Revolution Saints – Light in the Dark

 

Frontiers Music – Ottobre 2017

Ci si potrebbe domandare se i super gruppi creati più o meno a tavolino da presidenti di case discografiche e dati in mano ad ottimi produttori siano il futuro del rock. Pur certo che nulla possa sostituire l’alchimia della sala prove e del bar dove, a fine serata si finisce a bere e discutere di musica e vita, credo sia ugualmente forte, viva e potente la magia che si crea quando grandissimi professionisti decidono di mettersi in gioco in un nuovo progetto, mettendoci anima, sudore, vita, esperienze, sofferenza, professionalità e amore per la musica. Alcuni di questi progetti durano lo spazio di un album, altri, magari alternandosi ai progetti principali, proseguono in vite parallele per molti anni.

Questo è il secondo “episodio” targato Revolution Saints, ovvero una triade di mostri sacri dell’hard rock accompagnati, in veste di produttore, strumentista e buon padrone di casa, dal nostro super apprezzato Alessandro del Vecchio che, come sua consolidata abitudine, sforna un prodotto di altissimo livello qualitativo in termini di suono e arrangiamenti. Al basso e voce, Jack Blades che deve la sua fama principalmente ai Night Rangers. Alla chitarra il funambolico Doug Aldrich precedentemente nella line up di Dio e Whitesnake ed ora a tempo quasi pieno con i grandissimi Dead Daises. Cuore pulsante e perno assoluto del progetto il fenomenale batterista e in questa produzione anche in veste principale voce solista Deen Castronovo ex Bad English, Ozzy Osbourne ma soprattutto ex Journey. Ed è proprio da qui, dalla pluridecorata band AOR americana che parte il tutto.. nel bene e nel male.

Seguendo e amando i Journey da tempo immemore il primo ascolto di “Light in the Dark” mi lascia un attimo interdetto dato che in svariate occasioni si arriva al limite del plagio. Ovvio e scontato è l’omaggio tributato visto il glorioso passato di Castronovo e le partecipazioni di alcuni suoi membri, ma ci vogliono davvero svariati ascolti per scrollarsi di dosso la sensazione di un album “copia e incolla” ed iniziare a trovarne la sua propria identità. Il bello è che un po’ alla volta arriva e arriva forte! 

Come è giusto che sia, il background di questi mostri sacri del hard rock si sente forte e chiaro, con rimandi non troppo velati a Whitesnake e Ozzy della metà degli anni 80 come nel granitico riff a doppia cassa d’apertura della title track “Light in the Dark”  – pezzo che poi si apre (decisamente anche troppo nel coro..) alla tipica melodia Journey Style.  Freedom è forse la traccia migliore del lotto, sostenuta da un insistente e robusto riff di chitarra  che permette alla splendida voce di Castronovo di esplorare ambiti più profondi ed intimi. Bellissimo sia il break pre assolo dove l’hammond omaggia i Deep Purple di “Perfect Stranger” ed il successivo solo di Aldrich che pur mantenendo il suo stile fatto di mille note e scale, risulta intenso al pari del resto della canzone.

Doppia cassa e tiro micidiale, questa è la potente Ride On, dove aleggiano leggeri echi dei mai troppo celebrati Triumph.

Non potevano di certo mancare le classiche Ballads. Intima e intensa, I Wouldn’t Change A Thing – 100% Journey e l’ispirata Can’t Run Away From Love arricchita da uno splendido ed illuminato assolo di Aldrich.

Don’t Surrender è un vero e proprio manifesto del cd, nelle liriche, nelle linee melodiche, nell’esprimere tutto il potenziale di questo trio che ha ancora moltissimo da dire e dare.  Vera e propria mazzata di grande hard rock è The Storm Inside, forte anche di scelte originali e fuori dagli schemi.

Un’intensissima Falling Apart chiude i giochi di questo ottimo Light In The Dark. Un lavoro onesto e sentito, suonato, cantato e prodotto benissimo, con un unico piccolo neo, l’essere ancora troppo ancorato al Journey Sound, sound che peraltro noi amiamo da impazzire, per cui chissenefrega.. viva i Revolution Saints che lo mantengo fresco vivo e pulsante!

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Track List:

  1. Light In The Dark
  2. Freedom
  3. Ride On
  4. I Wouldn’t Change A Thing
  5. Dont’t Surrender
  6. The Storm Inside
  7. Can’t Run Away From Love
  8. Running On The Edge
  9. Another Chance
  10. Falling Apart

Band:
Deen Castronovo – voce, batteria
Doug Aldrich – chitarra
Jack Blades – basso

 

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