Raw Energy – White Stallion

 

Raw Records – Gennaio 1988

Già dalla copertina di ‘White Stallion‘ dei Raw Energy si può annusare quel sapore di autentica e sana autoproduzione ottantiana. La cover è infatti un disegnino,in verità neppur troppo bello, piuttosto elementare e fanciullesco.

Senza farmi intimidire troppo inizio l’ascolto con ‘White Stallion‘, il brano che titola questo Ep di quattro pezzi. Il sound è molto datato e la registrazione, soprattutto del basso/grancassa piuttosto deficitaria ma, nonostante questa pochezza produttiva il brano è abbastanza azzeccato. Un classico epic metal americano con un bel cantato, almeno su questo brano in quanto, pur essendo un trio, si alternano dietro il microfono i due fratelli Allen. Piuttosto massicci e pesanti ma molto musicali con un “aria” centrale decisamente interessante. Piacevole e fresca risulta inoltre la partitura della chitarra. Il primo pezzo, in sostanza, non fa gridare al miracolo ma convince. Proseguiamo l’ascolto con ‘Black Rider‘. Qui i toni si fanno un po più accesi e la cavalcata musicale cui assistono le nostre orecchie si trasforma in un classico pezzo heavy con un discreto refrain ma la voce, differente rispetto alla precedente traccia, è molto roca e grezza ed il risultato finale non è esattamente esaltante, anzi lascerei scivolare questo pezzo nell’anonimato senza nessun sforzo o ritrosia alcuna. Il secondo lato ci offre subito ‘Rockin’ You‘. L’ho ascoltata tre volte ma è piuttosto anonima e monotona e mi trova in notevole difficoltà nel giudicarla. Non è una perla ma neppure un’immonda porcheria, una tediosa via di mezzo. La conclusiva ‘Death Stalker‘ si contraddistingue per il generale rallentamento con un progredire faticoso, a tratti monolitico, molto imperniata sul basso e con una sovraincisione di chitarra fuori tono. Questo sino a metà canzone quando, senza alcun nesso musicale, il batterista accelera, forse per portare a termine cotanta fatica nel minor tempo possibile.

Che dire… sinceramente mi aspettavo molto di più da questo vinile in quanto, tra gli archeologi del metal, è un disco chiaccherato e piuttosto considerato. Per quel che mi riguarda questi audaci americani, originari di Columbus – Ohio hanno creato una bella canzone (‘White Stallion‘) contorniata da tre brani piuttosto scialbi ed inutili per il mondo intero, poi ognuno ha i suoi gusti e non ho nulla da obiettare con chi li considera dei grandi dell’underground. Sul fronte rarità non è particolarmente difficile scovarlo ed il prezzo è abbastanza contenuto.

Quotazione: 70/100 euro

Tracklist:
Side A
1. White Stallion
2. Black Rider
Side B
3. Rockin You
4. Death Stalker

Band:
Steve Allen – basso, voce
Joe Allen – batteria, voce
Joe Paul – chitarra

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