferma che con ‘The 7 Deadly Sins’ i Necrodeath hanno raggiunto un nuovo livello di ferocia. Sì, sintesi perfetta. Ferocia compositiva e sonora. Una cruda miscela fra i ritmi estremi e la potenza che hanno caratterizzato la prima produzione dei Necrodeath proseguita fino a ‘100% Hell!‘ e l’aspetto più interiore e profondo nel songwriting già iniziato in ‘100% Hell!‘ e più marcato nelle tre produzioni che precedono ‘The 7 Deadly Sins’: ‘Draculea‘ (2007), ‘Phylogenesis‘ (2009) e ‘Idiosyncrasy‘ (2011). Una ricerca dentro le profondità più selvagge e contorte dell’animo umano.

Raffiche di cattiveria, di vizi, di abitudini deviate che sorgono dai sette brani portanti che compongono questo ossessivo lavoro, brani che si presentano per distruggere l’animo umano. Ferite sonore che soffocano, disturbano e strangolano togliendo letteralmente il fiato. Intuizioni compositive molto appropriate nelle malefiche e acide linee della voce di Flejas nei passaggi in italiano e in latino… davvero inaspettato. I ritmi sono violenti ed incalzanti e il lavoro di Pier, Peso e GL è incredibile tra velocità estreme da incubo, tuffi nella old school o ‘skull’ del metal di un tempo, riff e combinazioni armoniche che riempiono l’atmosfera di un incontrollato senso di terrore.

Una rappresentazione artistica in musica degli ‘abiti del male’ davvero vivida e precisa ricca di dettagli, dalle grida in sottofondo, dal pedale della grancassa che raddoppia il ritmo spezzandolo in funesti rallentamenti e quei suoni aggiunti in sottofondo che si traformano in agghiaccianti presagi, cori disumani. Scale di chitarra ripetute ossessivamente e le urla della sei corde come dei lamenti furiosi, le violente scariche delle spesse corde del basso che rendono sonoro il ritmo dannato senza morale. Terribili gli assoli che fanno davvero male perchè taglienti e ricchi di pathos cupo e triste. E la voce che cuce tutto con una rinnovata malvagità infernale e si mostra perfetta anche nel nostro idioma, incredibile davvero, ottimo, non pensavo!

Ai sette vizi sono aggiunti due brani intramontabili dei Necrodeath: ‘Thanatoid’ da ‘Fragments Of Insanity’ (1989) e ‘Graveyard Of The Innocents’ da ‘Into The Macabre’ (1987), in chiave 2014, siamo abituati a delle rivistazioni moderne di brani storici.

Non oso inoltrarmi in una descrizione brano per brano. I sette vizi rappresentano il tutto e non sono esperimenti singoli del lato più oscuro e tetro del male, sono un insieme e la bellezza di ‘The 7 Deadly Sins’ è proprio l’agonia della natura umana nella sua pura rappresentazione.

In sintesi… ‘The 7 Deadly Sins’: passione, creatività, carnalità, atmosfera, incubo, rinnovamento, ferocia…

Tracklist:

1. Sloth
2. Lust
3. Envy
4. Pride
5. Wrath
6. Gluttony
7. Greed
8. Thanatoid (Bonus track)
9. Graveyard Of The Innocents (Bonus Track)

Band:
Flejas – voce
Pier Gonella – chitarra
GL – basso
Peso – batteria

Gruppi_Necrodeath_NecrodeathBand2014

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