PERIPHERY – Il live report della data bolognese

Report a cura di Nicolò Cavallaro

 

Sabato 6 Maggio si è tenuto allo Zona Roveri di Bologna il concerto dei Periphery, in apertura Destrage e The Contorsionist.

 

Sabato 6 Maggio Bologna ha ospitato uno dei tour qualitativamente migliori, probabilmente, di quest’anno. A giudicare dalla quantità di pubblico in attesa fuori (nonostante la nostra puntualità) è evidente che il concetto è chiaro, se non altro, ai più. 

Destrage

Alle ore 20:30, puntualissimi e con il pubblico che continua ad entrare ad ondate salgono gli italianissimi Destrage: la band è ormai una realtà super-consolidata nel panorama nazionale ed internazionale e, per la prima volta a Bologna, mobilitano moltissimo del loro pubblico locale. I 5 sono sempre piazzatissimi, lo show è movimentato ed estremamente divertente e la platea è estremamente recettiva. 

The Contortionist

Alle 21:30 tocca ai The Contortionist: una band precisa, estremamente preparata e concentrata sull’esecuzione dei pezzi. Sei i membri di quest’ultima combo che per i 45 minuti a venire propone un sound estremamente atmosferico e curato, con pulizia dei suoni ma, purtroppo, uno show estremamente statico: anche se il pubblico appare affascinato dalla loro emotività, però personalmente vedo un po’ svanire “l’effetto Destrage” che aveva dapprima caricato la platea.

Periphery

L’apertura con A Black Minute è commovente e Sotelo si mostra da subito come il frontman che ogni band vorrebbe: vocalmente insostituibile, perfetto nell’esecuzione e con potenza ed estensione uniche. Avevo già avuto l’occasione si vedere “l’effetto Periphery” un anno fa e, a Bologna, si è riconfermato: potentissimi, collaborativi con il pubblico, tecnicamente perfetti e con uno show curato momento dopo momento; tutto il pubblico sa a memoria i pezzi e spesso i ritornelli, come in Marigold o The Way The New Goes, potrebbero tranquillamente non essere cantati, data la grandezza dell’eco che arriva dalla sala. La chiusura con Lune è enorme ed emozionante e, con Sotelo che dirige il pubblico nel coro finale, da un chiaro segno della assoluta riuscita di questo progetto. Una band, i Periphery, decisamente “pronta” per diventare qualcosa di ancora di più. Una band che non ha nulla da invidiare a molti artisti pop e che, anzi, ha da insegnare a buona parte del panorama metal cosa vuol dire arrivare a tutti.

Setlist –  A Black Minute Strager Things The Way The New Goes Marigold Remain Indoors Prayer Position The Bad Thing Flatline Memento (Hunted Shores cover) Psychosphere The Price is Wrong Masamune Lune

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