On-Off: Intervista 2016

Symphonic Astophysical metal? Country death post-atomico? Power folk?

NO, semplicemente rock’n’roll !!!

Gli On-Off nascono nel 1999 per volontà e passione del leader, Matteo Vago, ancora oggi alla guida della band, ma solo nel 2010 riescono a pubblicare il tanto agognato debut album, ‘Ribcrasher’. Due anni dopo arriva il secondo capitolo discografico, ‘Don’t Forget The Roll’, registrato come si faceva un tempo, suonando assieme basso, batteria e chitarre.

Infine nella primavera del 2016 viene rilasciato il nuovo album ‘Borderline’ che conferma gli On-Off ad alti livelli e dimostra che quando si hanno cuore e idee i risultati arrivano.

Matteo ha risposto alle domande, rivelandosi un grande personaggio, schietto e sincero, dotato di quell’umiltà che sta diventando merce rara.

Godetevi l’intervista.

Ciao ragazzi, siete arrivati alla fatidica prova del terzo disco, e devo dire che ‘Borderline’ supera l’esame a pieni voti. Siete soddisfatti del risultato ottenuto?

Ciao Andrea! Voglio essere più che sincero con te… siamo più che soddisfatti! Nonostante le canzoni le abbiamo ascoltate fino allo sfinimento, come è da prassi quando si registra un disco, il risultato lo ascoltiamo sempre davvero volentieri! Solitamente quando l’album viene pubblicato si ha un’overdose dello stesso, invece questa volta non ci stufa per niente ascoltarlo, ci piace sotto ogni aspetto!
E questo è strano da dirsi, solitamente siamo molto molto critici con noi stessi! Ritengo sia un ottimo risultato per una band! Poi, tanto per completezza, ci stanno arrivando ottime recensioni/pareri anche da parte di tutti i fan del nostro “zoccolo duro”!!! …gente che forse è più pignola di noi!!!!

‘Ribcrasher’, ‘Don’t Forget The Roll’ e ‘Borderline’. Parlateci di ognuno dei vostri album.

Caspita, qui si potrebbe scrivere un romanzo! He he he.
Beh, se devo raccontare i nostri tre dischi in poche righe sicuramente li descriverei in questo modo: RIBCRASHER, targato 2010, è stato l’album di esordio, che vedeva una band con tanta voglia di fare! Canzoni, melodie e riff che ci trascinavamo dietro da un bel pezzo e sicuramente molta energia da incanalare in quello che era il più importante mezzo per farci conoscere e far “sentire la nostra voce” dopo anni di live e di cover!
DON’T FORGET THE ROLL (2012) nasce invece con l’intenzione di sfornare un disco grezzo, diretto, senza effetti “speciali”, che trasuda sudore e umiltà! Un album registrato “alla vecchia maniera”, cercando di mantenere vivo quell’impatto live genuino e senza fronzoli, caratteristica peculiare della band!
Infine arriva BORDERLINE… e qui si sa, quando un musicista compone un mucchio di canzoni e si carica di esse, quale migliore occasione di registrare un intero nuovo album per “liberarsene” per poi scriverne delle altre? Stavolta però, a differenza del passato, abbiamo finalmente potuto sfornare un lavoro con tutta la calma necessaria, con una line-up nuova, creativa ed una rinnovata voglia di esprimersi! Tutto sempre ed ovviamente sotto la bandiera di un rock’n’roll essenziale, semplice e “battipiede”!

Siete nati se non erro come cover band e in seguito tribute band degli AC DC (dal 2001 al 2008). Oggi che avete all’attivo tre dischi ‘rinnegate’ il vostro passato di semplice cover/tribute band o pensate che sia stato un passaggio obbligato per arrivare a scrivere pezzi propri?

Il nostro passato non lo rinneghiamo assolutamente! Siamo orgogliosi di aver portato sui palchi del nord Italia e Svizzera un tributo AC/DC serio, fedele e carico di energia! Sicuramente è stato un periodo di gavetta molto formativo, sia per quanto riguarda l’esperienza di trovarsi in situazioni e palchi sempre differenti, sia nel senso di imparare l’intenzione e la “pacca” giusta quando si suona… e gli AC/DC sono davvero una scuola che non tutti riescono a comprendere e fare propria!
Se però vogliamo essere veramente precisi noi siamo nati inizialmente come cover band con il comune obiettivo di sfornare canzoni inedite! Quando si mette in piedi un gruppo, la prima cosa che si suona per farsi le ossa sono ovviamente le cover! Le prime date nei locali, infatti, erano caratterizzate da un repertorio composto da brani di Chuck Berry, Beatles, AC/DC, Deep Purple, Willie Dixon e altro ancora. Poi arrivò la novità del tributo AC/DC che inizialmente nasceva come parentesi, come una data EVENTO che ogni tanto la band poteva organizzare!
Stiamo parlando del 2001/2002 e ricordo che in quel periodo si andava in cerca di concerti nei locali e non tutti erano disposti ad organizzare una serata live interamente dedicata ad un’unica band! Pensa te!!!
Successivamente si decise, invece, di concretizzare il progetto tributo, mettendo in piedi uno show con un vasto repertorio ed un ben fedele spettacolo, questo senza avere un’agenzia di booking alle spalle (che per quanto riguarda il tributo ad essere sincero non l’abbiamo mai voluta!) e senza eccedere con le date live giusto per non “sputtanarsi” suonando dappertutto la musica “degli altri”, errore che ritengo molto diffuso, invece, oggi dalle tribute band!
All’epoca “in cantiere” c’era sempre e comunque il progetto di lavorare su musica inedita, fase partita nel 2003/2004 ma mai concretizzata, a causa della non-stabilità della formazione; fino a fine 2008, periodo in cui decisi di dedicarmi personalmente alla voce riducendo la band a soli 4 crani.
Durante i vostri concerti attualmente proponete solo materiale vostro o anche qualche cover?

Diciamo che normalmente proponiamo solo materiale inedito inserendo solamente 2 o 3 cover tanto per spezzare; la cosa comunque dipende molto dalla situazione dove si suona: se capita di fare apertura ad altre band o di suonare in locali “specializzati” nelle band emergenti, allora si propone quasi esclusivamente materiale tratto dai nostri album, ma se capita, viceversa, la serata live dove siamo noi la band principale, allora si opta per una scaletta allargata, farcita anche di cover! I nostri brani comunque la fanno sempre più da padrone!

‘Borderline’ è una sferzata di pura energia. Inizialmente può sembrare che l’influenza degli AC DC sia predominante, ma a mio avviso dopo ripetuti ascolti emerge la vostra personalità. Siete d’accordo?

Guarda… un po’ ripetendo l’argomento della tua prima domanda, un giudizio che ci fa davvero piacere sentire è proprio quanto tu hai appena accennato! Il fatto che le nostre influenze musicali sono molto percettibili, radicate, ma che allo stesso tempo, lentamente e con un giusto ascolto, emerge quella che è davvero la nostra vera personalità! Ritengo sia estremamente difficile auto-giudicarsi riguardo la mancanza o la presenza di personalità di una propria canzone! Però non si può assolutamente mettere in dubbio le influenze creative e formative di una band! Sicuramente gli AC/DC e in generale il classic rock ‘70 ci hanno insegnato molto… ma allo stesso tempo in molti ci hanno recensito NON come una semplice fotocopia di un genere (o gruppo) dove veramente non c’è più nulla da inventare, ma bensì come una band che all’interno di questo panorama si muove con una personale caratteristica, umiltà ed intenzione!

Quali sono le tracce che rappresentano al meglio ‘Borderline’?

Tutte 13 le tracce ci rappresentano! Siamo NOI in ogni singola sfumatura! Poi chiaramente ci sono brani con dei testi che raccontano al meglio il nostro credo, il nostro modo di intendere il rock, o riff di chitarra ai quali siamo leggermente più affezionati! Posso dire che forse proprio la canzone che dona il nome all’album, Borderline, è quella che meglio di tutte fotografa la nostra band in questo periodo!
Non a caso è stata scelta anche come linea guida da seguire per grafiche e artwork.
Tra gli altri brani, invece, sottolineerei PUNISHMENT, nata praticamente interamente in studio (cosa a noi abituale almeno per un brano), I’M DEAD, I’M DEAD per la sua natura davvero introversa ma estremamente catchy e BLUE BALLS, che meglio di tutte consolida le nostre radici blues tradizionali e non sicuramente metal come in molti suppongono.

Mi è piaciuta la commistione di rock ‘n’ roll grezzo, melodie accattivanti e quel pizzico di malinconia data soprattutto dalla voce di Matteo. Pensate di continuare su questa linea anche per il futuro o dobbiamo aspettarci qualche evoluzione?

Fa piacere sentire che la mia voce ti piace! Non sempre da tutti viene ben accostata al tipo di genere che proponiamo, dove in molti si aspettano un urlato alla Airbourne per esempio…
Però per restare umilmente fedeli al “noi siamo così”, credo sia molto più funzionale, caratteristico e vero questo elemento sulla lunga distanza piuttosto che affidarsi ad un qualcosa che per molti è più affine al genere; così facendo si finirebbe solamente per uniformare, conformare e appiattire il tutto, non credi?
Il sound risulterebbe meno personale e uguale al resto! Perciò ritengo sia questa la nostra linea! Rimanere fedeli a noi stessi! Pur nelle proprie debolezze e lacune!
Le evoluzioni sicuramente verranno, ma sicuramente conserveranno sempre un certo non so che di umiltà e semplicità, in un momento come questo dove il continuo cambiamento sembra la sola opzione da intraprendere in continuazione per sopravvivere!

C’è un brano della vostra discografia a cui siete particolarmente legati?

Potrei dirti il mio… ogni membro avrà una sua canzone prediletta!
Nel mio caso ho un amore sconsiderato per ON THE RAILROAD, sesto brano del nostro secondo album… un “bluesettone” crudo e grezzo, con un testo davvero scuro e inquietante… Non so perché, ma è uno dei brani che più sento miei!
Poi, chiaramente, credo per semplici questioni di ricordi, tutto il primo album!!!

Ho visto che avete una buona attività live. Cosa ne pensate dei locali italiani, li trovate attrezzati per la musica rock, siamo ancora indietro rispetto ad altri paesi?

Della situazione live in Italia brontolano tutti! Band, musicisti, gestori, promoters, manager, agenzie e li stessi spettatori! Tutti hanno qualcosa di cui lamentarsi! …e la cosa strana è che tutti, chi più e chi meno, hanno ragione! Quindi dove sta la verità? Io potrei accennare che c’è poca professionalità, basso livello qualitativo e mancanza di umiltà da parte delle band, che c’è poca considerazione generale in Italia per l’arte da parte di tutti, che c’è poco rispetto da parte dei locali e del pubblico per chi suona e, ovviamente, pochi soldi da indirizzare a chi sta emergendo e non a chi è lì solamente per essere spremuto. Tutto è il contrario di tutto a volte!
Noi suoniamo abbastanza per essere una band emergente che in pochi conoscono…
Abbiamo suonato in giro per il nord Italia, la Svizzera e la Norvegia… Eppure, nonostante ci riteniamo fortunati a confronto di altri, facciamo sempre fatica!
Allo stesso tempo ci sono band assolutamente insignificanti che tutti inspiegabilmente seguono…
Date che pensavi magnifiche si sono rivelate assolutamente orribili e viceversa!
Gente che pensavi ingrata si è invece rivelata magnifica! Occasioni mancate di cui pensi ancora alla fortuna che hai avuto a mancarle, ed occasioni d’oro perse perché sfortunatamente il musicista non è il nostro primo impiego, quindi il portare a casa la pagnotta diventava la priorità! Noi ci troviamo a nuotare in questo oceano di informazioni, situazioni ed opinioni! E cosa dobbiamo fare?
Beh.. suonare e continuare a dare il meglio! Stop!
Anche se a volte, come dico spesso, ci sono state serate dove sul palco, se al posto di cantare, facevo i rutti nessuno se ne accorgeva, ci sono state anche serate che ricordo con gran orgoglio dove la risposta/partecipazione da parte del pubblico (che non era composto solo da amici) è stata superlativa.

In generale ci vorrebbe più rispetto per gli altri, e non solo nella musica!
Scusa lo sfogo!

Per quanto riguarda invece la scena italiana, conoscete e apprezzate delle band nostrane emergenti?

Sono un fan di vecchia data dei TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI e nonostante ora forse non possono più essere considerati una band emergente.. devo dire che, a mio parere, sono una delle migliori realtà italiane in fatto di perfetto connubio tra musica, ottimi testi, concept grafico, immagine e identità di band! Nonostante tutto sono comunque un gruppo che si è “fatto” da solo dal basso, magari nato nel momento giusto e fortunato, ma davvero di rilievo!

Vi ho conosciuto poco tempo fa ma sono rimasto colpito dalla vostra musica, semplice ma dannatamente spontanea. Secondo me il rock in generale sta un po’ perdendo questa caratteristica, tutti presi in iperproduzioni e look improbabili, dimenticando la cosa più importante: le canzoni.

Vero! Sono anche io della tua stessa opinione! Per l’amor di Dio, a questo mondo ognuno è libero di fare ciò che vuole, poi soprattutto per quanto riguarda gusti personali e musica, nulla è oggettivo! Però ho notato anche io che molte band, solamente per apparire “diverse” o “creative” vanno a cercare quell’elemento di novità, magari anche stupido o tenuto per i capelli, solo per cercare di avere quell’ingrediente nuovo che gli altri non hanno; non solo nel sound, ma anche nell’immagine, nell’abbigliamento o nella strumentazione! Non è perché dentro ad un brano metal hai inserito un corno inglese, allora vuol dire che sei innovativo!!!
Quindi spesso e volentieri, sempre e comunque a mio parere, si perde di vista quello che poi è l’elemento essenziale: ovvero che quando ascolti un brano perlomeno ti prenda, ti faccia sognare, ti faccia riflettere o semplicemente battere il piede!
Noi suoniamo un genere semplice dove tutto è stato inventato, dove tutto è un po’ già stato sentito.. ma allora allo stesso modo non dovrei più mangiare il pane solamente perché è da quando esiste l’uomo che lo sfornano? Se ho pochi elementi a disposizione è più difficile creare! Quello che conta è il risultato e come lo si interpreta! Pensa al Blues!!! Se ad ogni brano inserisco qualcosa di diverso solo ed esclusivamente per essere innovativo, allora non riuscirò mai a creare un mio marchio di fabbrica riconoscibile! Non so.. anche io ritengo questo un problema alquanto spinoso! Contemporaneamente chi fa rock, dalle nostre parti (Italia) viene sempre considerato uno zoticone che pensa solo a bere e divertirsi…

Poi c’è anche il discorso iperproduzioni! Oggi è tutto finto! Ciò che si ascolta in un disco è tutto preparato e condito a puntino! Abbiamo una qualità audio estrema e poi tutti ascoltano musica in mp3 nel cellulare! Abbiamo dischi super-prodotti, dal master pompatissimo, poi sul palco la band o non ci riesce neanche ad arrivarci oppure non esalta! Poi ci sono gli ON-OFF che escono con un disco vero come DON’T FORGET THE ROLL, album crudo e low-tech, registrato suonando batteria, basso e chitarra insieme come una volta.. e c’è sempre chi lo considera quasi un demo, con le orecchie oramai abituate a sentire cose superpatinate e non più genuine!
I tempi cambiano, la tecnologia pure, poi gli appassionati di musica ascoltano ancora i primi album dei beatles, registrati in diretta con solo 4/5 tracce a disposizione solamente perché le canzoni sono BELLE!! (Aggettivo semplice utilizzato volutamente!)

Come vedete la scena rock/metal attuale? C’è ancora cuore e passione in quello che si sente o siamo arrivati ad un punto morto?

Sicuramente ogni band ci mette amore e passione in ciò che fa! Come dicevamo poco fa, però, tutti si lamentano a tutte le altitudini! Tutti hanno qualcosa da dire che non va, dal localaro al promoter, dalla band famosa al ragazzino che ha appena comprato uno strumento.. ma tutto resta comunque bloccato! Ci vorrebbe un po’ più di rispetto reciproco, secondo me, inoltre ogni tanto, al posto di stare chiusi in casa davanti al computer, usciamo a farci una birra e ad ascoltare con rispetto e PAZIENZA qualcuno che suona… superata invidia e rivalità iniziale, tutto risulterà poi piacevolmente divertente e formativo!

Tre band italiane e tre straniere per voi fondamentali.

Rolling Stones, Led Zeppelin e AC/DC… ma l’elenco potrebbe essere molto molto più lungo!!! Poi potrei dire semplicemente BLUES, dove basta solo una parola!!!
Per quanto riguarda le band italiane… boh, come influenza diretta nessuna credo…

Apprezzo il progressive italiano anni 70 e Battisti però!

I vostri lavori vengono stampati anche in vinile in edizione limitata. Vi sentite ancora legati a questo supporto musicale?

Il vinile è il supporto per eccellenza! Caspita! ..una volta entravi in un negozio di dischi ed uscivi con in mano un “batamazzo” enorme di cartone 33x33cm, con grafiche, busta, vinile, magari apribile e a volte anche con soprese… l’acquisto era anche FISICO!
Ora il cd (vecchio anche lui) avrà una qualità assurda, il digitale è comodo e hai la discografia di tutti sempre a portata di mano! Ma vuoi mettere mettersi in casa con un vinile, un buon whisky e compiere il rito del pulire la superfice e posare la puntina? Ci vuole TEMPO, quello che ognuno vuole e nessuno riesce più a trovare; nonostante tutta la tecnologia che ci circonda serve esclusivamente per farcene guadagnare sempre di più.. non si riesce però mai a capire dove finisce tutto questo tempo guadagnato!!!

Che rapporto avete con il vostro pubblico e i vostri seguaci? C’è stato nel corso di questi anni un complimento, una frase, una parola che vi ha inorgoglito particolarmente?

Abbiamo un buon rapporto dopotutto! Inoltre disponiamo di uno zoccolo duro di seguaci irriducibili che sono davvero la nostra “pompa di benzina” dove far rifornimento di energia e voglia di continuare a darci dentro ogni volta che ne abbiamo bisogno! Ok, capitano serate spente o situazioni organizzativamente imbarazzanti, ma quello, come dicevamo sopra, è la normale prassi!
La frase? In parte l’hai detta anche tu prima: che siamo semplici e diretti, spontanei e che, nonostante le influenze sono quelle, non siamo una semplice fotocopia!

Vi ringrazio per la disponibilità. Volete lasciare un messaggio ai lettori di long live rnr?

Ringraziamo soprattutto te per l’enorme pazienza e disponibilità che ci hai dimostrato, per il prezioso tempo che ci hai dedicato e ringraziamo tutti coloro che hanno avuto la pazienza e la fiducia di leggere questa intervista sino a questo punto! Che dire.. scriveteci e venite a trovarci a qualche nostro concerto! Risposta assicurata e birretta insieme garantita!!!! Basta scrivere www.on-offband.com!!!!

Semplicemente GRANDI !!!

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