Riot V + Crying Steel + Infinity + Black Star – Circolo Colony, Brescia – 13 Maggio 2015

 

Ben tre band italiane in apertura al concerto dei Riot V il 13 di maggio al Colony per la prima delle due date in Italia del grande gruppo statunitense.

BLACK STAR:
I giovanissimi trentini Black Star,  all’ attivo con la demo “Burning game” del 2012 e l’ep “From The Ashes” del 2014 , con Andrea “Andy” Barchiesi alla voce, Samuel “Sam” Fabrello  alla  chitarra; Mattia “Pex” Pessina alla chitarra; Gianluca “Gian” Nadalini al basso; Davide “Dave” Odorizzi alla batteria, membro degli Skanners e mente del gruppo, propongono quello che è forse solo un piccolo assaggio del loro hard’n’ heavy fresco e ruspante.  Gli otto brani proposti mostrano un gruppo in fieri ma con le idee molto chiare, dove heavy classico dei grandi gruppi NWOBHM si fonde con influenze al limite del glam dei Motley Crue. Grande punto di forza il cantante versatile e dotato di buon timbro e l’energia generale di una band vogliosa di sfondare con solide proposte.

BLACK STAR:
Andrea “Andy” Barchiesi – voce
Samuel “Sam” Fabrello – chitarra
Mattia “Pex” Pessina – chitarra
Gianluca “Gian” Nadalini – basso
Davide “Dave” Odorizzi – batteria.

Setlist: Overdrive, Ready for War, Love Passion,  Black Star, Between the Hammer, Evil Heart, Two wolves, Fight

INFINITY:
Nuova veste con voce femminile per gli Infinity, gruppo del bresciano power speed, che dopo un  album con il cantante, Fabrizio “Oby” Girelli, e congedato il tastierista Manuel “Vlad” Comensoli, reclutano Elena Tironi alla voce, Fabrizio Romani chitarra, Mauricio Carrion chitarra, Daniele Abondio al basso, Federico Ria alla batteria. Più ampio spazio rispetto al gruppo precedente ma suoni peggiori rendono meno chiara la voce della Tironi, che pure è dotata di voce acuta e adatta alla riproposizione dei brani cantati in precedenza da Comensoli, gli Infinity presentano un power speed sinfonico molto ancora legato al power tedesco soprattutto di Blind Guardian e, per melodicità, di Avantasia ed Edguy.
Per gli amanti del genere, anche in versione femminile. La band ci regala anche due nuovi brani inseriti nel nuovo album in uscita a fine anno: ‘Electricity’ e ‘Fearless’

INFINITY:
Elena Tironi – voce,
Fabrizio Romani – chitarra,
Mauricio Carrion – chitarra
Daniele Abondio – basso
Federico Ria – batteria

Setlist: Justice wind, Son Between Sun and Earth, Live to Ride, Infinity, FOD, Fearless, Electricity, Power Symphony

CRYING STEEL:
Un gruppo che non ha bisogno di presentazioni nel panorama italiano, i Crying Steel, a precedere i Riot: con tanti lavori, tra cui l’ album di culto “ On The Prowl”, e tanti cambi di line up,  hanno comunque mantenuto negli anni un sound heavy coerente e genuino. In apertura ai Riot presentano brani classici del repertorio e qualcuno anche dal nuovo, ben accolto, ultimo album  del 2013 Time Stands Steel. Manca il cantante Alessandro “Ramon” Sonato, ma è degnamente sostituito da Francesco Grandi dei Rain, che firma una bellissima performance. E se i brani “Defender” e “Shutdown” dal nuovo album del 2013 servono a scaldare l’atmosfera e mostrare un sound più moderno pur restando fedelmente ancorato all’ heavy più vigoroso, “Running like a wolf”, “No One’s crying” e “Thundergods” riportano al passato forse atteso dal pubblico più adulto in sala, che li ha visti nascere e conosce bene i loro brani. Aldilà delle scenette da vero e proprio siparietto comico (finti balletti e ancheggiamenti, inseguimenti tra Franchini e JJ Frati) con cui divertono il pubblico (si conosce la loro proverbiale simpatia) l’esecuzione è notevole e senza tregua, e … Todd Michael Hall ogni tanto sbircia dal backstage per vederli (Valuterà la voce? Gli piaceranno?  Penserà possano essere possibili concorrenti? Non lo sapremmo mai)… Son cambiati solo i capelli bianchi, ma l’energia è inversamente cresciuta da far invidia sul palco a qualche giovane virgulto…

CRYING STEEL:
Alessandro “Ramon” Sonato – Voce
Franco Nipoti – Chitarra
Luigi “JJ” Frati – Chitarra
Angelo Franchini – Basso
Luca Ferri – batteria  in una trentennale carriera e tanti cambi di line- up l’ultimo album con ampia produzione discografica,

Setlist: Defender, Shutdown, Raptor, No One’s crying, Heavens of Rock, Runnin’ like a Wolf, Rockin’ Train, Thundergods

RIOT V:
Arriviamo agli headliner tanto attesi già carichi e pronti per uno show che sarà davvero straordinario.
Narita  e l’intro di Ride Hard Live, dall’ultimo album, creano suspance e scaldano la band per l’entrata di Todd, acclamatissimo ed in gran forma. Il concerto prende forma alternando vecchi brani, tratti variamente da tutti gli album (anche le bellissime versioni di “On your knees” con i cori di Van Stavern e “Sign of the Crimson Storm” da The Privilege of Power),  ma privilegiando maggiori tracce da “Thundersteel” e “Fire Down Under”, e chiaramente l’ ultimo  bellissimo “Unleashed the fire” del 2014, che ha visto l’ingresso di Todd. La setlist proposta crea armonicità e leggerezza anche per il pubblico che ascolta, nonostante la band prosegua a suonare senza sosta un’ ora e quaranta, anche perché è continuamente sollecitato e coinvolto nel canto da un Todd energico e solare così come lo si vede anche fuori dal palco. Sorprende il suo talento vocale, che non fallisce mai neanche in momenti in cui il pubblico glielo perdonerebbe, come la fine di “Metal Warrior”, brano complesso dal punto di vista della linea vocale,  “Fall From the Sky”  “Black Leather and Glittering Steel”, quanto il suo approccio con il suo pubblico, privo di qualsiasi divismo e distacco umano. Esce spesso dal palco per bere, specie all’inizio del concerto, durante gli intermezzi strumentali dei brani, ma al ritorno mostra sempre una grande carica da vero frontman . La sua voce, in sede live, è arricchita di quel calore umano che non emerge dalla produzione dell’ ultimo album, moderna e pulita e che certo dà valore all’ estensione e acutezza della voce del cantante. Ma il resto del gruppo non è certo da meno: il grande Gilchriest, forte dei vent’anni di Virgin Steele, dosa bene leggerezza e vigore al pari di Van Stavern e Flyntz, che divide gli assoli di chitarra con il suo allievo Nick  Lee, assolutamente degno del ruolo assegnatogli. Chiudono con Swords and Tequila mostrando la custodia della chitarra di Mark Reale, che per tutta la durata del concerto è stata davanti alla batteria, e  l’immancabile Thundersteel.
Aldilà della vera e propria lezione di heavy che ci hanno lasciato e la perfezione tecnica che ci dava l’impressione di sentire davvero l’album, il pubblico, purtroppo ristretto rispetto all’alto livello dell’evento , variegato per età e gusti, ma ampiamente partecipe per tutta la durata dell’ esibizione, ha potuto godere di una splendida magia che questi musicisti hanno dato: l’esser riusciti a ricreare l’atmosfera da rockoteca eightes che da tempo si vede raramente in certi concerti. La vera vittoria dei Riot al Colony è stata questa. Shine on Metal Warriors!

RIOT V:
Todd Michael Hall – voce
Mike Flyntz – chitarra
Don Van Stavern – basso
Frank Gilchriest – batteria
Nick Lee – chitarra

Setlist: Narita, Ride Hard Live Free, Fight or Fall, On Your Knees, Johnny’s Back, Wings Are for Angels, Fire Down Under, Hard Lovin’ Man, Metal Warrior, Sign of the Crimson Storm, Fall From the Sky, Outlaw , Black Leather and Glittering Steel, Angel Eyes, Flight of the Warrior T, Bloodstreets T, Take Me Back, Road Racin’, Warrior – Encore: Swords and Tequila, Thundersteel

 

 

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