Psychedelic Witchcraft – Una band senza orizzonti che si tuffa nel futuro

 

Dopo aver ascoltato il nuovo lavoro dei Psychedelic Witchcraft, ‘Sound of the Wind‘, decido di contattare l’etichetta del gruppo toscano, la Listenable Records e chiedo di poter inviare una serie di domande al quartetto italiano. E’ sempre con orgoglio poter conversare di musica con una band di casa nostra, una band davvero molto interessante e con le idee molto chiare…

 

Ciao ragazzi e grazie per la vostra disponibilità…

Ciao, grazie a voi per quest’intervista!

Sono passati tre mesi o giù di lì dalla pubblicazione del vostro ‘Sound of the Wind‘. Andando a riascoltare a mente fresca il vostro album quali sono le vostre sensazioni?

L’ascolto del nostro lavoro rievoca sempre il lavoro svolto in studio di registrazione. Percepiamo un miglioramento rispetto ai lavori precedenti e sentiamo il suono della band evolversi. Riascoltando il disco viene sempre molta voglia di suonarlo.

Mi devo congratulare perchè ho trovato tutto molto intenso, carico di atmosfere (in alcuni casi nebbiose) e adesso che lo sto riascoltando, dopo tempo, lo trovo molto profondo con una vena malinconica… che ne pensate? è il vostro stile, la vostra propensione artistica…

E’ un album che racconta delle esperienze personali, qualcosa di spontaneo e vissuto. L’ispirazione viene da ciò che fa parte di noi stessi, c’è malinconia ma c’è anche molta energia, c’è rabbia e tranquillità, è tutto un equilibrio che rispecchia l’equilibrio interiore. Non sapremmo come definire il nostro stile, è qualcosa a cui non pensiamo, è qualcosa di spontaneo e naturale a cui diamo voce senza porci alcuna questione.

Come vi dicevo i brani li ascolto e li sento diversi rispetto a qualche mese fa. La title track mi ha colpito diversamente dalla prima volta che l’ho ascoltata. Mi piace molto il titolo ‘Sound of the Wind’…

‘Sound of the Wind’ è appunto la title track dell’album ed è forse la più particolare del disco, quella che si distacca di più da tutto il resto, ma è anche una tra le canzoni col significato più importante. Tratta dell’unione più spirituale che fisica di due anime gemelle, due anime destinate all’unione, che sia in questa vita o in un’altra. Non importa quale sia la distanza materiale tra queste due anime perchè verrà il momento in cui si ritroveranno, è una metafora di ciò che spesso accade nelle nostre vite.

Altra cosa importantissima, i nostri dischi principali (The Vision, SOTW e i prossimi) sono per noi uno specchio degli elementi. “SOTW” sta per l’elemento dell’aria, il quale rappresenta introspezione, intelletto e creatività. La dea Maat oltretutto, dea della giustizia nell’Antico Egitto, è rappresentata da una piuma, simbolo anch’esso dell’elementalità dell’aria.

Trovo molto interessante anche la copertina… ce ne parlate?

La copertina è stata scattata in un luogo parecchio suggestivo, un luogo che abbiamo ritenuto adatto a rappresentare il disco stesso. Il tema “egiziano” deriva dal fatto che parte dell’ispirazione viene dalla cultura degli egizi antichi.

Fondamentalmente ci si ispira al valore loro dato alla giustizia e al viaggio dell’anima compiuto dalla persona dopo la morte,  mistico e intrigante percorso per raggiungere la libertà.

Ma come è avvenuta la stesura dei brani. So che la band è nata come un progetto solista di Virgina e poi si è ampliata agli altri elementi… c’è lavoro del singolo o di gruppo?

La scintilla viene da Virginia. Come hai detto, lei ha creato il progetto nei primi mesi del 2015.

Successivamente l’unione degli altri elementi ha permesso al suono e alla band di evolversi e crescere assieme. ‘Sound of the Wind’ è il primo vero lavoro con l’attuale line-up (da Febbraio 2016 a questa parte).

Non esistono momenti in cui decidiamo di creare brani nuovi, succede nella vita di tutti giorni, quando si vuole comunicare qualcosa. In questo lavoro Virginia e Riccardo hanno collaborato alla stesura di praticamente tutti i brani che senza il tocco di Jacopo e Mirko non avrebbero certo preso la forma che hanno. Ciò che ci permette di collaborare così naturalmente è una “visione” collettiva, su cui si è tutti d’accordo (quasi per caso).

Ma che vuol dire Psychedelic Witchcraft, non intendo la traduzione. Un insieme di persone, amici, artisti che si riuniscono per suonare avendo bisogno uno dell’altro, un progetto…

Psychedelic Witchcraft si può considerare una band più che un progetto solista. Portato avanti e rappresentato principalmente da una persona (Virginia nel nostro caso) e supportato dal resto della band, questo è quello che si vede in superficie a primo impatto. Una cosa fondamentale del nostro caso è stato trovarsi in un’armonia di gruppo sorprendente che ha permesso di conoscersi e crescere assieme (anche musicalmente).

Noto che nell’album ci sono vari stili che si mescolano perfettamente fra loro, non ve la prendete se nella rece mi sono permesso di usare il termine così modaiolo ‘retro rock’, ma dei richiami a sonorità e forme musicali del passato ci sono. Troppo riduttivo definirvi ‘retro rock’… potreste darmi una mano? non voglio catalogarvi a tutti i costi…

Il richiamo al passato si sente, non si può negare. Gli artisti che più ci piacciono e più amiamo ascoltare sono artisti degli anni ’70 (Black Sabbath, Jefferson Airplane, Free, Led Zeppelin), tuttavia non è il “retro rock” ciò a cui ci dedichiamo. Ci sono influenze del passato ma i suoni sono piuttosto moderni, ci sentiamo di dire che ciò che facciamo sia “Heavy Rock”.

Non ci siamo mai posti problemi sul genere musicale, non è un qualcosa che spetta a noi, siamo spesso stati catalogati come “doom” e ancora oggi è difficile chiamarsi fuori dal genere, non assolutamente per disprezzo però non è qualcosa che ci appartiene a fondo.

Mi piace molto ‘Let Me Be Myself‘ che sfocia nella strumentale ‘Horizons‘. Scelta voluta o casuale?

Scelta assolutamente voluta e pensata nel tragitto fra casa e lo studio di registrazione, ‘Horizons’ è un brano praticamente improvvisato in studio, così come effettivamente diverse parti del disco (anche la intro “Maat” per esempio). Il collegamento prende spunto dai Black Sabbath, solo una recensione fino ad ora ha citato l’esempio perfetto e ci ha fatto sorridere, perchè ha colto la citazione. Troviamo sia la giusta conclusione al viaggio che si compie ascoltando il disco da cima a fondo, lasciando il passato e preparandosi al futuro.

Un altro brano per me interessante è ‘Rising On The Edge‘. Ho avuto modo di guardare il video. Molto interessante… ci parlate del video e della sua realizzazione… Firenze di sfondo?

Virginia: ‘Rising On The Edge’ è un altro pilastro (se si può dire) del disco. Il brano è frutto di esperienze personali dell’ultimo anno, che mi hanno portato alla realizzazione di questo brano.

Il brano vuole comunicare quanto sia errato farsi condizionare dalle persone circostanti. Trovo sia giusto essere sempre fedeli a se stessi e soprattutto credere in se stessi, senza dare spazio ad alcuno di manipolare il nostro essere.

E’ simbolo di giustizia karmica e libertà.

Per quanto riguarda il video è rocambolesco quanto spontaneo, abbiamo realizzato il video in autonomia, relativamente di fretta e rinunciando a diverse scelte che avremmo preferito realizzare.

Jacopo è fotografo/videomaker, anche se in questa situazione ha/abbiamo dovuto arrangiarsi con il poco che era disponibile. Seppure non sia di altissima qualità il video rappresenta una versione molto spontanea di Virginia e le immagini rappresentano la libertà e l’essere se stessi di cui si parla nel brano.

Devo confessare che è molto intenso e duro, davvero piacevole… Come va la situazione musicale a Firenze…

Qui come nel resto d’Italia la situazione musicale è difficile. E’ un problema del nostro paese, un po’ un circolo vizioso. Del resto i nostri ascoltatori sono per la maggior parte esteri, in Inghilterra abbiamo avuto un ottimo riscontro e potrebbe essere una futura meta per la band. Detto questo ci terremmo a ringraziare coloro che ci seguono dall’inizio in Italia. La situazione musicale va a discapito anche dell’ascoltatore, il quale ha difficoltà a trovare show di parecchie band che vuole sentire, diversi artisti esteri decidono di evitare l’Italia a prescindere. Speriamo le cose cambino, ognuno ha il proprio ruolo in tutto ciò.

E dopo due album all’attivo e molte risposte positive dalla critica (ho letto recensioni su di voi da tanti siti italiani e non) come sta procedendo la vostra carriera, anche se siete ancora agli inizi…

La Listenable Records (con la quale abbiamo firmato per la realizzazione di questo lavoro) ha creduto in noi, ci ha permesso di registrare il disco con i giusti mezzi e questo è stato di fondamentale importanza per il disco in sé.

Abbiamo in programma diversi show che annunceremo presto, tutti quanti all’estero. Quelli già annunciati sono a Copenaghen, DEN a maggio (Children of the Sun fest) e a Sheffield, UK (HRH Doom vs Stoner), il management sta lavorando per portare la band in altre partecipazioni ovviamente, speriamo di partecipare a più festival possibili.

Siamo agli inizi, suonare è la passione che ci accomuna, vogliamo suonare in festival e tours, siamo al lavoro su questo.

Quali sono i punti di forza di Psychedelic Witchcraft?

Dalle recensioni dell’ultimo disco abbiamo sentito molte persone trovare il nostro sound piuttosto personale, ed è qualcosa che abbiamo molto a cuore. Non vogliamo scavare nel passato e portare ai giorni nostri un’esatta copia di ciò che c’era prima. Ciò che ci ha formato è la musica del passato ma ciò che siamo dipende solo da noi. Si parla di band, di musica, quindi ognuno può trovare diversi punti di forza a seconda dei propri gusti, per noi l’importante è essere “true to ourselves”, spontanei e onesti.

Pshichedelia, piacere nell’occulto, forse anche la letteratura romantica dell’800… cosa vi spinge ad affrontare queste tematiche?

Virginia: Sono cresciuta tra occulto e film horror. Mio padre ai tempi era appassionato di musica rock e film horror, mentre mia madre di pratiche magiche e esoterismo. Mio padre mi fece ascoltare a 8 anni il primo album rock che io abbia mai sentito, Led Zeppelin II. Oltretutto mi ha trasmesso la passione per i film principalmente horror. Tra i preferiti ci sono i grandi classici di Argento, Bava, Fulci ; i grandi classici della Hammer, L’esorcista, Rosemary’s Baby e molti altri.

Che cos’è, a vostro parere, la creatività…? solo capacità di lasciare andare la fantasia o spingersi oltre esplorando la mente… oppure…

Creatività per noi è creare con ciò che si ha dentro, è comunicare qualcosa di personale, lasciare andare la propria mente e spingersi oltre i propri limiti.

In un mondo che corre velocemente e che da una parte, per fortuna, aiuta a condividere (mi riferisco ad esperienze musicali) le proprie capacità, in altri casi opprime  e sembra che tutti stiano a guardare e scrutare gli altri, qual è la vostra posizione nei confronti dei social, della rete e di tutto un mondo così particolarmente frenetico?

Crediamo che con i social tutto sia alla portata di tutti, con relativi vantaggi e svantaggi.

Essendo parte del mondo attuale è inutile se non svantaggioso dissociarsene, non possiamo fare altro che cercare di sfruttarlo al meglio, anche perchè inizialmente è stato ciò che ha permesso all’interesse verso PW di crescere. Dal punto di vista personale (persona e non più gruppo/band) è utile per rimanere in contatto con persone lontane e care, avere una finestra su ciò che loro decidono di rendere pubblico. Tuttavia si corre il rischio di rimanere incastrati nei social e confondere il personaggio sul social con la persona reale. Il riscontro che si ha sul social non è lo stesso che si ha nella vita reale e questo può avere conseguenze più o meno gravi sulla persona (nel momento in cui percepisce questa differenza, chiaro).

Posso continuare ad essere sciocco? il nuovo anno è iniziato da poco… quali sono i propositi buoni o meno di Psychedelic Witchcraft?

Portare il nostro album dal vivo è ciò a cui stiamo dedicando più attenzione, lavoreremo a brani nuovi e dedicheremo il nostro totale impegno alla band.

Avete delle date utili a promuovere il lavoro e promuovere Psychedelic Witchcraft?

Si attualmente di pubbliche e confermate abbiamo queste due date :

  • Maggio, 25, Copenaghen (DEN), Children of the Sun Fest.
  • Settembre, 29-30, Sheffield (UK), O2 Arena, HRH Doom Vs Stoner Fest

Diverse date in Europa e Italia sono in fase di conferma, verranno annunciate al più presto sui nostri canali social quali facebook e instagram.

E adesso vi ringrazio per la vostra disponibilità e vi chiedo di chiudere voi questa chiacchierata in forma epistolare anche con un saluto ai lettori di longliverocknroll.it…

 Grazie mille a te, a longliverocknroll.it, a tutti i lettori e a tutti coloro che seguono la band fin dall’inizio!

Speriamo di vederci presto in uno dei nostri prossimi show!

 

www.facebook.com/PsychedelicWitchcraft

Ricordiamo le date al momento confermato per Psychedelic Witchcraft:

 

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