Pretty Boy Floyd – Public Enemies

 

Frontiers Music Srl – Dicembre 2017

Nello sport, nel cinema, nella letteratura e in ogni forma d’arte ci sono i fuoriclasse, i gregari e gli scarsoni.
Anche nella musica funziona più o meno in questo modo. Esistono i gruppi seminali e fondamentali, i gruppi che pur non inventando nulla di nuovo riescono a ritagliarsi il giusto spazio facendo una buona carriera e poi quelli che dopo un buon esordio vivono un po’ di rendita, spariscono e poi ritornano. Gruppi non imprescindibili, ma divertenti.
I Pretty Boy Floyd non sono mai stati dei fenomeni, nel loro genere Motley Crue, Poison e compagnia bella, in quanto a vendite e qualità dei dischi erano decisamente superiori, di un’altra categoria.
Una band simpatica, allegra e capace di far divertire con qualche buon brano, scanzonata e dalla giusta attitudine, ecco li riassumerei così.

Posseggo una copia del loro debutto, ‘Leather Boyz With Electric Toyz’ del 1989, disco che ebbe un discreto successo grazie a canzone come la title track, ‘Rock And Roll (Is Gonna Set The Night On Fire)’, ‘Rock And Roll Outlaws’ e ‘Only The Young’.

Oggi i Pretty Boy Floyd ritornano, freschi di un contratto con Frontiers Music e di un nuovo album, ‘Public Enemies’, quattordici brani che ci riportano sul Sunset Strip.
L’operazione nostalgia funziona a metà, se già all’epoca la band non era tra i nomi di punta del genere, certamente non lo è oggi, però non mancano il divertimento e la spensieratezza.

Feel The Heat’, ‘High School Queen’, ‘Girls All Over The World’ sono la testimonianza che i Pretty Boy non hanno perso lo smalto dei tempi migliori, Steve Summers ha ancora quella voce aspra e scazzata di vent’anni fa e Kristy Majors compie un buon lavoro alle chitarre.
I brani ovviamente puntano molto sull’immediatezza e sul ritornello facile, ‘American Dream’, l’immancabile ballata ‘We Can’t Bring Back Yesterday’, ‘Do Ya Wanna Rock’, ‘Shock The World’ e ‘So Young So Bad’ su tutte.

Sono un po’ combattuto, in quanto da una parte non mancano i pezzi carini che rimangono in testa, dall’altra a quarant’anni suonati ho bisogno di musica che abbia più sostanza e mi dia emozioni a lungo termine, pur essendo un’amante del genere glam/hard rock (ho consumato i vinili dei Motley).
I Pretty Boy Floyd sembra siano rimasti dei ragazzi ancorati alla leggerezza di un periodo ormai lontano, il che può essere un bene ma anche un male.

Public Enemies’ è il classico disco carino ma nulla più, sicuramente non da bocciare ma neanche da strapparsi i capelli (per chi li ha ancora).

www.prettyboyfloydband.com

Tracklist:

1.S.A.T.A.
2.Feel The Heat
3.High School Queen
4.Girls All Over The World
5.American Dream
6.We Can’t Bring Back Yesterday
7.We Got The Power
8.Do Ya Wanna Rock
9.Run For Your Life
10.Shock The World
11.Paint It On
12.7 Minutes In Heaven
13.Star Chaser
14.So Young So Bad

Band:

Kristy Majors – chitarra, basso, cori
Steve Summers – voce
Chad Stewart – batteria, cori
Keri Kelli – cori

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