Rockin’ 1000 – Stadio Dino Manuzzi, Cesena – 24 luglio 2016

 

Fabio Zaffagnini ne ha combinata un’altra, ricordate quel visionario che l’anno scorso radunò mille musicisti per suonare “Learn to Fly” invitando (riuscendoci) i Foo Fighters a suonare nella sua città? Beh non si è per nulla pacato dopo quel successo decidendo di replicare alla grande organizzando un intero concerto sfiorando ampiamente il numero di 1000 esecutori e prenotandosi un posto nel Valhalla del rock in Italia.

Il tutto è partito ad Aprile con le selezioni dei 1150 rockettari tra i quali Angela Panzarella, bassista virtuosa e compositrice dell’area milanese la quale è stata disponibile per un gustosa chiacchierata che ci permette di avere una visione dall’interno dell’evento. La valchiria Angela, polistrumentista, la si trova presente in numerose band romane e milanesi tra le quali Synaesthesia e Sins of Forgiveness per poi approdare ai Labyrinthus Noctis coi i quali sta registrando il terzo disco.

Allora Angela, raccontaci come hai fatto ad essere ammessa al progetto, hai dovuto fare dei provini? C’è stata concorrenza?

Ad aprile sono partite le selezioni, io mi sono candidata immediatamente, il 1° aprile. Occorreva mandare un link con video di riferimento, in cui si vedesse qualcosa di proprio. Il 12 aprile ho ricevuto la mail di conferma “sei stata ritenuta idonea”, credo che sia la frase che mi abbia emozionato di più, ero a 1000 (nel vero senso del termine, lol!)…orgoglio, emozione, gratitudine…e un po’ di sana paura perché ero consapevole di quello che mi aspettava. Tra l’altro avevo in corso anche gli esami all’Accademia Bass To Rock, sotto la guida del mio maestro Matteo Balani, pertanto il 2016 si prospettava veramente impegnativo. Alla selezione hanno risposto in tantissimi, per cui essere stata scelta mi ha riempita di gioia e di emozioni fortissime. Ero grata per la chance. Se avessi potuto incontrare la giuria in quei giorni me li sarei abbracciati e sbaciucchiati tutti, continuando a dire “Grazie, grazie, grazie”…Poi i selezionati siamo finiti anche sul sito, alla sezione “I Mille

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Partecipare ad un simile evento non è propriamente semplice, quanta preparazione ha richiesto partecipare?

La scaletta prevedeva 16 canzoni più un Mega-medley. Non potevo non impegnarmi soprattutto perché volevo confermare ai selezionatori (e a me stessa) di essere degna della scelta. Il “guru” di noi bassisti, Biagio Esposito, aveva preparato dei tutorial in formato video. E’ entrato nella mia vita così. Ogni giorno davanti a quei video e dallo schermo di smartphone, tablet e computer portatile lo guardavo sempre e dovunque. Portavo tutto ovunque. Ogni giorno, soprattutto dalla conclusione dell’esame in Accademia, o meglio ogni notte, ero con il basso in mano, cuffie sulle orecchie, mp3 con i consigli del Maestro Marco Sabiu e il mio ragazzo che ripeteva “Solo guru basso! 1,2,3,4…” e i vari comandi dati dal nostro Direttore d’orchestra: anche lui aveva poi preparato dei file midi per permetterci di a vere la visione d’insieme. Questi file erano organizzati alcuni con lo strumento di riferimento in evidenza, e poi nella versione completa.

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Come avete fatto a sincronizzare 1200 “fracassoni rockettari” generando musica e non rumore? 

Il lavoro del direttore d’orchestra Marco Sabiu (grandissimo, ragazzi) è stato immane. Noi suonavamo con le cuffie, dentro le quali avevamo le basi e i comandi: quando fermarci, quando far andare solo i solisti, quando riprendere, e i finali, “lungo”, “corto e secco”, “disintegrate lo stadio”, “generate un buco nero!”,  si trovava davanti quasi 1200 individualità da rendere Uno (per la precisione eravamo 1127). E di rimproveri, durante i 3 giorni di prove a Cesena, ce ne sono stati: “Non suonate nelle pause tra un pezzo e l’altro, cazzo!” “Ora vengo giù e sono cazzi vostri!”, “Ora facciamo il Medley che vi piace tanto, ma se continuate a suonare, col cazzo che lo suoniamo”…le sue imprecazioni son

o diventate un intercalare per tutti. Però alla fine si è visto il lavorone. Dal vivo inoltre avevamo un ulteriore riferimento visivo (pensato anche in caso le batterie delle cuffie si scaricassero): un semaforo rosso e verde che fungesse da clic visivo. Lavoro studiato nel dettaglio. Perché dovevamo suonare dal vivo ed essere coordinati senza indugi. E’ stato veramente emozionante. Ogni giorno 6-7 ore di prove, sotto il sole, nello stadio. Il lavoro di Sabiu, dei guru (responsabili delle diverse categorie dei musicisti) e dello staff tutto è stato immane. Ma si è visto il risultato. Un’emozione indescrivibile a parole. Ti basti solo pensare che quando è partito il countdown avevamo la pelle d’oca. Prima il giuramento, poi è partito tutto. Si sono spente le luci e accesi i flash dei telefoni del pubblico, sono partiti gli archi con “Bittersweet Symphony” (che durante le prove prendevamo in giro per le tre note ripetute per 44 battute), e tutti noi avevamo le lacrime agli occhi. Eravamo tutti un unico cuore pulsante. E per coordinare i musicisti, tendenzialmente egocentrici, ci vogliono personalità con le palle, e con tanta pazienza! Però che risultato, ragazzi, anche emotivamente ci sentivamo Uno. Era bello vedere anche durante le prove a Cesena, l’armonia che si era creata. E vorrei un applauso per Cesare “Mac” Petricich, chitarrista dei Negrita, e Nicola “Ballo” Balestri, bassista di Cremonini, che si sono fatti le prove con noi, le code sotto il sole per prendere le cuffie, le chiacchierate, le birre e i panini insieme, non sentendosi assolutamente rockstar sul gradino più alto degli altri. Dire che sono stati eccelsi è dire poco, proprio per l’attitudine e per come si sono relazionati con noi “comuni mortali”. Menzione speciale anche per Davide “Cesareo” Civaschi, degli EELST, che ci chiedeva consigli (a noi, eh), su come stesse eseguendo i pezzi, postando i suoi video di studio sul gruppo segreto di Facebook che avevamo istituito per i millimi lombardi. A livello di social abbiamo creato diversi canali per coordinarci. Anche mandandoci tablature, spartiti…insomma, un gran bel lavoro. Una coordinazione top e una risposta “professionale” dai millini, sia dai professionisti di professione che dai professionisti per l’occasione. Per una volta eravamo tutti professionisti, anche nell’approccio. Questa è stata la lezione più grande. Mi porto a casa anche questo, aver potuto godere di prove serie, coordinate da un grande direttore.

Occasioni come queste fanno pensare che l’Italia non sia completamente spacciata dal punto di vista musicale, tu come la vedi?

L’evento è stato qualcosa di emozionante e, come dicevo prima, ha registrato una partecipazione seria e professionale da parte di tutti gli addetti ai lavori. Il sold out è stato una risposta da urlo. Vuol dire che non solo c’è gente che crede nella Musica da “suonatore” ma anche chi ci crede da “fruitore”. Vedere lo stadio pieno a quei livelli è stato una goduria immane. Il pubblico arrivava da qualsiasi parte d’Italia. Per non dimenticare che l’evento ha accolto anche musicisti dall’estero: Alan Laird dal Canada, Robert C. Strassgietl dall’Austria, Ferdinando Grimaldi dalla Germania, Juan Carlos Meyer dal Messico, Erle Jurjević istriano. C’è stata un’eco mondiale. E lo abbiamo visto anche nell’immediato day after. Testate nazionali e internazionali che parlavano di noi. L’Italia apripista di un qualcosa di leggendario. Decisamente concorde con te, l’Italia non è per nulla spacciata dal punto di vista musicale. Basta solo un sognatore che lo ricordi e gli altri matti lo seguono. Basta dare il LA. E le risposte arrivano.

Ci saranno delle manifestazioni collaterali in futuro ?

That’s Live è stato un evento top, che più top non si può. Ma Federico è un sognatore, e da lui c’è da aspettarsi di tutto. Lui ha dimostrato che i sogni, quando davvero ci credi, possono diventare realtà. Sicuramente siamo diventati una grande famiglia, e qualcosa gli frulla già in quel cervellino geniale. Ci sarà un documentario (sono stata intervistata, e sono riuscita a far ridere quei poveri giornalisti che ancora non avevano capito chi si trovassero davanti), un DVD, almeno stando alle prime notizie già trapelate. Per il resto…stay tuned!

Un aneddoto?

Prima del concerto, ho beccato Mac e ci siamo fatti una chiacchierata deliziosa. L’ho ringraziato per come si sia posto con tutti noi e lui, serafico, sorridendo, replica “Ma (c)he c’è di strano, e le (c)ose van fatte benino, io poi (c)he c’ho di diverso da vvoi? Io son musicista (c)ome tutti voi, ci tenevo troppo ad esser uno dei mille!” Gli ho dato un bacio in fronte (alzandomi un po’, perché nonostante io sia altina, lui è un colosso) e gli ho detto “Te sei immenso, e non solo fisicamente”.

E adesso il tuo futuro: cos’hai in pentola?

Con i Labyrinthus Noctis, siamo già in studio per registrare il nostro terzo album che sarà ancora più particolare. Come band ci presentiamo onstage basso-chitarra-tastiere/effetti/theremin-batteria e…un manichino nel cui volto (fatto da uno schermo) passano video, volti, voci. Suoniamo con gli in-ear monitor e l’effetto è molto scenico. C’è un’ulteriore evoluzione stilistica e figurativa del concept alieno, a livello di live, già il nostro canale Youtube lascia vedere qualcosa, prendi ad esempio Solaris, ecco ora il Io.01, il manichino alieno, evolve. E stiamo lavorando sodo per trasmettere il cambiamento. Per quanto concerne il disco, le tematiche saranno sempre sul concetto metafisico di spazio/tempo, cosmologia e cosmogonia, e ci sarà una forte predominanza (ammetto che non è stato voluto da me, ma dal mio tastierista Ark) del basso. Ovviamente io non ho detto di no, ahah! Quest’anno come Laby eravamo fermi dai live, perché siamo stati presi dalla composizione e dall’arrangiamento del disco. A disco finito riprenderemo live, anche perché non vediamo l’ora, siamo stati in crisi d’astinenza per oltre un anno! Però il 2016 sarà l’anno del disco, tra l’altro Ark lavora anche con Alpha-Omega Management, e non possiamo lasciare niente al caso, gli arrangiamenti e la produzione saranno stra-pensati. Con le Sins Of Forgiveness siamo in fase di riassesto (prima o poi ce la faremo) di line-up, ma sono fiduciosa. Ci tengo davvero tanto. E’ un progetto che ho ideato nel 2005 e che vorrei far tornare all-female. A livello personale, come Sin, sono in fermento perché sto scrivendo da un po’ un’Opera Metal cui tengo tanto. Ma ora sono tutta concentrata con l’Accademia BASS TO ROCK, sto studiando con passione perché c’è all’orizzonte il diploma e sono più che determinata. E sono fortunata ad avere un Maestro come Matteo Balani, che crede fortemente in me. E’ il top dei maestri e gli devo tanto. C’è una terza novità a livello di band, le GoGoPonies, una band all female, realizzata da matte scalmanante. Disco-metal. In embrione, ma sembra funzionante. Vedremo che altro combineremo, perché…come cantava la PFM “…qui per sognare mi tocca dormire, o come sempre SUONARE, SUONARE!”

 

 

SETLIST
BITTER SWEET SYMPHONY – COME TOGETHER – GOLD ON THE CEILING – BORN TO BE WILD – JUMPIN’ JACK FLASH – IT’S A LONG WAY TO THE TOP – C’MON EVERYBODY – 7 NATION ARMY – BLITZKRIEG BOP – SMELLS LIKE TEEN SPIRIT – REBEL REBEL – POLICE ON MY BACK – PEOPLE HAVE THE POWER – ROCKIN IN THE FREE WORLD – SONG #2 – MEDLEY: REBEL REBEL – LEARN TO FLY

 

 

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