Never Trust: intervista 2016

Una delle band più interessanti del panorama musicale italiano

‘The Line’ dei Never Trust si candida ad essere una delle migliori uscite del 2016. Un disco frizzante e molto coinvolgente ricco di emozioni. La band lombarda dimostra di avere tutte le carte in regola per raggiungere il meritato successo. Intanto il mio consiglio è quello di ascoltare ‘The Line’, sono sicuro che rimarrà nel vostro lettore cd per parecchio tempo…

Ciao ragazzi benvenuti su Long Live Rock’n’Roll.

‘The Line’, un disco bellissimo. Siete consapevoli di quello che avete creato o dovete ancora rendervene conto?

Ciao Andrea, onorati che ti piaccia! Il fatto che la nostra Musica comunichi e arrivi in questo modo è la cosa più bella che possa capitare ad una band come noi.

Come mai la scelta di registrarlo negli USA? Maggiore competenza, studi più adatti al vostro sound o che altro?

In realtà le rec sono state fatte qui in Italia, dopo di che mix e master in USA.
Abbiamo deciso di affidarci di nuovo al produttore del nostro primo disco, che vive a Los Angeles e che ben conosce il sound made in USA, da sempre nel nostro stile.

Quali differenze ci sono secondo voi tra ‘Morning Light’ e ‘The Line’.

‘Morning Light’ nato nel 2013, è stato il nostro primo affacciarsi al grande pubblico con tutta la Musica scritta fino a quel momento. Finchè rimani in sala e componi, i brani diventano cento, ma poi il bello è suonarli e farli vivere sui dischi e sui palchi. Quindi i brani erano davvero tantissimi, 11 ne sono usciti vincitori. Abbiamo scelto quelli più crudi, più diretti, più hard rock.
‘The Line’ è arrivato poco dopo, perché non smettiamo mai di scrivere e collezionare nuovo materiale. Ma l’ottica è maturata, cresciuta, il crudo ha dato spazio a maggior struttura e composizione dei brani. Ma melodie e riff rimangono sempre in prima linea, come piace a noi.

Come nasce un brano dei Never Trust?

Un nostro brano può nascere da un potente riff di chitarra, da una melodia vocale, da un groove di basso e batteria…partiamo dall’idea base, la facciamo nostra, la cambiamo, la modifichiamo e la sviluppiamo per poi finalizzarla solo quando ci rappresenta al meglio! Ogni nostra canzone ha davvero la sua storia.

C’è una canzone di ‘The Line’ in particolare che vi rappresenta al meglio?

‘Heavier’, messa in chiusura del disco, a preannunciare di proposito di che pasta sarà fatto il terzo lavoro.

Mi è piaciuta molto la naturalezza con la quale riuscite a esprimervi e a suonare. Ogni passaggio, armonie e melodie sembrano molto naturali.
Ascoltando i vostri brani si percepisce questa cosa e soprattutto non viene da dire: “assomiglia a questo…”

Esatto, tutto nasce, cresce e prende forma in sala prove naturalmente. Come tutte le band abbiamo chiaramente i nostri idoli di sempre. Siamo perciò partiti dai nostri quattro bagagli musicali, senza imitare ma traendone tantissime ispirazioni. Così abbiamo composto le prime canzoni, per poi arrivare al primo disco, al secondo e così via, all’infinita ricerca di un sound che ci rappresenti e contraddistingua appieno.

Con questo disco avete trovato la vostra giusta dimensione o pensate che il vostro sound si evolverà. A tal proposito avete già del materiale nuovo in cantiere?

Sì, abbiamo già diverso materiale in cantiere, fortunatamente non smettiamo mai di produrre e creare nuova Musica. Per quanto riguarda il sound siamo e saremo sempre in continua ricerca ed evoluzione, ma siamo certi che il rock & roll sarà ancora un punto cardine dei nostri brani.

Gli artwork dei vostri due dischi sono molto belli e curati, in contrapposizione tra loro. ‘Morning Light’ dalle tinte più scure e in un certo senso cupe mentre ‘The Line’ bianco e solare. Chi se ne occupa?

Ci siamo sempre affidati a grafici professionisti, che ci hanno permesso di rappresentare al meglio ciò che avevamo in mente. Per entrambi gli artwork siamo partiti dall’idea della copertina e poi sviluppato il resto.
Partiamo dalla cover di “Morning Light” sulla quale è raffigurata una donna che corre fuori da un tunnel, verso quella che è la nostra “Morning Light”. La figura è volutamente femminile in quanto rappresentativa del fatto che siamo una female-fronted band. L’uscita dal tunnel rappresenta la via di fuga, che nel nostro caso è la musica ed è con essa che raccontiamo le nostre esperienze, da lì partiamo e lì ritorniamo. Tutto il booklet rimane cromaticamente in linea con la copertina con sporadici rossi che caratterizzano il nostro logo. Infine per la back cover abbiamo scelto un nostro scatto per presentarci, dato che è stato il nostro debut album, il biglietto da visita.

La cover di “The Line” rappresenta il nostro logo rosso, una stella con le ali, già presente dalla nostra nascita, e in piccolo in chiusura del booklet del primo disco. Qui però è diverso, è “evoluto”, a rappresentare di proposito la nostra evoluzione in questo paio d’anni di distanza dal primo lavoro. Il booklet presenta in copertina la “linea” volutamente in bianco su rosso per mantenere la cromia della front cover. L’attività elettrica del cuore durante il suo funzionamento con le sue onde, che sono i subbugli e le emozioni di tutti i giorni è la nostra “linea”. I testi sono stati scritti volutamente tutti a mano da noi quattro, per veicolare un lavoro ancor più sentito, intimo e personale.

E’ un vantaggio arrivare e vivere in una città?

Viviamo tutti in provincia di Monza Brianza/Como, zone comode per raggiungere una grande città come Milano, che sicuramente da più spazio alle band per suonare live e proporre la propria musica, rispetto ad altre province nelle vicinanze. Ultimamente e per fortuna, anche altre diverse città del Nord Italia hanno risvegliato l’interesse per la Musica inedita, stiamo infatti felicemente uscendo spesso dalla nostra regione con i nostri brani.

Una band del passato e una del futuro.

Passato Led Zeppelin, Halestorm futuro.

Cosa vi spinge nonostante tutti i cambiamenti che ci sono stati, a fare dischi, a investire tempo e denaro nella musica?

La forte e reale passione per la Musica che accomuna tutti noi quattro. Semplicemente questo.

Un sogno nel cassetto?

Trovarsi sul palco assieme ai nostri idoli di sempre.

Pensate che il mercato discografico italiano sia un buon mercato o siamo ancora lontani da quelli stranieri?

In Italia è ormai risaputo, ciò che esce dai talent show si trova in prima linea nelle vendite discografiche. All’estero il rock & roll ha indubbiamente più spazio, ma noi non demordiamo e continuiamo a scrivere ciò che ci piace e che ci rappresenta al meglio nel nostro Paese natio. L’estero lo raggiungiamo con i live (siamo infatti stati in Germania nel 2014, ed è stato solo l’inizio)!

Il simbolo che compare sulla copertina di ‘The Line’ vi accompagnerà anche nei prossimi dischi, sarà una sorta di logo?

E’ proprio il nostro logo, ci accompagnerà sicuramente lungo questo arduo ma splendido cammino musicale.

Volete lasciare un messaggio ai lettori di Long Live Rock’n’Roll?

Mai mollare la passione per la vera Musica e per il rock & roll!
Grazie mille alla redazione per averci dato questo prezioso spazio!
A presto!

nn

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1 Commento su Never Trust: intervista 2016

  1. Ciao Marilena, ti ringrazio.
    A me il disco è piaciuto parecchio, non conosco personalmente la band ma mi hanno trasmesso molta umiltà e naturalezza. Davvero un prodotto ben fatto.

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